Riflessioni e considerazioni sulla Conferenza ShipArc 2015

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Malmö, Svezia – 28 AGOSTO 2015  Dal nostro corrispondente 

Lo scioglimento dei ghiacci artici ha accelerato l’interesse e lo sviluppo di nuove rotte marittime, dello sfruttamento delle enormi risorse minerarie, della ricerca di petrolio e gas, del turismo e della pesca.

La Conferenza Internazionale “Safe and Sustainable Shipping in the Arctic Environment” (ShipArc 2015), appena conclusasi presso la World Maritime University di Malmö, in Svezia, ha riunito più di 300 partecipanti provenienti da 75 paesi, per discutere sull’adozione di un programma lungimirante che rispetti l’Artico, l’ultima fragile frontiera del pianeta.

La conferenza, è stata realizzata grazie alla cooperazione tra l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), la Protezione dell’Ambiente Marino Artico (PAME) gruppo di lavoro del Consiglio Artico e dell’Università Marittima Mondiale (WMU).

Nel discorso di apertura il Segretario Generale dell’IMO, Mr. Koji Sekimizu ha sottolineato come l’apertura dell’ambiente Artico ad una maggiore attività marittima, sia una sfida ed un opportunità unica e che misure IMO, quali l’ “International Code for ships operating in polar water”, comunemente indicato come Codice Polare adottato di recente, contribuiranno a garantire la sicurezza delle navi operanti nelle zone polari, artiche ed antartiche ed alla protezione dell’ambiente polare.

 

La Presidente della WMU, Dr. Cleopatra Doumbia-Henry, nel suo intervento ha sottolineato la tempestività con la quale la conferenza si è tenuta, in vista della “Agenda for Sustainable Development 2030” che dovrebbe essere adottata dai capi di Stato, presso le Nazioni Unite nel prossimo mese di settembre.

Infatti l’obiettivo 14, dell’ordine del giorno ONU, sarà dedicato alla “Conservazione ed utilizzazione in maniera durevole degli oceani, dei mari e delle risorse marine per uno sviluppo sostenibile”, il Preesidente Doumbia-Henry ha anche rimarcato come i risultati dello ShipArc 2015, indicheranno la via da seguire per quanto concerne lo sviluppo sostenibile dell’Artico.

La conferenza ha compreso una vasta gamma di argomenti, suddivisi nei seguenti sottotemi: Codice Polare, Oltre il Codice Polare, Gestione per uno sviluppo sostenibile dell’Artico, Sviluppo sostenibile del commercio, Protezione dell’Ambiente Marino Artico ed un focus sulla Formazione del personale navigante, sulla Scienza e sulla Ricerca.

 

Relatori di prestigio, in prima linea nei loro specifici settori di competenza, hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli Stati artici, di raccolta e condivisione di esperienze e dati, la loro standardizzazione, tutto ciò per meglio comprendere lo stato dell’arte della regione artica.

 

È stato inoltre sottolineato che l’Artico non può rimanere isolato da specie animali invasive o dall’inquinamento, materie plastiche sono già presenti in Artico a causa delle correnti oceaniche, pertanto la regione è già stata compromessa ed il suo mare come quello di tutti gli altri oceani dovranno essere ripuliti.
 
A riguardo del cambiamento climatico, nuove sfide sono state lanciate dal Dr. David Carlson, Caporedattore di “Earth System Science Data“ e Direttore del Programma Mondiale “Climate Research”, egli ha affermato che l’attuale attenzione posta sugli effetti dell’impiego del carbone come causa principale del riscaldamento globale, non abbia l’urgenza di quella del controllo delle emissioni di gas a effetto serra come lo CO2 ed il metano; per cui malgrado il carbone costituisca fonte di preoccupazione, non rappresenta l’urgenza alla quale i politici dovranno prestare attenzione.
 
E’ stato generalmente riconosciuto che il Codice Polare è stata una tappa importante nella gestione ottimale della regione artica, ma c’è ancora molto lavoro da fare; Mr. Arsenio Dominguez, Ambasciatore e Rappresentante permanente di Panama presso l’IMO, nonché Presidente del Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino, ha sottolineato inoltre che il Codice Polare non va considerato isolato dal contesto, ma rappresenta un importante punto di partenza e che è necessario un incredibile sforzo di collaborazione tra l’IMO e gli Stati membri, andrà sicuramente rivisto e migliorato non appena saranno disponibili ulteriori informazioni provenienti dagli Stati membri che opereranno nelle acque artiche.
 
Il dottor Lawson Brigham, Professore di Geografia e Politica Artica, presso la University of Alaska Fairbanks, prevede che un rafforzamento delle attuali norme da parte degli Stati artici, sorprenderanno tutte le imprese del trasporto marittimo mondiale; gli Stati sovrani che effettivamente possiedono queste aree, l’Artico e l’Artico centrale, eserciteranno uno straordinario controllo, in maniera che il Codice Polare sia applicato integralmente e con la massima correttezza, in un prossimo futuro.
 
La carenza di affidabili carte nautiche, aiuti di navigazione ed impianti portuali sono cause riconosciute che rallentano lo sviluppo dell’Artico, la collaborazione e la responsabilità tra i Paesi risultano essenziali per lo sviluppo della amministrazione dell’Artico, formulando le normative necessarie per proteggerlo, anche gli abitanti indigeni rivestono un ruolo chiave in termini di contributo alla ricerca ed alla conoscenza della regione.

 

Si è sentita, a mio parere, la mancanza di relatori della Federazione Russa durante questo interessante dibattito,

 

Dal punto di vista strettamente marinaresco, molto interessante è stata la relazione del prof. Haibo Xie, della Dalian Maritime University, tra l’altro un mercantile cinese la “M/v Yong Sheng”, lo scorso luglio ha percorso la Rotta Nord-Est, tra i porti di Rotterdam e Dalian, navigando il mare a nord della Siberia, impiegando 35 giorni al posto dei 48 giorni che sono previsti nel caso si percorra il percorso via canale di Suez; ho chiesto al prof. Xie di mettermi in contatto con il suo collega che ha preso parte al viaggio, al fine di ottenere maggiori dettagli di quell’esperienza, sia scientifici che marinareschi. Un confronto con le navigazioni antartiche, potrebbe risultare oltremodo interessante. La Rotta di NE, come quella di NW, occorre precisarlo sono rotte stagionali, non ancora competitive commercialmente con quelle tradizionali, pero la capacità imprenditoriale cinese, in un momento forte espansione della loro economia, potrebbe dare nuovi impulsi a questi percorsi.

In conclusione, le specifiche tematiche del Codice Polare di sicuro interesse agli addetti ai lavori, si inseriscono in un contesto generale di respiro planetario, la protezione di quest’ultima frontiera di fronte all’inarrestabile progresso economico e quindi coinvolgono l’opinione pubblica mondiale, le scelte operate in Artico, ma anche in Antartide, riguarderanno ciascuno di noi.

A mio parere un corretto sviluppo economico ed un informata opinione pubblica, posti ciascuno su un piatto della bilancia, influenzeranno in maniera equilibrata, in futuro, il progresso del pianeta e delle prossime generazioni ed a questo è volto il senso del mio impegno personale.

La problematica è quanto mai attuale, non e’ un caso che Hilary Clinton, probabile futuro Presidente degli Stati Uniti, in vista della imminente campagna elettorale, smentendo il suo compagno di partito l’attuale Presidente Obama, ha così postato sul social network:

 

“L’Artico è un tesoro unico. Visto ciò che sappiamo, non vale la pena di rischiare le trivellazioni.”

 

Prof. Luigi Russo

Esperto di Nautica

Malmö, Svezia – 28 AGOSTO 2015  Dal nostro corrispondente 

Lo scioglimento dei ghiacci artici ha accelerato l’interesse e lo sviluppo di nuove rotte marittime, dello sfruttamento delle enormi risorse minerarie, della ricerca di petrolio e gas, del turismo e della pesca.

La Conferenza Internazionale “Safe and Sustainable Shipping in the Arctic Environment” (ShipArc 2015), appena conclusasi presso la World Maritime University di Malmö, in Svezia, ha riunito più di 300 partecipanti provenienti da 75 paesi, per discutere sull’adozione di un programma lungimirante che rispetti l’Artico, l’ultima fragile frontiera del pianeta.

La conferenza, è stata realizzata grazie alla cooperazione tra l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), la Protezione dell'Ambiente Marino Artico (PAME) gruppo di lavoro del Consiglio Artico e dell'Università Marittima Mondiale (WMU).

Nel discorso di apertura il Segretario Generale dell’IMO, Mr. Koji Sekimizu ha sottolineato come l'apertura dell'ambiente Artico ad una maggiore attività marittima, sia una sfida ed un opportunità unica e che misure IMO, quali l’ “International Code for ships operating in polar water”, comunemente indicato come Codice Polare adottato di recente, contribuiranno a garantire la sicurezza delle navi operanti nelle zone polari, artiche ed antartiche ed alla protezione dell'ambiente polare.

 

La Presidente della WMU, Dr. Cleopatra Doumbia-Henry, nel suo intervento ha sottolineato la tempestività con la quale la conferenza si è tenuta, in vista della “Agenda for Sustainable Development 2030” che dovrebbe essere adottata dai capi di Stato, presso le Nazioni Unite nel prossimo mese di settembre.

Infatti l’obiettivo 14, dell'ordine del giorno ONU, sarà dedicato alla "Conservazione ed utilizzazione in maniera durevole degli oceani, dei mari e delle risorse marine per uno sviluppo sostenibile", il Preesidente Doumbia-Henry ha anche rimarcato come i risultati dello ShipArc 2015, indicheranno la via da seguire per quanto concerne lo sviluppo sostenibile dell'Artico.

La conferenza ha compreso una vasta gamma di argomenti, suddivisi nei seguenti sottotemi: Codice Polare, Oltre il Codice Polare, Gestione per uno sviluppo sostenibile dell’Artico, Sviluppo sostenibile del commercio, Protezione dell'Ambiente Marino Artico ed un focus sulla Formazione del personale navigante, sulla Scienza e sulla Ricerca.

 

Relatori di prestigio, in prima linea nei loro specifici settori di competenza, hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli Stati artici, di raccolta e condivisione di esperienze e dati, la loro standardizzazione, tutto ciò per meglio comprendere lo stato dell’arte della regione artica.

 

È stato inoltre sottolineato che l'Artico non può rimanere isolato da specie animali invasive o dall’inquinamento, materie plastiche sono già presenti in Artico a causa delle correnti oceaniche, pertanto la regione è già stata compromessa ed il suo mare come quello di tutti gli altri oceani dovranno essere ripuliti.
 
A riguardo del cambiamento climatico, nuove sfide sono state lanciate dal Dr. David Carlson, Caporedattore di “Earth System Science Data“ e Direttore del Programma Mondiale “Climate Research”, egli ha affermato che l'attuale attenzione posta sugli effetti dell’impiego del carbone come causa principale del riscaldamento globale, non abbia l’urgenza di quella del controllo delle emissioni di gas a effetto serra come lo CO2 ed il metano; per cui malgrado il carbone costituisca fonte di preoccupazione, non rappresenta l’urgenza alla quale i politici dovranno prestare attenzione.
 
E' stato generalmente riconosciuto che il Codice Polare è stata una tappa importante nella gestione ottimale della regione artica, ma c'è ancora molto lavoro da fare; Mr. Arsenio Dominguez, Ambasciatore e Rappresentante permanente di Panama presso l'IMO, nonché Presidente del Comitato per la Protezione dell'Ambiente Marino, ha sottolineato inoltre che il Codice Polare non va considerato isolato dal contesto, ma rappresenta un importante punto di partenza e che è necessario un incredibile sforzo di collaborazione tra l'IMO e gli Stati membri, andrà sicuramente rivisto e migliorato non appena saranno disponibili ulteriori informazioni provenienti dagli Stati membri che opereranno nelle acque artiche.
 
Il dottor Lawson Brigham, Professore di Geografia e Politica Artica, presso la University of Alaska Fairbanks, prevede che un rafforzamento delle attuali norme da parte degli Stati artici, sorprenderanno tutte le imprese del trasporto marittimo mondiale; gli Stati sovrani che effettivamente possiedono queste aree, l'Artico e l'Artico centrale, eserciteranno uno straordinario controllo, in maniera che il Codice Polare sia applicato integralmente e con la massima correttezza, in un prossimo futuro.
 
La carenza di affidabili carte nautiche, aiuti di navigazione ed impianti portuali sono cause riconosciute che rallentano lo sviluppo dell'Artico, la collaborazione e la responsabilità tra i Paesi risultano essenziali per lo sviluppo della amministrazione dell’Artico, formulando le normative necessarie per proteggerlo, anche gli abitanti indigeni rivestono un ruolo chiave in termini di contributo alla ricerca ed alla conoscenza della regione.

 

Si è sentita, a mio parere, la mancanza di relatori della Federazione Russa durante questo interessante dibattito,

 

Dal punto di vista strettamente marinaresco, molto interessante è stata la relazione del prof. Haibo Xie, della Dalian Maritime University, tra l’altro un mercantile cinese la “M/v Yong Sheng”, lo scorso luglio ha percorso la Rotta Nord-Est, tra i porti di Rotterdam e Dalian, navigando il mare a nord della Siberia, impiegando 35 giorni al posto dei 48 giorni che sono previsti nel caso si percorra il percorso via canale di Suez; ho chiesto al prof. Xie di mettermi in contatto con il suo collega che ha preso parte al viaggio, al fine di ottenere maggiori dettagli di quell’esperienza, sia scientifici che marinareschi. Un confronto con le navigazioni antartiche, potrebbe risultare oltremodo interessante. La Rotta di NE, come quella di NW, occorre precisarlo sono rotte stagionali, non ancora competitive commercialmente con quelle tradizionali, pero la capacità imprenditoriale cinese, in un momento forte espansione della loro economia, potrebbe dare nuovi impulsi a questi percorsi.

In conclusione, le specifiche tematiche del Codice Polare di sicuro interesse agli addetti ai lavori, si inseriscono in un contesto generale di respiro planetario, la protezione di quest’ultima frontiera di fronte all’inarrestabile progresso economico e quindi coinvolgono l’opinione pubblica mondiale, le scelte operate in Artico, ma anche in Antartide, riguarderanno ciascuno di noi.

A mio parere un corretto sviluppo economico ed un informata opinione pubblica, posti ciascuno su un piatto della bilancia, influenzeranno in maniera equilibrata, in futuro, il progresso del pianeta e delle prossime generazioni ed a questo è volto il senso del mio impegno personale.

La problematica è quanto mai attuale, non e' un caso che Hilary Clinton, probabile futuro Presidente degli Stati Uniti, in vista della imminente campagna elettorale, smentendo il suo compagno di partito l’attuale Presidente Obama, ha così postato sul social network:

 

“L'Artico è un tesoro unico. Visto ciò che sappiamo, non vale la pena di rischiare le trivellazioni.”

 

Prof. Luigi Russo

Esperto di Nautica