Sarri studia l’attacco del Napoli. Un partner per Higuain, cresce l’idea Gabbiadini

0

Nell’attesa e alla ricerca della prima vittoria stagionale, Maurizio Sarri ha appoggiato sul cuscino le figurine di tutti i suoi attaccanti, le sta guardando e riguardando e infine sta per scegliere, nella speranza di pescare nel mazzo quelle giuste. Non pensate che aspetterà domenica mattina per tirare le somme: poiché non ha perso neppure un secondo di questi giorni per studiare in maniera maniacale, in ordine, Empoli, Bruges, Lazio e Carpi, ha già praticamente in mente le punte da schierare quantomeno nelle prossime sfide. La giostra del gol gira, ma non si ferma mai quando deve. E il giostraio Maurizio matura un’inevitabile senso di frustrazione. Non può procedere per tentativi e a Empoli l’unica certezza è che ancora una volta sarà Higuain il centro di tutto: di questa squadra è il capocannoniere ed è intoccabile. Ovviamente, impensabile che ne possa fare tre o quattro di fila. E allora? Gabbiadini preme, si sente bravo, ha la sfrontatezza dell’incosciente e in azzurro è rimasto nonostante le offerte di altri club, perché il Napoli ha detto di credere in lui. La Nazionale gli ha dato la carica (titolare con Malta) e Manolo resterebbe assai male se venisse escluso in campionato e poi giocasse solo l’Europa League. Anche perché soltanto all’idea di essere considerato il vice-Pipita gli vengono i brividi. Mertens non ha mai avuto sulla spalle una carriera da gregario e fa fatica ad accettare il turnover: è uno che ha sempre segnato poco e perciò gli hanno insegnato a fare altro. Gli dissero di correre e correre: e lo fa bene. In maniera travolgente. Non a caso è uno dei più amati dai tifosi azzurri. Non è bravo come seconda punta e come trequartista non è mai stato provato. L’ideale sarebbe in un tridente, possibilmente a sinistra, da dove può accentrarsi per esplodere il suo tiro di destro. E infatti con il Belgio, proprio partendo da quel lato del campo, ha servito l’assist per Hazard. Callejon a vederlo giocare sembra spesso baciato dagli dei del calcio, ma di questi tempi sta deludendo soprattutto se stesso, come se lo stato di grazia lo avesse abbandonato di colpo, con cattiveria. Con la Sampdoria il prescelto è stato lui nel tandem con Gonzalo ma prima con il Sassuolo era stato il grande escluso. E Insigne? Lorenzo è Lorenzo, segna poco ma è l’unico che può recitare in questo momento la parte che nell’Empoli Sarri faceva recitare a Saponara. Escluderlo ora suonerebbe come una bocciatura. Magari con il Bruges, nell’ambito di un normale turnover, ma non a Empoli. Questa è la situazione. Da ieri pomeriggio, cercando di cavare un ragno dal buco, Sarri ha deciso di rimescolare i suoi attaccanti. Le tentazioni sono tante ma a Empoli potrebbe varare il terzo tandem dell’anno: Gabbiadini-Higuain ovvero il più ragazzo e il più esperto. Con Insigne ad agire alle spalle. Ora sono tutti lì e Sarri, dopo aver guardato per una settimana le figurine, può tornare ad ammirare da vicino tutti assieme. Ovviamente, vedremo senz’altro delle staffette: uno dei tanti vantaggi del reparto d’assaltatori del Napoli è che ognuno ha doti che l’altro non ha. Il punto è che solo Higuain, in questo momento, è così affidabile da essere intoccabile. E gli altri si diano da fare per convincere Sarri a sceglierli. D’altronde non è questo il momento di pensare a un cambio di modulo: Sarri e il 4-3-1-2 sono una cosa sola. Se il modulo non piace, non era l’uomo giusto. Se però si punta su di lui, bisogna lasciargli il tempo di adattare gli uomini a quel modulo. E poi, chiaramente, giudicarlo sulla base dei risultati. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Nell’attesa e alla ricerca della prima vittoria stagionale, Maurizio Sarri ha appoggiato sul cuscino le figurine di tutti i suoi attaccanti, le sta guardando e riguardando e infine sta per scegliere, nella speranza di pescare nel mazzo quelle giuste. Non pensate che aspetterà domenica mattina per tirare le somme: poiché non ha perso neppure un secondo di questi giorni per studiare in maniera maniacale, in ordine, Empoli, Bruges, Lazio e Carpi, ha già praticamente in mente le punte da schierare quantomeno nelle prossime sfide. La giostra del gol gira, ma non si ferma mai quando deve. E il giostraio Maurizio matura un’inevitabile senso di frustrazione. Non può procedere per tentativi e a Empoli l’unica certezza è che ancora una volta sarà Higuain il centro di tutto: di questa squadra è il capocannoniere ed è intoccabile. Ovviamente, impensabile che ne possa fare tre o quattro di fila. E allora? Gabbiadini preme, si sente bravo, ha la sfrontatezza dell’incosciente e in azzurro è rimasto nonostante le offerte di altri club, perché il Napoli ha detto di credere in lui. La Nazionale gli ha dato la carica (titolare con Malta) e Manolo resterebbe assai male se venisse escluso in campionato e poi giocasse solo l’Europa League. Anche perché soltanto all’idea di essere considerato il vice-Pipita gli vengono i brividi. Mertens non ha mai avuto sulla spalle una carriera da gregario e fa fatica ad accettare il turnover: è uno che ha sempre segnato poco e perciò gli hanno insegnato a fare altro. Gli dissero di correre e correre: e lo fa bene. In maniera travolgente. Non a caso è uno dei più amati dai tifosi azzurri. Non è bravo come seconda punta e come trequartista non è mai stato provato. L’ideale sarebbe in un tridente, possibilmente a sinistra, da dove può accentrarsi per esplodere il suo tiro di destro. E infatti con il Belgio, proprio partendo da quel lato del campo, ha servito l’assist per Hazard. Callejon a vederlo giocare sembra spesso baciato dagli dei del calcio, ma di questi tempi sta deludendo soprattutto se stesso, come se lo stato di grazia lo avesse abbandonato di colpo, con cattiveria. Con la Sampdoria il prescelto è stato lui nel tandem con Gonzalo ma prima con il Sassuolo era stato il grande escluso. E Insigne? Lorenzo è Lorenzo, segna poco ma è l’unico che può recitare in questo momento la parte che nell’Empoli Sarri faceva recitare a Saponara. Escluderlo ora suonerebbe come una bocciatura. Magari con il Bruges, nell’ambito di un normale turnover, ma non a Empoli. Questa è la situazione. Da ieri pomeriggio, cercando di cavare un ragno dal buco, Sarri ha deciso di rimescolare i suoi attaccanti. Le tentazioni sono tante ma a Empoli potrebbe varare il terzo tandem dell’anno: Gabbiadini-Higuain ovvero il più ragazzo e il più esperto. Con Insigne ad agire alle spalle. Ora sono tutti lì e Sarri, dopo aver guardato per una settimana le figurine, può tornare ad ammirare da vicino tutti assieme. Ovviamente, vedremo senz’altro delle staffette: uno dei tanti vantaggi del reparto d’assaltatori del Napoli è che ognuno ha doti che l’altro non ha. Il punto è che solo Higuain, in questo momento, è così affidabile da essere intoccabile. E gli altri si diano da fare per convincere Sarri a sceglierli. D’altronde non è questo il momento di pensare a un cambio di modulo: Sarri e il 4-3-1-2 sono una cosa sola. Se il modulo non piace, non era l’uomo giusto. Se però si punta su di lui, bisogna lasciargli il tempo di adattare gli uomini a quel modulo. E poi, chiaramente, giudicarlo sulla base dei risultati. (Pino Taormina – Il Mattino)