Il Sentiero degli Dei non è per tutti

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In merito alla sicurezza sul Sentiero degli Dei, pubblichiamo l’intervento di Nino Buonocore, presidente dell’Associazione GEA affiliata alla FIE (Federazione Italiana Escursionismo).

 

Gentile Direttore,

rispondo alle sue domande in merito alle questioni sollevate a seguito del tragico evento del 18.08.2015.

Il Sentiero degli Dei è classificato come E. Già questo implica che, nonostante il suo dislivello abbastanza ridotto, possiede caratteristiche per le quali si richiede “conoscenza del terreno montagnoso ed un certo senso di orientamento, nonché un allenamento alla camminata con calzature ed equipaggiamento adeguati”.

Ovviamente le capacità della singola persona nel caso specifico del Sentiero degli Dei contano tantissimo poiché si parla di un sentiero avente un dislivello basso – come dicevamo prima – e con una lunghezza ridotta (circa 6,7 km).

Ma questo non vuol dire che il sentiero non meriti diverse attenzioni che provo a riassumere di seguito:

1) Il percorso si presenta in gran parte sconnesso e con materiale sciolto che tende facilmente a far scivolare, per cui le calzature hanno la loro importanza.

2) Ci sono dei tratti molto esposti al sole.

3) Vi è la presenza di scalini molto alti.

4) Ci sono dei punti in cui il percorso presenta delle strettoie alle quali fare molta attenzione.

Per quello che riguarda i parapetti, a mio parere vedo molto difficile e controproducente averne lungo quasi tutto il percorso poiché ritengo che, viste le difficoltà note a coloro che conoscono bene la problematica tecnica, sarebbe meglio avere pochi parapetti ma situati nei punti strategici (e questo andrebbe discusso nelle sedi opportune), soprattutto con la sicurezza che sia garantita la loro manutenzione (evitando che possano cedere nel momento in cui una persona si appoggi ad essi), altrimenti è meglio non averli perché costituirebbero un pericolo più che una protezione.

Invece, rispondendo sulla segnaletica, essendo il Sentiero degli Dei classificato come “E” non è necessario aggiungere altri cartelli, in quanto chiaramente contraddistinto come un sentiero di montagna riservato agli escursionisti con determinate capacità e conoscenze tecniche. Piuttosto bisogna contrastare in ogni modo la “disinformazione” che fa credere che il sentiero in questione sia per “tutti” e possa essere percorso senza nessun problema.

Il Sentiero degli Dei è pur sempre un sentiero di montagna (seppure di bassa costa) con le sue caratteristiche, per cui è sempre consigliabile quando si ha il minimo dubbio di rivolgersi a persone preparate ed esperte piuttosto che avventurarsi da soli. Il mio consiglio è quello di avvalersi sempre di guide esperte e preparate non solo nella spiegazione, ma anche e soprattutto nella sicurezza, che siano in grado di affrontare eventuali problemi o difficoltà, perché va ricordato che in montagna l’imprevisto è sempre possibile e saperlo affrontare può fare la differenza.

Infine, sulla domanda in merito ai controlli, ritengo che anche questo argomento meriterebbe un discorso a parte, ma soprattutto una lunga discussione nelle sedi opportune, poiché è palese che questo importantissimo discorso coinvolge i vari enti, le associazione ed i volontari.

 

In merito alla sicurezza sul Sentiero degli Dei, pubblichiamo l’intervento di Nino Buonocore, presidente dell’Associazione GEA affiliata alla FIE (Federazione Italiana Escursionismo).

 

Gentile Direttore,

rispondo alle sue domande in merito alle questioni sollevate a seguito del tragico evento del 18.08.2015.

Il Sentiero degli Dei è classificato come E. Già questo implica che, nonostante il suo dislivello abbastanza ridotto, possiede caratteristiche per le quali si richiede "conoscenza del terreno montagnoso ed un certo senso di orientamento, nonché un allenamento alla camminata con calzature ed equipaggiamento adeguati”.

Ovviamente le capacità della singola persona nel caso specifico del Sentiero degli Dei contano tantissimo poiché si parla di un sentiero avente un dislivello basso – come dicevamo prima – e con una lunghezza ridotta (circa 6,7 km).

Ma questo non vuol dire che il sentiero non meriti diverse attenzioni che provo a riassumere di seguito:

1) Il percorso si presenta in gran parte sconnesso e con materiale sciolto che tende facilmente a far scivolare, per cui le calzature hanno la loro importanza.

2) Ci sono dei tratti molto esposti al sole.

3) Vi è la presenza di scalini molto alti.

4) Ci sono dei punti in cui il percorso presenta delle strettoie alle quali fare molta attenzione.

Per quello che riguarda i parapetti, a mio parere vedo molto difficile e controproducente averne lungo quasi tutto il percorso poiché ritengo che, viste le difficoltà note a coloro che conoscono bene la problematica tecnica, sarebbe meglio avere pochi parapetti ma situati nei punti strategici (e questo andrebbe discusso nelle sedi opportune), soprattutto con la sicurezza che sia garantita la loro manutenzione (evitando che possano cedere nel momento in cui una persona si appoggi ad essi), altrimenti è meglio non averli perché costituirebbero un pericolo più che una protezione.

Invece, rispondendo sulla segnaletica, essendo il Sentiero degli Dei classificato come "E" non è necessario aggiungere altri cartelli, in quanto chiaramente contraddistinto come un sentiero di montagna riservato agli escursionisti con determinate capacità e conoscenze tecniche. Piuttosto bisogna contrastare in ogni modo la "disinformazione" che fa credere che il sentiero in questione sia per "tutti" e possa essere percorso senza nessun problema.

Il Sentiero degli Dei è pur sempre un sentiero di montagna (seppure di bassa costa) con le sue caratteristiche, per cui è sempre consigliabile quando si ha il minimo dubbio di rivolgersi a persone preparate ed esperte piuttosto che avventurarsi da soli. Il mio consiglio è quello di avvalersi sempre di guide esperte e preparate non solo nella spiegazione, ma anche e soprattutto nella sicurezza, che siano in grado di affrontare eventuali problemi o difficoltà, perché va ricordato che in montagna l'imprevisto è sempre possibile e saperlo affrontare può fare la differenza.

Infine, sulla domanda in merito ai controlli, ritengo che anche questo argomento meriterebbe un discorso a parte, ma soprattutto una lunga discussione nelle sedi opportune, poiché è palese che questo importantissimo discorso coinvolge i vari enti, le associazione ed i volontari.

 

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