Disoccupato “va a fare il barbone” Trovato morto dopo 20 giorni VIDEO

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CHIOGGIA – Lavorava il ferro. Ed era bravo. Due anni fa la mazzata della crisi. E quella condizione da disoccupato che non è riuscito a scrollarsi di dosso. A fine luglio la decisione di abbandonare la casa della famiglia del fratello e di mettersi a fare la vita di strada. «Nessuno ti manda via. Quel poco che c’è lo dividiamo, non ti preoccupare. E ricordati che puoi tornare quando vuoi» è stato il saluto dei parenti.

Ieri la tragica scoperta, Sandro Mattiazzi, detto “Puci” nato e cresciuto a Chioggia, 51 anni compiuti lo scorso 9 giugno è stato trovato cadavere all’interno di un edificio abbandonato nei pressi della stazione ferroviaria, l’ex dormitorio. Una sorta di rifugio dei disperati, punto di ritrovo di senzatetto, clandestini, tossicodipendenti.A dare l’allarme verso le due del pomeriggio un ciclista che segnalava un odore nauseabondo provenire proprio da quel fabbricato.
La macabra conferma quando i vigili del distaccamento cittadino sono entrati: hanno dovuto abbattere uno degli ingressi murati allo scopo di impedire l’intrusione di estranei, e indossare le bombole di ossigeno. Impossibile respirare in quell’ambiente chiuso, senza aria e senza luce, ammorbato dal fetore di morte.

L’ipotesi iniziale è che si trattasse di un extracomunitario, di un clandestino. Difficile pensare che il disagio sociale e la povertà possano uccidere un italiano, di più uno del posto, un chioggiotto.

di Monica Andolfatto – Marco Biolcati IL GAZZETTINOCHIOGGIA – Lavorava il ferro. Ed era bravo. Due anni fa la mazzata della crisi. E quella condizione da disoccupato che non è riuscito a scrollarsi di dosso. A fine luglio la decisione di abbandonare la casa della famiglia del fratello e di mettersi a fare la vita di strada. «Nessuno ti manda via. Quel poco che c’è lo dividiamo, non ti preoccupare. E ricordati che puoi tornare quando vuoi» è stato il saluto dei parenti.

Ieri la tragica scoperta, Sandro Mattiazzi, detto “Puci” nato e cresciuto a Chioggia, 51 anni compiuti lo scorso 9 giugno è stato trovato cadavere all’interno di un edificio abbandonato nei pressi della stazione ferroviaria, l’ex dormitorio. Una sorta di rifugio dei disperati, punto di ritrovo di senzatetto, clandestini, tossicodipendenti.A dare l’allarme verso le due del pomeriggio un ciclista che segnalava un odore nauseabondo provenire proprio da quel fabbricato.
La macabra conferma quando i vigili del distaccamento cittadino sono entrati: hanno dovuto abbattere uno degli ingressi murati allo scopo di impedire l’intrusione di estranei, e indossare le bombole di ossigeno. Impossibile respirare in quell’ambiente chiuso, senza aria e senza luce, ammorbato dal fetore di morte.

L’ipotesi iniziale è che si trattasse di un extracomunitario, di un clandestino. Difficile pensare che il disagio sociale e la povertà possano uccidere un italiano, di più uno del posto, un chioggiotto.


di Monica Andolfatto – Marco Biolcati IL GAZZETTINO