Camera di Commercio di Salerno, plebiscito per Prete

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Il primo abbraccio è stato con Guido Arzano, presidente dimissionario della Camera di Commercio. Sono passati pochi minuti dopo l’elezione per l’acclamazione. Con tutti i consiglieri in piedi a salutare il nuovo traghettatore dell’ente per i prossimi mesi, a metà strada tra il banco dove è stato sempre seduto, e la poltrona da dove, poi, ha proseguito il consiglio in qualità di presidente, Andrea Prete incontra e saluta Arzano. Una stretta di mano, un in bocca al lupo. E un augurio di buon lavoro. Sono bastati pochi minuti all’assise camerale per arrivare all’elezione di Andrea Prete. Giusto il tempo dei discorsi introduttivi del presidente di Confindustria Salerno, Mauro Maccauro, e dello stesso candidato degli industriali. Poi, subito, la scelta di procedere all’acclamazione. Proposta accolta dai trenta consiglieri presenti (mancavano solo Pietro Caggiano della Coldiretti e Silvio Petrone del mondo bancario), che hanno salutato il nuovo presidente facendo scoppiare un fragoroso applauso, seguito, poi, da una standing ovation. «Sono orgoglioso di aver ricevuto per acclamazione l’onore di presiedere uno degli Enti più importanti nel panorama istituzionale provinciale – ha detto al momento della nomina – e, nel breve periodo di tempo disponibile da oggi fino al termine della presente consiliatura, ritengo prioritario porre all’attenzione della governance dell’Ente il tema del recupero di risorse economiche da investire per il sistema delle imprese, agendo sia sul versante dei costi, al fine di ridurli per quanto possibile, senza intaccare la normale funzionalità dell’Ente, sia sul versante delle entrate, specie in considerazione del taglio degli introiti derivanti dal diritto annuale, per cui diventa imprescindibile agire in sinergie con le altre Istituzioni affinché si possano intercettare le risorse economiche stanziate per il territorio. Tali risorse saranno investite a favore del sistema delle imprese in termini di promozione del territorio, di sviluppo delle infrastrutture e di tutte quelle iniziative in grado di generare ricchezza e alimentare la crescita economica provinciale». Parentesi necessaria anche quella sull’aeroporto di Salerno. «Anche se da un punto di vista economico, la palla passa ad altre istituzioni – puntualizza Prete – noi continueremo ad essere attenti al suo definitivo decollo. Così com’è, è oggettivo che i limiti strutturali che ha, gli impediranno di crescere ulteriormente». Stesso punto di vista di Giovanni Giudice, segretario regionale della Cisal Terziario, in una nota, puntualizza che «il neo presidente della Camera di Commercio Andrea Prete, al quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, sembra aver ben chiara la situazione dello scalo salernitano e ha garantito il suo impegno, in continuità con quello già profuso nel corso di questi anni. Unendo tutte le forze riusciremo nell’intento di far decollare definitivamente il Costa d’Amalfi-Cilento». Altra questione appena sfiorata dal nuovo presidente dell’ente di via Roma, il capitolo Intertrade: «La mia unica speranza al momento – dice – è che la nuova governance della Camera di Commercio prenda, al riguardo, iniziative all’unanimità». Non lascia intendere il suo punto di vista, anche se il proseguimento dell’azienda speciale, e, soprattutto, dell’attuale gestione, è stato più volte messo in dubbio da tanti consiglieri camerali. Tra sorrisi, fotografie e strette di mano non è riuscito a nascondere la soddisfazione Andrea Prete, soprattutto quando, dopo la sua elezione, è andato lui a sedersi sulla sedia del presidente per affrontare altri due argomenti delicati, che alimenteranno la vita associativa nei prossimi giorni. Ovvero il nodo sulla giunta camerale. A maggioranza, i consiglieri hanno approvato la modifica statutaria che consente l’ampliamento della giunta a otto membri escluso il presidente. Ma hanno rinviato ad un prossimo consiglio straordinario, già calendarizzato per venerdì prossimo, 11 settembre, la discussione sulle associazioni che entreranno in giunta. E, quindi, i nomi di chi siederà nel Governo del palazzo dell’economia. «L’elezione per acclamazione del Past President di Confindustria Salerno, Andrea Prete, alla Presidenza della Camera di Commercio di Salerno è un segnale di grande responsabilità da parte di tutte le categorie produttive – sottolinea Mauro Maccauro, presidente di Confindustria – Prescindendo dalla riforma voluta dal Governo, l’Ente camerale continua a ricoprire un ruolo particolarmente rilevante nei processi di sviluppo dell’economia provinciale. E’, infatti, in tale sede istituzionale che la visione strategica delle diverse categorie produttive e dei servizi deve concretizzarsi in iniziative e progetti ritenuti indispensabili per il rilancio del nostro territorio. Proprio in considerazione di tale alta concezione delle prerogative della Camera, gli industriali salernitani hanno inteso dare il segnale della dovuta attenzione indicando Andrea Prete alla Presidenza». Nella conferenza stampa organizzata subito dopo l’elezione, Prete ha commentato la campagna elettorale dell’ultima settimana, definendola «un confronto legittimo tra le varie categorie, che, anzi, è durato un tempo brevissimo e che ha portato subito alla risoluzione del problema». Per quanto riguarda, invece, la futura giunta, ha chiosato dicendo «mi dispiace solo che non ci siano donne. Differentemente da come successo in Regione, dove il Governatore ha scelto tante donne, io non potrò farlo, vista l’assenza di esponenti femminili». Battute a parte, una idea di fondo per la composizione della futura giunta, in realtà, già c’è. Frutto di accordi interni alle associazioni. La vita più facile è quella del commercio, che, con i tre posti a disposizione, ha assicurato un posto per tutte le sigle presenti. A rappresentare la Confcommercio ci sarà Mariano Lazzarini, per la Cidec Mario Arciuolo, e per Confesercenti Aldo Trezza. Discorso simile vale per l’industria che, oltre al presidente, porterà il presidente di Confindustria, Mauro Maccauro. Per l’agricoltura un posto spetta a Coldiretti, con Pietro Caggiano (assente, però, ieri durante l’elezione di Prete), e Confagricoltura, dove giocano i nomi di Rosario Rago e Gennaro Bonomo. Unica categoria con un ”problema” interno è quello dell’artigianato. Cinque le sigle che lo rappresentano, con cinque figure tutte parimenti candidabili. Confermate le voci che vorrebbero Demetrio Cuzzola, presidente di Unimpresa, non solo membro di giunta, ma anche papabile vicepresidente della Camera di Commercio. Il secondo nome dovrebbe venire dalla Cna. Due le alternative: Sergio Casola, vicepresidente dimissionario di Intertrade, e Carmine Maiese, già presidente della società di gestione dell’aeroporto. Il nome dei due membri dell’artigianato che siederanno in giunta sarà il frutto di una riunione che le varie anime del comparto hanno indetto per la prossima settimana. Tutto dipende dai nuovi accordi che dovranno essere fatti con il commercio. E che hanno un argomento unico: la vicepresidenza. Rivendicata nuovamente dal comparto dell’artigianato, ma che anche Confcommercio non disprezzerebbe. Diletta Turco  Il Mattino 

Il primo abbraccio è stato con Guido Arzano, presidente dimissionario della Camera di Commercio. Sono passati pochi minuti dopo l’elezione per l’acclamazione. Con tutti i consiglieri in piedi a salutare il nuovo traghettatore dell’ente per i prossimi mesi, a metà strada tra il banco dove è stato sempre seduto, e la poltrona da dove, poi, ha proseguito il consiglio in qualità di presidente, Andrea Prete incontra e saluta Arzano. Una stretta di mano, un in bocca al lupo. E un augurio di buon lavoro. Sono bastati pochi minuti all’assise camerale per arrivare all’elezione di Andrea Prete. Giusto il tempo dei discorsi introduttivi del presidente di Confindustria Salerno, Mauro Maccauro, e dello stesso candidato degli industriali. Poi, subito, la scelta di procedere all’acclamazione. Proposta accolta dai trenta consiglieri presenti (mancavano solo Pietro Caggiano della Coldiretti e Silvio Petrone del mondo bancario), che hanno salutato il nuovo presidente facendo scoppiare un fragoroso applauso, seguito, poi, da una standing ovation. «Sono orgoglioso di aver ricevuto per acclamazione l’onore di presiedere uno degli Enti più importanti nel panorama istituzionale provinciale – ha detto al momento della nomina – e, nel breve periodo di tempo disponibile da oggi fino al termine della presente consiliatura, ritengo prioritario porre all’attenzione della governance dell’Ente il tema del recupero di risorse economiche da investire per il sistema delle imprese, agendo sia sul versante dei costi, al fine di ridurli per quanto possibile, senza intaccare la normale funzionalità dell’Ente, sia sul versante delle entrate, specie in considerazione del taglio degli introiti derivanti dal diritto annuale, per cui diventa imprescindibile agire in sinergie con le altre Istituzioni affinché si possano intercettare le risorse economiche stanziate per il territorio. Tali risorse saranno investite a favore del sistema delle imprese in termini di promozione del territorio, di sviluppo delle infrastrutture e di tutte quelle iniziative in grado di generare ricchezza e alimentare la crescita economica provinciale». Parentesi necessaria anche quella sull’aeroporto di Salerno. «Anche se da un punto di vista economico, la palla passa ad altre istituzioni – puntualizza Prete – noi continueremo ad essere attenti al suo definitivo decollo. Così com’è, è oggettivo che i limiti strutturali che ha, gli impediranno di crescere ulteriormente». Stesso punto di vista di Giovanni Giudice, segretario regionale della Cisal Terziario, in una nota, puntualizza che «il neo presidente della Camera di Commercio Andrea Prete, al quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, sembra aver ben chiara la situazione dello scalo salernitano e ha garantito il suo impegno, in continuità con quello già profuso nel corso di questi anni. Unendo tutte le forze riusciremo nell’intento di far decollare definitivamente il Costa d’Amalfi-Cilento». Altra questione appena sfiorata dal nuovo presidente dell’ente di via Roma, il capitolo Intertrade: «La mia unica speranza al momento – dice – è che la nuova governance della Camera di Commercio prenda, al riguardo, iniziative all’unanimità». Non lascia intendere il suo punto di vista, anche se il proseguimento dell’azienda speciale, e, soprattutto, dell’attuale gestione, è stato più volte messo in dubbio da tanti consiglieri camerali. Tra sorrisi, fotografie e strette di mano non è riuscito a nascondere la soddisfazione Andrea Prete, soprattutto quando, dopo la sua elezione, è andato lui a sedersi sulla sedia del presidente per affrontare altri due argomenti delicati, che alimenteranno la vita associativa nei prossimi giorni. Ovvero il nodo sulla giunta camerale. A maggioranza, i consiglieri hanno approvato la modifica statutaria che consente l’ampliamento della giunta a otto membri escluso il presidente. Ma hanno rinviato ad un prossimo consiglio straordinario, già calendarizzato per venerdì prossimo, 11 settembre, la discussione sulle associazioni che entreranno in giunta. E, quindi, i nomi di chi siederà nel Governo del palazzo dell’economia. «L’elezione per acclamazione del Past President di Confindustria Salerno, Andrea Prete, alla Presidenza della Camera di Commercio di Salerno è un segnale di grande responsabilità da parte di tutte le categorie produttive – sottolinea Mauro Maccauro, presidente di Confindustria – Prescindendo dalla riforma voluta dal Governo, l’Ente camerale continua a ricoprire un ruolo particolarmente rilevante nei processi di sviluppo dell’economia provinciale. E’, infatti, in tale sede istituzionale che la visione strategica delle diverse categorie produttive e dei servizi deve concretizzarsi in iniziative e progetti ritenuti indispensabili per il rilancio del nostro territorio. Proprio in considerazione di tale alta concezione delle prerogative della Camera, gli industriali salernitani hanno inteso dare il segnale della dovuta attenzione indicando Andrea Prete alla Presidenza». Nella conferenza stampa organizzata subito dopo l’elezione, Prete ha commentato la campagna elettorale dell’ultima settimana, definendola «un confronto legittimo tra le varie categorie, che, anzi, è durato un tempo brevissimo e che ha portato subito alla risoluzione del problema». Per quanto riguarda, invece, la futura giunta, ha chiosato dicendo «mi dispiace solo che non ci siano donne. Differentemente da come successo in Regione, dove il Governatore ha scelto tante donne, io non potrò farlo, vista l’assenza di esponenti femminili». Battute a parte, una idea di fondo per la composizione della futura giunta, in realtà, già c’è. Frutto di accordi interni alle associazioni. La vita più facile è quella del commercio, che, con i tre posti a disposizione, ha assicurato un posto per tutte le sigle presenti. A rappresentare la Confcommercio ci sarà Mariano Lazzarini, per la Cidec Mario Arciuolo, e per Confesercenti Aldo Trezza. Discorso simile vale per l’industria che, oltre al presidente, porterà il presidente di Confindustria, Mauro Maccauro. Per l’agricoltura un posto spetta a Coldiretti, con Pietro Caggiano (assente, però, ieri durante l’elezione di Prete), e Confagricoltura, dove giocano i nomi di Rosario Rago e Gennaro Bonomo. Unica categoria con un ”problema” interno è quello dell’artigianato. Cinque le sigle che lo rappresentano, con cinque figure tutte parimenti candidabili. Confermate le voci che vorrebbero Demetrio Cuzzola, presidente di Unimpresa, non solo membro di giunta, ma anche papabile vicepresidente della Camera di Commercio. Il secondo nome dovrebbe venire dalla Cna. Due le alternative: Sergio Casola, vicepresidente dimissionario di Intertrade, e Carmine Maiese, già presidente della società di gestione dell’aeroporto. Il nome dei due membri dell’artigianato che siederanno in giunta sarà il frutto di una riunione che le varie anime del comparto hanno indetto per la prossima settimana. Tutto dipende dai nuovi accordi che dovranno essere fatti con il commercio. E che hanno un argomento unico: la vicepresidenza. Rivendicata nuovamente dal comparto dell’artigianato, ma che anche Confcommercio non disprezzerebbe. Diletta Turco  Il Mattino 

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