Il Consiglio di Stato da’ ragione a Flora Beneduce ed Armando De Rosa: No alla demolizione del ristorante

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 Il Consiglio di Stato da’ ragione a Flora Beneduce ed Armando De Rosa: il ristorante ex Saraceno di loro proprietà, condonato dal Comune d Vico Equense, non va demolito. È di qualche giorno fa’ la notizia che il Supremo Consesso di Giustizia Amministrativa ha sospeso la sentenza del TAR Campania che appena pochi mesi fa’ aveva decretato la nullità del Permesso a Costruire in Sanatoria rilasciato a De Rosa e Beneduce dal Comune di Vico Equense. La vicenda amministrativa sottostante – che tutti gli addetti al settore ben conoscono e che ha interessato intere generazioni di tecnici susseguitisi presso l’ufficio tecnico comunale- è intricatissima. Tutto parte nel dicembre del 1983 quando un violento incendio danneggia la struttura ristorativa presente nel fondo dell’allora esponente della DC. L’attività di ristorazione viene bloccata ma l’edificio resta in piedi e, sopraggiunta la legge 47/85 sul primo condono, l’allora affittuario Aiello Ciro ne chiede la sanatoria. Nel 1998 la Beneduce ottiene il titolo per consolidare le strutture danneggiate dal l’incendio. È dell’epoca il primo contenzioso davanti al TAR che con una sentenza del 2000 da’ ragione alla proprietaria: il consolidamento era legittimo. Sono dell’epoca anche le prime indagini penali che portano ad un nulla di fatto. Negli anni successivi il Comune rilascia parere paesaggistico favorevole: su denuncia di alcuni consiglieri comunali però la Procura mette sotto inchiesta alcuni ex amministratori e funzionari che vengono però immediatamente prosciolti da ogni accusa: nulla di irregolare era stato effettuato.
  
L’iter prosegue per diversi anni nei quali i proprietari conseguono tutti i pareri favorevoli sino al rilascio da parte dell’Amm.ne locale del titolo in sanatoria che è del gennaio 2014. Quando sembrava che fosse stata messa la parola fine alla vicenda il TAR annulla il titolo su ricorso di un proprietario confinante asserendo che la struttura oggetto di condono fosse in realtà nel 1985 del tutto perita e perciò incondonabile. L’immobile ritorna in condizioni di abusività e il Comune di Vico Equense ne ordina la demolizione. Gli interessati non demoliscono e ben informati affermano che a fine luglio fosse addirittura imminente l’acquisizione dell’area al patrimonio comunale. Nulla di tutto ciò: la Beneduce, assistita dagli Avv.ti Antonino Di Martino e Patrizia Kivel, presenta un corposo ricorso al Consiglio di Stato che con ordinanza del 27 agosto scorso riconosce le ragioni degli appellanti e sospende la sentenza negativa del TAR Campania.

 Il Consiglio di Stato da' ragione a Flora Beneduce ed Armando De Rosa: il ristorante ex Saraceno di loro proprietà, condonato dal Comune d Vico Equense, non va demolito. È di qualche giorno fa' la notizia che il Supremo Consesso di Giustizia Amministrativa ha sospeso la sentenza del TAR Campania che appena pochi mesi fa' aveva decretato la nullità del Permesso a Costruire in Sanatoria rilasciato a De Rosa e Beneduce dal Comune di Vico Equense. La vicenda amministrativa sottostante – che tutti gli addetti al settore ben conoscono e che ha interessato intere generazioni di tecnici susseguitisi presso l'ufficio tecnico comunale- è intricatissima. Tutto parte nel dicembre del 1983 quando un violento incendio danneggia la struttura ristorativa presente nel fondo dell'allora esponente della DC. L'attività di ristorazione viene bloccata ma l'edificio resta in piedi e, sopraggiunta la legge 47/85 sul primo condono, l'allora affittuario Aiello Ciro ne chiede la sanatoria. Nel 1998 la Beneduce ottiene il titolo per consolidare le strutture danneggiate dal l'incendio. È dell'epoca il primo contenzioso davanti al TAR che con una sentenza del 2000 da' ragione alla proprietaria: il consolidamento era legittimo. Sono dell'epoca anche le prime indagini penali che portano ad un nulla di fatto. Negli anni successivi il Comune rilascia parere paesaggistico favorevole: su denuncia di alcuni consiglieri comunali però la Procura mette sotto inchiesta alcuni ex amministratori e funzionari che vengono però immediatamente prosciolti da ogni accusa: nulla di irregolare era stato effettuato.
  
L'iter prosegue per diversi anni nei quali i proprietari conseguono tutti i pareri favorevoli sino al rilascio da parte dell'Amm.ne locale del titolo in sanatoria che è del gennaio 2014. Quando sembrava che fosse stata messa la parola fine alla vicenda il TAR annulla il titolo su ricorso di un proprietario confinante asserendo che la struttura oggetto di condono fosse in realtà nel 1985 del tutto perita e perciò incondonabile. L'immobile ritorna in condizioni di abusività e il Comune di Vico Equense ne ordina la demolizione. Gli interessati non demoliscono e ben informati affermano che a fine luglio fosse addirittura imminente l'acquisizione dell'area al patrimonio comunale. Nulla di tutto ciò: la Beneduce, assistita dagli Avv.ti Antonino Di Martino e Patrizia Kivel, presenta un corposo ricorso al Consiglio di Stato che con ordinanza del 27 agosto scorso riconosce le ragioni degli appellanti e sospende la sentenza negativa del TAR Campania.