Scuola, le assunzioni calano a 80mila: tornano i supplenti

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ROMA. A quanto sembra le assunzioni del piano straordinario della “Buona scuola” non saranno le 103mila promesse, ma più realisticamente tra le 80 e le 90mila, con la presa di servizio effettiva, per alcuni dei prescelti alle fasi “B” e “C”, che slitterà al prossimo anno. Lo spiega il quotidiano La Repubblica: le mancate assunzioni sarebbero tra le 15 e le 20mila. E, anche se il Miur fa sapere di non «aver fornito alcuna cifra ufficiale», la notizia ha trovato la conferma di Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, che ha assicurato che i posti saranno coperti con supplenze annuali e poi si aggiungeranno al “concorsone” di dicembre, che passerebbe da 60mila a 80mila cattedre. Un fatto che si può comprendere da una circolare del Miur diramata ieri dove si spiega «che dovranno essere conferiti incarichi di supplenza» anche sui posti che «si siano resi disponibili dopo la comunicazione dei contingenti fissati per le nomine a tempo indeterminato».
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La stagione dei supplenti annuali, insomma, non è ancora finita: anzi, molti dei candidati della fase “B” sperano di ottenere la cattedra precaria prima di quella fissa, cosa che per quelli della “C” è certa, visto che entreranno in servizio non prima della fine di novembre. È un paradosso, ma così potrebbero rimandare di un anno l’eventuale trasferimento in province diverse da quella scelta: ottenendo la nomina giuridica quest’anno, ma prendendo servizio (e stipendio) effettivamente il prossimo, alla fine della supplenza. Con un anno di tempo, in effetti, sarebbe più facile organizzare la partenza che coinvolgerà almeno un docente su cinque. I tempi sono strettissimi: i primi di settembre i candidati della fase “B” dovrebbero cominciare a ricevere le proposte di sede elaborate dall’algoritmo del Miur, in base al punteggio e all’ordine di preferenza provinciale. I giorni concessi per accettare o declinare la proposta (con conseguente rinuncia all’assunzione) sono 10 e la procedura dovrà concludersi entro il 15 settembre. Le supplenze, invece, verranno assegnate entro l’8 settembre.
Le mancate assunzioni sarebbero dovute in parte alle domande presentate dai precari della scuola per l’infanzia, per cui non ci sono posti, in parte a quelle che avrebbero inoltrato alcuni dei 29mila già assunti nelle fasi “0” e “A”. Poi c’è la strutturale scarsità di docenti di matematica, sostegno e materie tecnologiche e scientifiche. Una situazione che il sindacato Anief aveva denunciato già qualche giorno fa, parlando di almeno 15mila mancate assunzioni. «Pur avendo a disposizione professori nelle materie carenti, il ministero su questi posti non assumerà nessuno – commenta Marcello Pacifico, presidente dell’associazione sindacale – Non hanno voluto aprire le assunzioni a tutti gli abilitati, come avevamo proposto, e ora c’è il paradosso dei posti mancanti e dei 7mila precari abilitati fuori dalla Gae che hanno già chiesto ai legali dell’Anief di ricorrere per partecipare al piano straordinario di assunzioni».
Attingendo ai vari Tfa, Pas e agli abilitati di seconda fascia, si potrebbe ricoprire almeno parte dei posti.
Nel frattempo l’autunno caldo delle proteste è alle porte. Anche gli studenti hanno pubblicato il loro calendario di mobilitazione: si partirà il 23, con la notte bianca delle scuole, ma i giorni caldi sono quelli tra il 9 e il 17 ottobre, in cui sono previste ben due manifestazioni nazionali.

di Andrea Scutellà LA CITTA.ITROMA. A quanto sembra le assunzioni del piano straordinario della “Buona scuola” non saranno le 103mila promesse, ma più realisticamente tra le 80 e le 90mila, con la presa di servizio effettiva, per alcuni dei prescelti alle fasi “B” e “C”, che slitterà al prossimo anno. Lo spiega il quotidiano La Repubblica: le mancate assunzioni sarebbero tra le 15 e le 20mila. E, anche se il Miur fa sapere di non «aver fornito alcuna cifra ufficiale», la notizia ha trovato la conferma di Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, che ha assicurato che i posti saranno coperti con supplenze annuali e poi si aggiungeranno al “concorsone” di dicembre, che passerebbe da 60mila a 80mila cattedre. Un fatto che si può comprendere da una circolare del Miur diramata ieri dove si spiega «che dovranno essere conferiti incarichi di supplenza» anche sui posti che «si siano resi disponibili dopo la comunicazione dei contingenti fissati per le nomine a tempo indeterminato».
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La stagione dei supplenti annuali, insomma, non è ancora finita: anzi, molti dei candidati della fase “B” sperano di ottenere la cattedra precaria prima di quella fissa, cosa che per quelli della “C” è certa, visto che entreranno in servizio non prima della fine di novembre. È un paradosso, ma così potrebbero rimandare di un anno l’eventuale trasferimento in province diverse da quella scelta: ottenendo la nomina giuridica quest’anno, ma prendendo servizio (e stipendio) effettivamente il prossimo, alla fine della supplenza. Con un anno di tempo, in effetti, sarebbe più facile organizzare la partenza che coinvolgerà almeno un docente su cinque. I tempi sono strettissimi: i primi di settembre i candidati della fase “B” dovrebbero cominciare a ricevere le proposte di sede elaborate dall’algoritmo del Miur, in base al punteggio e all’ordine di preferenza provinciale. I giorni concessi per accettare o declinare la proposta (con conseguente rinuncia all’assunzione) sono 10 e la procedura dovrà concludersi entro il 15 settembre. Le supplenze, invece, verranno assegnate entro l’8 settembre.
Le mancate assunzioni sarebbero dovute in parte alle domande presentate dai precari della scuola per l’infanzia, per cui non ci sono posti, in parte a quelle che avrebbero inoltrato alcuni dei 29mila già assunti nelle fasi “0” e “A”. Poi c’è la strutturale scarsità di docenti di matematica, sostegno e materie tecnologiche e scientifiche. Una situazione che il sindacato Anief aveva denunciato già qualche giorno fa, parlando di almeno 15mila mancate assunzioni. «Pur avendo a disposizione professori nelle materie carenti, il ministero su questi posti non assumerà nessuno – commenta Marcello Pacifico, presidente dell’associazione sindacale – Non hanno voluto aprire le assunzioni a tutti gli abilitati, come avevamo proposto, e ora c’è il paradosso dei posti mancanti e dei 7mila precari abilitati fuori dalla Gae che hanno già chiesto ai legali dell’Anief di ricorrere per partecipare al piano straordinario di assunzioni».
Attingendo ai vari Tfa, Pas e agli abilitati di seconda fascia, si potrebbe ricoprire almeno parte dei posti.
Nel frattempo l’autunno caldo delle proteste è alle porte. Anche gli studenti hanno pubblicato il loro calendario di mobilitazione: si partirà il 23, con la notte bianca delle scuole, ma i giorni caldi sono quelli tra il 9 e il 17 ottobre, in cui sono previste ben due manifestazioni nazionali.

di Andrea Scutellà LA CITTA.IT