Vico Equense. Antonio Elefante: “Revocato da assessore con un whats app dopo la nota contro ecomostro di Rivo d’Arco”

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Ecco come spiega la sua revoca da assessore a Vico Equense l’ingegnere Antonio Elefante: Cari amici, da oggi pare che io non abbia più l’incarico di assessore al comune di Vico Equense. Vi pubblicherò il mio whats app di risposta all’attuale sindaco che con lo stesso mezzo mi ha informato della revoca mentre sono in viaggio di lavoro. Certo è che la mia presenza nella Giunta del Comune di Vico non aveva alcun senso, salvo la mia esperienza molto ricca amministrativa e tecnico-professionale che avrebbe dovuto riportare al Comune di Vico regolarità e legittimità, aiutandolo a superare un difficile momento. Infatti l’ufficio tecnico – menomato da condanne, interdizioni, sfiducie, etc. – aveva messo in ginocchio la Giunta, impossibilitata ad operare senza professionalità ed esposta a pericolose responsabilità. .Allora ho accettato la sfida anche per avere visibilità e dimostrare ai politici che quando si hanno idee chiare e volontà di fare cose buone, senza interessi personali, si possono ottenere risultati importanti. Vedi ad esempio la demolizione dell’ecomostro di Alimuri che mi ha visto fronteggiare, oltre i prevedibili ostacoli posti dalla proprietà, anche e soprattutto quelli interni e addirittura gli ambientalisti. Dopodiché tutti i condannati e gli interdetti sono stati riassunti senza pudore, mentre il mio ruolo ha smesso di avere un interesse. Ora l’esperienza, che comunque avrebbe dovuto finire, è finita ma un po’ mi dispiace per come sia finita. Ho scritto una lettera al Sindaco che mi chiedeva di restare nel suo staff rifiutando ovviamente la proposta. 

L’ingegner Antonio Elefante poi posta una sua nota chiedendosi se questa sia riconducibile alla sua revoca

 

Assessore lavori pubblici ed edilizia privata

……………………………………………………………………………………………………………………..
Attenzione dirigente 
Settore urbanistica ed Edilizia Privata

Comandante Polizia Municipale

Al Commissario di Governo
per le Bonifiche e tutela delle Acque nella Regione Campania
r.u.p arch. BOVIER

e p.c. al Sindaco

OGGETTO: VICO EQUENSE: IMPIANTO DI DEPURAZIONE DI PUNTA GRADELLE; LAVORI DI COSTRUZIONE DEL VIADOTTO DI COLLEGAMENTO TRA VIA MURRANO E VIA FILANGIERI ; RICHIESTA SOPRALLUOGO ED ACCERTAMENTI.

Questa Amministrazione ha in essere la redazione di un programma di interventi atti a riqualificare il territorio ed ivi compreso la messa in essere di azioni che hanno lo scopo di mitigare l’impatto ambientale di talune opere già realizzate.
Nell’ambito del progetto di costruzione dell’impianto di depurazione di Punta Gradelle, tutt’ora in corso di costruzione, è stata prevista la realizzazione di un collegamento tra la via Murrano e la via Filangieri.

Premesso :
Tale intervento risulta stato assentito sia in linea urbanistica che paesaggistica ed in particolare con autorizzazione paesaggistica n. 121 del 25.05.2009.
Esaminati gli atti progettuali e i pareri resi dalla Commissione Locale per il Paesaggio del 21.05.2009 ed il parere reso dalla Soprintendenza ai BB.AA di Napoli con il n.19128 del 25.09.2009 , appare che l’intervento avrebbe dovuto essere condizionato a :
– sezione stradale (tutto compreso) 3 mt.
– eliminazione dei parapetti e sostituzione con ringhiere in ferro
– strutture portanti della strada non siano rivestite con lastre di pietrame ma con pietrame calcareo di opportuno spessore
– incremento della pendenza sull’innesto e in uscita del tratto su archi al fine di ridurre l’altezza fuori terra del tratto in viadotto.

Le opere non risulterebbero ancora ultimate e il suddetto collegamento non è ancora utilizzato.
Dall’esame degli atti è emerso che la Soprintendenza i BB.AA. di Napoli avrebbe con nota 16443 del 22.06.2011 richiesto di eseguire accertamento sui luoghi , poi eseguito in data 30.06.2011 al fine di accertare la conformità delle opere al progetto assentito in linea paesaggistica.
Nel sopralluogo congiunto del 30.06.2011 venivano rilevate le difformità rispetto al titolo paesaggistico ed in particolare proprio il mancato rispetto delle prescrizioni impartite .
La medesima Soprintendenza con nota 19046 del 26.07.2011 avrebbe fatto rilevare la sussistenza di lavori in difformità e pregiudizievoli ai fini paesaggistici;

……………. “ le suddette difformità aggravano l’impatto paesaggistico, in quanto la presenza dei parapetti in muratura amplifica l’altezza complessiva della struttura muraria, e l’uso delle piastre di cemento rivestite di lastre di pietrame conferisce all’opera una estraneità rispetto al pregevole contesto storico-paesaggistico. In particolare le strutture cosi come realizzate introdurrebbero nel contesto elementi estranei per caratteri e materiali contravvenendo alle disposizioni del PUT che per l’area prescrivono interventi di riqualificazione paesaggistica”………..

Dall’esame degli atti non è stata rinvenuta la emissione di alcun provvedimento ne di natura amministrativa ne di natura penale, trattandosi di una indubbia violazione dell’art.181 co.1 bis e, per la qual cosa, andavano emessi idonei provvedimenti sanzionatori.
E’ emersa la esistenza di un verbale di sopralluogo del 15.07.2011 (non protocollato ) sottoscritto tra i rappresentati del Comune, dell’impresa esecutrice e della Direzione dei Lavori , nel quale si da atto della esistenza delle difformità paesaggistiche e si conviene sulla circostanza della regolarizzazione delle difformità.

Ciò premesso:

Nell’ambito dei compiti politico-istituzionali di verifica e controllo dell’azione amministrativa 
si chiede con urgenza di : 
– provvedere (unitamente all’organo di polizia giudiziaria a cui la presente è diretta in copia) alla verifica dello stato dei luoghi onde riscontrare la eventuale esecuzione delle previste regolarizzazioni
– provvedere, all’esito dell’accertamento sopralluogo, ad emettere idonei provvedimenti amministrativi e penali previsti dall’art.167 co.1 art.181 co. 1 bis del D.L.gvo 42/2004 nei confronti dei responsabili dell’abuso.

Cordiali saluti
Vico Equense 
26, agosto, 2015

L’assessore urbanistica 
Ing. Antonio Elefante

Ecco come spiega la sua revoca da assessore a Vico Equense l'ingegnere Antonio Elefante: Cari amici, da oggi pare che io non abbia più l'incarico di assessore al comune di Vico Equense. Vi pubblicherò il mio whats app di risposta all'attuale sindaco che con lo stesso mezzo mi ha informato della revoca mentre sono in viaggio di lavoro. Certo è che la mia presenza nella Giunta del Comune di Vico non aveva alcun senso, salvo la mia esperienza molto ricca amministrativa e tecnico-professionale che avrebbe dovuto riportare al Comune di Vico regolarità e legittimità, aiutandolo a superare un difficile momento. Infatti l'ufficio tecnico – menomato da condanne, interdizioni, sfiducie, etc. – aveva messo in ginocchio la Giunta, impossibilitata ad operare senza professionalità ed esposta a pericolose responsabilità. .Allora ho accettato la sfida anche per avere visibilità e dimostrare ai politici che quando si hanno idee chiare e volontà di fare cose buone, senza interessi personali, si possono ottenere risultati importanti. Vedi ad esempio la demolizione dell'ecomostro di Alimuri che mi ha visto fronteggiare, oltre i prevedibili ostacoli posti dalla proprietà, anche e soprattutto quelli interni e addirittura gli ambientalisti. Dopodiché tutti i condannati e gli interdetti sono stati riassunti senza pudore, mentre il mio ruolo ha smesso di avere un interesse. Ora l'esperienza, che comunque avrebbe dovuto finire, è finita ma un po' mi dispiace per come sia finita. Ho scritto una lettera al Sindaco che mi chiedeva di restare nel suo staff rifiutando ovviamente la proposta. 

L'ingegner Antonio Elefante poi posta una sua nota chiedendosi se questa sia riconducibile alla sua revoca

 

Assessore lavori pubblici ed edilizia privata

……………………………………………………………………………………………………………………..
Attenzione dirigente 
Settore urbanistica ed Edilizia Privata

Comandante Polizia Municipale

Al Commissario di Governo
per le Bonifiche e tutela delle Acque nella Regione Campania
r.u.p arch. BOVIER

e p.c. al Sindaco

OGGETTO: VICO EQUENSE: IMPIANTO DI DEPURAZIONE DI PUNTA GRADELLE; LAVORI DI COSTRUZIONE DEL VIADOTTO DI COLLEGAMENTO TRA VIA MURRANO E VIA FILANGIERI ; RICHIESTA SOPRALLUOGO ED ACCERTAMENTI.

Questa Amministrazione ha in essere la redazione di un programma di interventi atti a riqualificare il territorio ed ivi compreso la messa in essere di azioni che hanno lo scopo di mitigare l’impatto ambientale di talune opere già realizzate.
Nell’ambito del progetto di costruzione dell’impianto di depurazione di Punta Gradelle, tutt’ora in corso di costruzione, è stata prevista la realizzazione di un collegamento tra la via Murrano e la via Filangieri.

Premesso :
Tale intervento risulta stato assentito sia in linea urbanistica che paesaggistica ed in particolare con autorizzazione paesaggistica n. 121 del 25.05.2009.
Esaminati gli atti progettuali e i pareri resi dalla Commissione Locale per il Paesaggio del 21.05.2009 ed il parere reso dalla Soprintendenza ai BB.AA di Napoli con il n.19128 del 25.09.2009 , appare che l’intervento avrebbe dovuto essere condizionato a :
– sezione stradale (tutto compreso) 3 mt.
– eliminazione dei parapetti e sostituzione con ringhiere in ferro
– strutture portanti della strada non siano rivestite con lastre di pietrame ma con pietrame calcareo di opportuno spessore
– incremento della pendenza sull’innesto e in uscita del tratto su archi al fine di ridurre l’altezza fuori terra del tratto in viadotto.

Le opere non risulterebbero ancora ultimate e il suddetto collegamento non è ancora utilizzato.
Dall’esame degli atti è emerso che la Soprintendenza i BB.AA. di Napoli avrebbe con nota 16443 del 22.06.2011 richiesto di eseguire accertamento sui luoghi , poi eseguito in data 30.06.2011 al fine di accertare la conformità delle opere al progetto assentito in linea paesaggistica.
Nel sopralluogo congiunto del 30.06.2011 venivano rilevate le difformità rispetto al titolo paesaggistico ed in particolare proprio il mancato rispetto delle prescrizioni impartite .
La medesima Soprintendenza con nota 19046 del 26.07.2011 avrebbe fatto rilevare la sussistenza di lavori in difformità e pregiudizievoli ai fini paesaggistici;

……………. “ le suddette difformità aggravano l’impatto paesaggistico, in quanto la presenza dei parapetti in muratura amplifica l’altezza complessiva della struttura muraria, e l’uso delle piastre di cemento rivestite di lastre di pietrame conferisce all’opera una estraneità rispetto al pregevole contesto storico-paesaggistico. In particolare le strutture cosi come realizzate introdurrebbero nel contesto elementi estranei per caratteri e materiali contravvenendo alle disposizioni del PUT che per l’area prescrivono interventi di riqualificazione paesaggistica”………..

Dall’esame degli atti non è stata rinvenuta la emissione di alcun provvedimento ne di natura amministrativa ne di natura penale, trattandosi di una indubbia violazione dell’art.181 co.1 bis e, per la qual cosa, andavano emessi idonei provvedimenti sanzionatori.
E’ emersa la esistenza di un verbale di sopralluogo del 15.07.2011 (non protocollato ) sottoscritto tra i rappresentati del Comune, dell’impresa esecutrice e della Direzione dei Lavori , nel quale si da atto della esistenza delle difformità paesaggistiche e si conviene sulla circostanza della regolarizzazione delle difformità.

Ciò premesso:

Nell’ambito dei compiti politico-istituzionali di verifica e controllo dell’azione amministrativa 
si chiede con urgenza di : 
– provvedere (unitamente all’organo di polizia giudiziaria a cui la presente è diretta in copia) alla verifica dello stato dei luoghi onde riscontrare la eventuale esecuzione delle previste regolarizzazioni
– provvedere, all’esito dell’accertamento sopralluogo, ad emettere idonei provvedimenti amministrativi e penali previsti dall’art.167 co.1 art.181 co. 1 bis del D.L.gvo 42/2004 nei confronti dei responsabili dell’abuso.

Cordiali saluti
Vico Equense 
26, agosto, 2015

L’assessore urbanistica 
Ing. Antonio Elefante

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