Positano degrado e abbandono al Mulino d’Arienzo cuore della nostra storia, si intervenga sui curatori

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Positano degrado e abbandono al Mulino d’Arienzo cuore della nostra storia. Dopo un taglio di alberi che ha distrutto la più bella discesa a mare della perla della Costiera amalfitana e un’intervento invasivo che ha devastato il vecchio Mulino d’ Arienzo, dopo il sequestro dei beni, in sequito alle inchieste su camorra, della famiglia Ragosta, il Mulino d’ Arienzo è rimasto abbandonato a se stesso. Addirittura si è sviluppata una vegetazione e sterpaglia che è anche a rischio sanitario, qualcuno ha visto topi e serpenti. Sul costone permane lo scempio dell’enorme montecarichi visibile dovunque sul quale pende un’ordinanza da eseguire. Una situazione intollerabile per il bene cuore della nostra storia, da qui sono partiti i grandi russi, amici di Semenov, a cominciare da Massine che acquistò l’isola de I Galli, qui si dice che si faceva il pane a Tiberio, in ogni caso questo è uno degli angoli più belli della Costa d’ Amalfi, con la spiaggia d’ Arienzo che è di una bellezza incantevole, deturpato da questo degrado. Il Comune di Positano se non può intervenire sui proprietari puà intervenire sui curatori , che vengono nominati in queste situazioni dal Tribunale stesso, i quali se nessuno li avvisa nulla sanno e non intervengono, affinchè provvedano a rimuovere quello scempio e a sistemare il rischio e pericolo che proviene della vegetazione. In attesa che questo bene abbia una destinazione e non sia l’ennesimo scempio di Stato. A che serve sequestrare i beni considerati della camorra o mafia se rimangono così abbandonati a se stessi? Occorre darli in gestione e metterli a frutto, è la cosa più sensata, nel frattempo è d’obbligo intervenire, come si interviene con qualsiasi comune cittadino, al fine di rimuovere lo scempio del montacarichi che è una ferita per il paese e imporre una bonifica nella villa. 

Positano degrado e abbandono al Mulino d'Arienzo cuore della nostra storia. Dopo un taglio di alberi che ha distrutto la più bella discesa a mare della perla della Costiera amalfitana e un'intervento invasivo che ha devastato il vecchio Mulino d' Arienzo, dopo il sequestro dei beni, in sequito alle inchieste su camorra, della famiglia Ragosta, il Mulino d' Arienzo è rimasto abbandonato a se stesso. Addirittura si è sviluppata una vegetazione e sterpaglia che è anche a rischio sanitario, qualcuno ha visto topi e serpenti. Sul costone permane lo scempio dell'enorme montecarichi visibile dovunque sul quale pende un'ordinanza da eseguire. Una situazione intollerabile per il bene cuore della nostra storia, da qui sono partiti i grandi russi, amici di Semenov, a cominciare da Massine che acquistò l'isola de I Galli, qui si dice che si faceva il pane a Tiberio, in ogni caso questo è uno degli angoli più belli della Costa d' Amalfi, con la spiaggia d' Arienzo che è di una bellezza incantevole, deturpato da questo degrado. Il Comune di Positano se non può intervenire sui proprietari puà intervenire sui curatori , che vengono nominati in queste situazioni dal Tribunale stesso, i quali se nessuno li avvisa nulla sanno e non intervengono, affinchè provvedano a rimuovere quello scempio e a sistemare il rischio e pericolo che proviene della vegetazione. In attesa che questo bene abbia una destinazione e non sia l'ennesimo scempio di Stato. A che serve sequestrare i beni considerati della camorra o mafia se rimangono così abbandonati a se stessi? Occorre darli in gestione e metterli a frutto, è la cosa più sensata, nel frattempo è d'obbligo intervenire, come si interviene con qualsiasi comune cittadino, al fine di rimuovere lo scempio del montacarichi che è una ferita per il paese e imporre una bonifica nella villa.