Roma. Marino torna tra i fischi e rilancia: «Abbiamo cacciato i fascisti, batteremo anche le mafie»

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Roma. Il bagno purificatore non è riuscito. Perché manca il popolo, non c’è la presenza forte dei cittadini romani, in questa Anti-Mafia Capitale, che il Pd con il sindaco e con i compagni di strada ha mestamente allestito a piazza don Bosco. Per rifare l’anima alla politica che l’ha perduta tra i Buzzi, i Carminati e lo show, in questa stessa piazza di Cinecittà, delle esequie dei Casamonica «re di Roma». Dal palco parte il grido: «I Carminati si sentono padroni di questo luogo. E oggi questo luogo è nostro!». E domani di chi?, sorge spontaneo chiedersi. Più probabile che torni ai boss piuttosto che resti a quel che resta del Pd. Il quale ieri ha dimostrato di avere perso la bussola della città. Poco pubblico, manifestazione prettamente ex Pci e a scarsissima densità renziana (toh, c’è il sottosegretario Rughetti in rappresentanza della cerchia Matteo) e l’anziano compagno Menichelli, che fu autista di Enrico Berlinguer, è stato il più omaggiato. Certamente in misura maggiore rispetto al sindaco Marino al quale, appena arrivato dall’America, hanno gridato: «tornatene ai Caraibi». Un urlo che non rispecchia soltanto l’antagonismo da brutti ceffi come quelli che hanno cercato di dare l’assalto alla manifestazione (a colpi di slogan così: «Pd mafia», «Marino hai rovinato Roma», «Vergogna!», «Fascisti!») ma anche lo scetticismo galoppante è diventato uno scaricamento di fatto, che serpeggia in larga parte dei militanti democrat. C’è tra di loro chi si sforza di non infierire. C’è chi (una signora, dicendo: «Sempre rose sono, ma non quelle dei Casamonica») addirittura regala un mazzo di fiori al sindaco per rianimarlo. E c’è chi (e sono i più), come il primo gruppo di elettori democrat di mezza età arrivati in piazza, parla così: «Marino? È un cittadino americano, non italiano. Si è trovato a maneggiare cose che non conosce e i risultati si sono visti». Uno di loro è Angelo, che abita proprio su questa piazza e ha visto due settimane fa anche il funerale di Vittorio Casamonica. Racconta: «Quei mafiosi hanno voluto dire con quello show: qui comandiamo noi. Il problema è che la politica, quella buona, non comanda più. E quella cattiva è ammanicata con Buzzi, Carminati, Casamonica e via dicendo. Comunque, c’è più gente qui che al funerale del 20 agosto». Più in là ci sono i compagni del circolo del Quadraro e narrano: «Dopo Mafia Capitale non avevamo più il coraggio di farci vedere in giro. Ora vogliamo vedere se questo partito ha ancora l’energia per ripartire». Vedendolo così, parrebbe esausto il Pd. Molto ceto politico in piazza, i parlamentari, i consiglieri, Fassino (per l’Anci) e Fassina, il sindaco con gli assessori e uno di loro (la new entry Rossi Doria) ripete come in un mantra «stiamo uscendo dal tunnel» e le facce intorno a lui trasudano romanescamente un «davero davero?», il governatore Zingaretti, il ministro Orlando («I problemi si affrontano provando a stare tra la gente, anche quando è imbarazzante») e la presidente dell’Anti-Mafia Rosy Bindi. Che spiega: «Ci sono stati pezzi di partiti, anche il mio, coinvolti in Mafia Capitale. Non siamo qui solo per dire di no ai Casamonica, ma anche per contrastare qualsiasi connubio tra mafia e politica. Il Comune di Roma non è stato sciolto ma neanche assolto». Ma ecco la sora Adriana, sui 70 anni, che alla fine di tutto va via commentando: «Du’ ore de casino, pe’ ‘sta cacchiata!». Matteo Orfini è il promotore dell’evento e sembra goderselo sotto il palco. Anche se il funerale del boss «re di Roma» è stato di gran lunga più spumeggiante e l’elicottero che sorvola la piazza non fa piovere petali di rose ma controlla l’ordine pubblico perché è targato Polizia. Mentre giù in piazza riecco i vigili e il commento che li accompagna: «Quest’anno li abbiamo visti due volte, al funerale dei Casamonica e al controfunerale dei Casamonica». Cioè quello di ieri, che si prestava da subito all’effetto boomerang che infatti si è avuto. Appena il primo speaker ha provato a dire qualcosa, un gruppetto di contestatori arrivati da San Basilio ha aperto un grande striscione raffigurante la celebre foto-riassunto di Mafia Capitale, scattata durante una cena al centro Baobab, in cui si vedono tra gli altri insieme a Buzzi e a Luciano Casamonica i democrat Ozzimo e Marroni, più il ministro Poletti. E ci voleva poco a immaginare che sarebbe andata così. (Mario Ajello – Il Mattino)

Roma. Il bagno purificatore non è riuscito. Perché manca il popolo, non c'è la presenza forte dei cittadini romani, in questa Anti-Mafia Capitale, che il Pd con il sindaco e con i compagni di strada ha mestamente allestito a piazza don Bosco. Per rifare l'anima alla politica che l'ha perduta tra i Buzzi, i Carminati e lo show, in questa stessa piazza di Cinecittà, delle esequie dei Casamonica «re di Roma». Dal palco parte il grido: «I Carminati si sentono padroni di questo luogo. E oggi questo luogo è nostro!». E domani di chi?, sorge spontaneo chiedersi. Più probabile che torni ai boss piuttosto che resti a quel che resta del Pd. Il quale ieri ha dimostrato di avere perso la bussola della città. Poco pubblico, manifestazione prettamente ex Pci e a scarsissima densità renziana (toh, c'è il sottosegretario Rughetti in rappresentanza della cerchia Matteo) e l'anziano compagno Menichelli, che fu autista di Enrico Berlinguer, è stato il più omaggiato. Certamente in misura maggiore rispetto al sindaco Marino al quale, appena arrivato dall'America, hanno gridato: «tornatene ai Caraibi». Un urlo che non rispecchia soltanto l'antagonismo da brutti ceffi come quelli che hanno cercato di dare l'assalto alla manifestazione (a colpi di slogan così: «Pd mafia», «Marino hai rovinato Roma», «Vergogna!», «Fascisti!») ma anche lo scetticismo galoppante è diventato uno scaricamento di fatto, che serpeggia in larga parte dei militanti democrat. C'è tra di loro chi si sforza di non infierire. C'è chi (una signora, dicendo: «Sempre rose sono, ma non quelle dei Casamonica») addirittura regala un mazzo di fiori al sindaco per rianimarlo. E c'è chi (e sono i più), come il primo gruppo di elettori democrat di mezza età arrivati in piazza, parla così: «Marino? È un cittadino americano, non italiano. Si è trovato a maneggiare cose che non conosce e i risultati si sono visti». Uno di loro è Angelo, che abita proprio su questa piazza e ha visto due settimane fa anche il funerale di Vittorio Casamonica. Racconta: «Quei mafiosi hanno voluto dire con quello show: qui comandiamo noi. Il problema è che la politica, quella buona, non comanda più. E quella cattiva è ammanicata con Buzzi, Carminati, Casamonica e via dicendo. Comunque, c'è più gente qui che al funerale del 20 agosto». Più in là ci sono i compagni del circolo del Quadraro e narrano: «Dopo Mafia Capitale non avevamo più il coraggio di farci vedere in giro. Ora vogliamo vedere se questo partito ha ancora l'energia per ripartire». Vedendolo così, parrebbe esausto il Pd. Molto ceto politico in piazza, i parlamentari, i consiglieri, Fassino (per l'Anci) e Fassina, il sindaco con gli assessori e uno di loro (la new entry Rossi Doria) ripete come in un mantra «stiamo uscendo dal tunnel» e le facce intorno a lui trasudano romanescamente un «davero davero?», il governatore Zingaretti, il ministro Orlando («I problemi si affrontano provando a stare tra la gente, anche quando è imbarazzante») e la presidente dell'Anti-Mafia Rosy Bindi. Che spiega: «Ci sono stati pezzi di partiti, anche il mio, coinvolti in Mafia Capitale. Non siamo qui solo per dire di no ai Casamonica, ma anche per contrastare qualsiasi connubio tra mafia e politica. Il Comune di Roma non è stato sciolto ma neanche assolto». Ma ecco la sora Adriana, sui 70 anni, che alla fine di tutto va via commentando: «Du' ore de casino, pe' 'sta cacchiata!». Matteo Orfini è il promotore dell'evento e sembra goderselo sotto il palco. Anche se il funerale del boss «re di Roma» è stato di gran lunga più spumeggiante e l'elicottero che sorvola la piazza non fa piovere petali di rose ma controlla l'ordine pubblico perché è targato Polizia. Mentre giù in piazza riecco i vigili e il commento che li accompagna: «Quest'anno li abbiamo visti due volte, al funerale dei Casamonica e al controfunerale dei Casamonica». Cioè quello di ieri, che si prestava da subito all'effetto boomerang che infatti si è avuto. Appena il primo speaker ha provato a dire qualcosa, un gruppetto di contestatori arrivati da San Basilio ha aperto un grande striscione raffigurante la celebre foto-riassunto di Mafia Capitale, scattata durante una cena al centro Baobab, in cui si vedono tra gli altri insieme a Buzzi e a Luciano Casamonica i democrat Ozzimo e Marroni, più il ministro Poletti. E ci voleva poco a immaginare che sarebbe andata così. (Mario Ajello – Il Mattino)

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