Castellammare di Stabia. Fincantieri: al lavoro con la droga, operai «espulsi» dalla polizia

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Castellammare di Stabia. Trovati in possesso di droga, alcuni dipendenti di ditte esterne che lavorano per Fincantieri sono stati allontanati dallo stabilimento di via Caio Duilio. È accaduto a seguito di alcuni controlli effettuati all’entrata del complesso dagli agenti del commissariato locale, guidati dal primo dirigente Pasquale De Lorenzo e dal vicequestore Daria Alfieri. Piccole quantità di hashish che non costituiscono reato ma che fanno scattare una segnalazione alla Prefettura. Dall’azienda hanno confermato, senza comunque entrare nel merito delle indagini delle forze dell’ordine, che i dipendenti dell’indotto fermati dalla polizia sono stati dichiarati «indesiderati» e che ciò comporta il divieto di accesso al cantiere. Si tratta dell’unico provvedimento che Fincantieri poteva prendere in quanto gli operai lavorano per ditte esterne che si aggiudicano appalti per determinati lavori di allestimento delle navi (dagli arredi agli impianti elettrici). Il nuovo caso conferma che l’attenzione sullo storico stabilimento è altissima. È in atto, come ha fatto sapere la stessa azienda, una «operazione di pulizia» che coinvolge la Procura di Torre Annunziata e le forze dell’ordine. Attività a tutto campo che hanno mostrato i primi risultati nel giugno scorso quando sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettante persone accusate di estorsione nei confronti di ditte dell’indotto di Fincantieri. In attesa dell’inizio del processo e di possibili nuove svolte dopo la conclusione della prima parte dell’inchiesta della magistratura, l’attenzione è massima. «Se interviene la polizia ci sono estremi di una certa gravità – hanno fatto sapere da Fincantieri – noi non vogliamo né possiamo ammettere nei nostri cantieri persone che possono mettere a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza, nonché quella del patrimonio aziendale. Per il buon nome del cantiere e del 99,9% dei suoi lavoratori onesti sono fenomeni che non possiamo tollerare». Insomma, standard di sicurezza ancor più stringenti, anche in vista della prossima produzione militare che impegnerà lo stabilimento. Nei primi giorni di agosto, infatti, il governatore Vincenzo De Luca, al termine di un incontro con il ministero della Difesa, ha annunciato che il complesso stabiese è stato scelto per la costruzione di una delle più moderne unità della Marina Militare. «Il governo si è impegnato a garantire lavoro alla Fincantieri – ha detto De Luca – almeno per i prossimi quattro o cinque anni assicurando un futuro concreto allo stabilimento». A Castellammare, quindi, verrà costruita l’unità anfibia «Lod». In ballo ci sono quindi prospettive future ma anche problematiche che coinvolgono lavoratori e sindacati. La Fiom è in rotta con l’azienda dopo che a luglio Fincantieri ha presentato un documento di politica industriale riguardante le commesse e i possibili carichi di lavoro: una descrizione che il sindacato ha giudicato «discutibile» in quanto «era assente tutta la parte che riguarda gli investimenti». A breve partirà un nuovo confronto con l’azienda. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)

Castellammare di Stabia. Trovati in possesso di droga, alcuni dipendenti di ditte esterne che lavorano per Fincantieri sono stati allontanati dallo stabilimento di via Caio Duilio. È accaduto a seguito di alcuni controlli effettuati all’entrata del complesso dagli agenti del commissariato locale, guidati dal primo dirigente Pasquale De Lorenzo e dal vicequestore Daria Alfieri. Piccole quantità di hashish che non costituiscono reato ma che fanno scattare una segnalazione alla Prefettura. Dall’azienda hanno confermato, senza comunque entrare nel merito delle indagini delle forze dell’ordine, che i dipendenti dell’indotto fermati dalla polizia sono stati dichiarati «indesiderati» e che ciò comporta il divieto di accesso al cantiere. Si tratta dell’unico provvedimento che Fincantieri poteva prendere in quanto gli operai lavorano per ditte esterne che si aggiudicano appalti per determinati lavori di allestimento delle navi (dagli arredi agli impianti elettrici). Il nuovo caso conferma che l’attenzione sullo storico stabilimento è altissima. È in atto, come ha fatto sapere la stessa azienda, una «operazione di pulizia» che coinvolge la Procura di Torre Annunziata e le forze dell’ordine. Attività a tutto campo che hanno mostrato i primi risultati nel giugno scorso quando sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettante persone accusate di estorsione nei confronti di ditte dell’indotto di Fincantieri. In attesa dell’inizio del processo e di possibili nuove svolte dopo la conclusione della prima parte dell’inchiesta della magistratura, l’attenzione è massima. «Se interviene la polizia ci sono estremi di una certa gravità – hanno fatto sapere da Fincantieri – noi non vogliamo né possiamo ammettere nei nostri cantieri persone che possono mettere a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza, nonché quella del patrimonio aziendale. Per il buon nome del cantiere e del 99,9% dei suoi lavoratori onesti sono fenomeni che non possiamo tollerare». Insomma, standard di sicurezza ancor più stringenti, anche in vista della prossima produzione militare che impegnerà lo stabilimento. Nei primi giorni di agosto, infatti, il governatore Vincenzo De Luca, al termine di un incontro con il ministero della Difesa, ha annunciato che il complesso stabiese è stato scelto per la costruzione di una delle più moderne unità della Marina Militare. «Il governo si è impegnato a garantire lavoro alla Fincantieri – ha detto De Luca – almeno per i prossimi quattro o cinque anni assicurando un futuro concreto allo stabilimento». A Castellammare, quindi, verrà costruita l’unità anfibia «Lod». In ballo ci sono quindi prospettive future ma anche problematiche che coinvolgono lavoratori e sindacati. La Fiom è in rotta con l’azienda dopo che a luglio Fincantieri ha presentato un documento di politica industriale riguardante le commesse e i possibili carichi di lavoro: una descrizione che il sindacato ha giudicato «discutibile» in quanto «era assente tutta la parte che riguarda gli investimenti». A breve partirà un nuovo confronto con l’azienda. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)