Reggia di Caserta trasformata in piscina, giovani in costume padroni della cascata. La vicenda segnalata su facebook

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La Reggia di Caserta trasformata ancora una volta in una piscina. Una cattiva usanza che si ripete ogni estate quando giovani si tuffano dalla cascata e fanno il bagno tra le fontane del Parco Reale. L’ultimo episodio è avvenuto ieri. La denuncia è stata diffusa attraverso la pagina facebook «Salviamo la Reggia di Caserta». A pubblicare gli scatti una guida turistica. «Ieri ho accompagnato alla Reggia una famiglia proveniente dalla Toscana – racconta – Sono rimasti estremamente contenti per la visita guidata all’interno degli Appartamenti e del Parco. Li ho lasciati alla fontana di Diana ed Atteone. Dopo un po’ ho ricevuto una loro telefonata. Mi hanno riferito che c’erano ragazzi che stavano facendo il bagno nelle fontane. Erano indignati per quello a cui stavano assistendo. Li ho invitati a scattare delle foto che poi ho provveduto a pubblicare su facebook oltre ad inviarle anche ai funzionari del monumento». Nelle fotografie si vedono quattro ragazzini in costume intenti a fare il bagno all’interno della cascata che sovrasta il Parco. A questi si aggiunge quello che sembra un adulto che, invece, si «limita» a rinfrescarsi solo le gambe ed i piedi. Qualche settimana fa, secondo quanto hanno riferito alcuni dipendenti della Reggia di Caserta, un visitatore si era spogliato e lanciato all’interno della fontana dei Delfini, scambiata per la piscina del condominio o per un lido balneare, prima di essere redarguito ed invitato a lasciare il palazzo Reale. Altri vanno a rinfrescarsi sotto gli irrigatori presenti nei prati. Ma di chi sono le responsabilità? In tanti puntano il dito sugli scarsi controlli da parte degli addetti alla vigilanza del monumento. All’interno del Parco, durante questo periodo, «ne sono in servizio cinquanta suddivisi in due turni», fanno sapere dalla Reggia. Un numero forse troppo esiguo considerata la vastità del Parco Reale, 120 ettari. Ma non è solo una questione di controllo. Il Parco Reale, parte integrante di un Bene dell’Unesco, richiede una regolamentazione particolare: è questo uno dei motivi che hanno spinto la sovrintendenza a fissare un biglietto ridotto di cinque euro per l’ingresso al Parco durante le «Domeniche al Museo» inizialmente gratuite. In quelle circostanze, infatti, oltre ai turisti, lo spazio verde veniva occupato prevalentemente da cittadini della provincia di Caserta e più in generale campani che vi si recavano per una scampagnata domenicale, lasciando al termine della giornata i luoghi storici tra rifiuti e degrado. (Attilio Nettuno – Il Mattino) 

La Reggia di Caserta trasformata ancora una volta in una piscina. Una cattiva usanza che si ripete ogni estate quando giovani si tuffano dalla cascata e fanno il bagno tra le fontane del Parco Reale. L’ultimo episodio è avvenuto ieri. La denuncia è stata diffusa attraverso la pagina facebook «Salviamo la Reggia di Caserta». A pubblicare gli scatti una guida turistica. «Ieri ho accompagnato alla Reggia una famiglia proveniente dalla Toscana – racconta – Sono rimasti estremamente contenti per la visita guidata all’interno degli Appartamenti e del Parco. Li ho lasciati alla fontana di Diana ed Atteone. Dopo un po’ ho ricevuto una loro telefonata. Mi hanno riferito che c’erano ragazzi che stavano facendo il bagno nelle fontane. Erano indignati per quello a cui stavano assistendo. Li ho invitati a scattare delle foto che poi ho provveduto a pubblicare su facebook oltre ad inviarle anche ai funzionari del monumento». Nelle fotografie si vedono quattro ragazzini in costume intenti a fare il bagno all’interno della cascata che sovrasta il Parco. A questi si aggiunge quello che sembra un adulto che, invece, si «limita» a rinfrescarsi solo le gambe ed i piedi. Qualche settimana fa, secondo quanto hanno riferito alcuni dipendenti della Reggia di Caserta, un visitatore si era spogliato e lanciato all’interno della fontana dei Delfini, scambiata per la piscina del condominio o per un lido balneare, prima di essere redarguito ed invitato a lasciare il palazzo Reale. Altri vanno a rinfrescarsi sotto gli irrigatori presenti nei prati. Ma di chi sono le responsabilità? In tanti puntano il dito sugli scarsi controlli da parte degli addetti alla vigilanza del monumento. All’interno del Parco, durante questo periodo, «ne sono in servizio cinquanta suddivisi in due turni», fanno sapere dalla Reggia. Un numero forse troppo esiguo considerata la vastità del Parco Reale, 120 ettari. Ma non è solo una questione di controllo. Il Parco Reale, parte integrante di un Bene dell’Unesco, richiede una regolamentazione particolare: è questo uno dei motivi che hanno spinto la sovrintendenza a fissare un biglietto ridotto di cinque euro per l’ingresso al Parco durante le «Domeniche al Museo» inizialmente gratuite. In quelle circostanze, infatti, oltre ai turisti, lo spazio verde veniva occupato prevalentemente da cittadini della provincia di Caserta e più in generale campani che vi si recavano per una scampagnata domenicale, lasciando al termine della giornata i luoghi storici tra rifiuti e degrado. (Attilio Nettuno – Il Mattino)