«Buona scuola», dalla Campania più di undicimila le iscrizioni on line alla graduatoria per il posto fisso

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Sono pronti a tutto pur di ottenere il posto fisso i precari della scuola campana: provengono infatti dalla regione ben 11.142 delle 71.643 domande di assunzione arrivate al ministero dell’Istruzione. Più numerose sono le richieste arrivate dalla Sicilia: 11.864. Nessuna meraviglia: sono le regioni che hanno il serbatoio di precariato più nutrito. A lunga distanza il Lazio con 7.125 richieste. A tutti gli auguri del presidente del consiglio, Matteo Renzi che sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Buon ferragosto a tutti. Un ferragosto speciale per quei 71.643 nostri connazionali che vivono un’estate diversa perché grazie alla legge 107, la cosiddetta«buona scuola», possono superare dopo anni e anni la condizione di precariato». E ancora: «71.643 avranno la possibilità di coronare un sogno che altrimenti avrebbe richiesto lustri o decenni. So che questi nostri provvedimenti sono stati e sono tuttora molto criticati. E siamo fortemente impegnati perché nelle modalità applicative sulla scuola sia più forte che mai il rapporto tra il docente e il territorio a lui più vicino. Ma quello che voglio evidenziare oggi è molto semplice: per 71.643 persone si apre una concreta possibilità, fino ad oggi negata e tradita da anni di disinteresse da parte della politica». Si apre, infatti, adesso la gara per le assegnazioni: i precari hanno indicato in ordine di preferenza le cento province italiane: non sarà facile incrociare questi dati con quelli relativi al punteggio che dovrebbe dare un ordine di precedenza. Complessivamente la partecipazione è stata giudicata buona dal ministero: «Siamo molto soddisfatti dell’adesione alla procedura nazionale – commenta infatti il ministro Stefania Giannini – La piattaforma ha funzionato perfettamente e i candidati hanno capito l’importanza di partecipare per la loro vita e per quella della scuola». Il ministro giudica positivamente anche il lavoro svolto dagli uffici sottoposti a un tour de force fino alla vigilia di ferragosto: «Esprimo anche soddisfazione – dice infatti – per la rapidità e l’efficienza con cui i nostri Uffici Scolastici Regionali tra la fine di luglio e la prima metà di agosto hanno assunto 29.000 docenti. Abbiamo già immesso in ruolo molti più insegnanti dello scorso anno e con un mese di anticipo. A metà settembre, con l’avvio delle lezioni, avremo coperto le cattedre vacanti e daremo più continuità didattica ai nostri ragazzi». Il numero di richieste di immissione in ruolo, però, è stato inferiore ai posti disponibili: sono previste, infatti, 102.734 assunzioni, di cui 47.476 per posti vacanti e esistenti, ai quali si aggiungono 55.258 posti dell’organico previsto per il potenziamento dell’offerta formativa. In totale ci saranno: 39.010 assunzioni nella scuola dell’infanzia e nella primaria; 24.417 per la scuola secondaria di I grado; 38.723 per la secondaria di II grado; 584 insegnanti tecnico-pratici per il potenziamento dell’autonomia. Gli aventi diritto sulla carta erano 130 mila, ma 27 mila sono stati già sistemati nella prima fase dell’operazione antiprecariato. Difficile conteggiare il numero di quelli che pur avendone i requisiti hanno rinunciato a presentare domanda: secondo le prime stime del ministero si aggirerebbero intorno ai 18mila, ma si tratta di conteggi largamente orientativi: le cifre precise arriveranno solamente dopo ferragosto. Certamente non si è verificata, però, l’ondata delle rinunce tenuta dai sindacati. A voler essere ottimisti si potrebbe pensare che qualcuno abbia già trovato una diversa sistemazione, a voler essere realisti è facile ipotizzare che chi ha già famiglia ha rinunciato. Nelle graduatoria ad esaurimento (quelle degli aventi diritto), ci sono infatti anche molti cinquantenni: per loro rifarsi una vita lontano dalla famiglia non sarebbe stato facile. E a conti fatti tra una supplenza a casa propria e il posto fisso a centinaia di chilometri hanno giudicato più conveniente, anche dal punto di vista economico, rinunciare e non partecipare alla corsa per il posto fisso. E Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, commenta: «Dietro ai numeri di cui il governo mena vanto c’è molta confusione e il disagio di tanta gente che spesso vive con disperazione l’ipotesi di dover lasciare la famiglia per accettare una nomina in una qualunque delle province italiane». Il bando è stato aperto lo scorso 28 luglio, la chiusura della procedura era fissata per la giornata di ieri alle 14.00. Era possibile aderire esclusivamente attraverso un modulo online: e molti hanno aspettato gli ultimi giorni per avanzare la richiesta. (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)

Sono pronti a tutto pur di ottenere il posto fisso i precari della scuola campana: provengono infatti dalla regione ben 11.142 delle 71.643 domande di assunzione arrivate al ministero dell’Istruzione. Più numerose sono le richieste arrivate dalla Sicilia: 11.864. Nessuna meraviglia: sono le regioni che hanno il serbatoio di precariato più nutrito. A lunga distanza il Lazio con 7.125 richieste. A tutti gli auguri del presidente del consiglio, Matteo Renzi che sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Buon ferragosto a tutti. Un ferragosto speciale per quei 71.643 nostri connazionali che vivono un'estate diversa perché grazie alla legge 107, la cosiddetta«buona scuola», possono superare dopo anni e anni la condizione di precariato». E ancora: «71.643 avranno la possibilità di coronare un sogno che altrimenti avrebbe richiesto lustri o decenni. So che questi nostri provvedimenti sono stati e sono tuttora molto criticati. E siamo fortemente impegnati perché nelle modalità applicative sulla scuola sia più forte che mai il rapporto tra il docente e il territorio a lui più vicino. Ma quello che voglio evidenziare oggi è molto semplice: per 71.643 persone si apre una concreta possibilità, fino ad oggi negata e tradita da anni di disinteresse da parte della politica». Si apre, infatti, adesso la gara per le assegnazioni: i precari hanno indicato in ordine di preferenza le cento province italiane: non sarà facile incrociare questi dati con quelli relativi al punteggio che dovrebbe dare un ordine di precedenza. Complessivamente la partecipazione è stata giudicata buona dal ministero: «Siamo molto soddisfatti dell’adesione alla procedura nazionale – commenta infatti il ministro Stefania Giannini – La piattaforma ha funzionato perfettamente e i candidati hanno capito l’importanza di partecipare per la loro vita e per quella della scuola». Il ministro giudica positivamente anche il lavoro svolto dagli uffici sottoposti a un tour de force fino alla vigilia di ferragosto: «Esprimo anche soddisfazione – dice infatti – per la rapidità e l’efficienza con cui i nostri Uffici Scolastici Regionali tra la fine di luglio e la prima metà di agosto hanno assunto 29.000 docenti. Abbiamo già immesso in ruolo molti più insegnanti dello scorso anno e con un mese di anticipo. A metà settembre, con l’avvio delle lezioni, avremo coperto le cattedre vacanti e daremo più continuità didattica ai nostri ragazzi». Il numero di richieste di immissione in ruolo, però, è stato inferiore ai posti disponibili: sono previste, infatti, 102.734 assunzioni, di cui 47.476 per posti vacanti e esistenti, ai quali si aggiungono 55.258 posti dell’organico previsto per il potenziamento dell’offerta formativa. In totale ci saranno: 39.010 assunzioni nella scuola dell’infanzia e nella primaria; 24.417 per la scuola secondaria di I grado; 38.723 per la secondaria di II grado; 584 insegnanti tecnico-pratici per il potenziamento dell’autonomia. Gli aventi diritto sulla carta erano 130 mila, ma 27 mila sono stati già sistemati nella prima fase dell’operazione antiprecariato. Difficile conteggiare il numero di quelli che pur avendone i requisiti hanno rinunciato a presentare domanda: secondo le prime stime del ministero si aggirerebbero intorno ai 18mila, ma si tratta di conteggi largamente orientativi: le cifre precise arriveranno solamente dopo ferragosto. Certamente non si è verificata, però, l’ondata delle rinunce tenuta dai sindacati. A voler essere ottimisti si potrebbe pensare che qualcuno abbia già trovato una diversa sistemazione, a voler essere realisti è facile ipotizzare che chi ha già famiglia ha rinunciato. Nelle graduatoria ad esaurimento (quelle degli aventi diritto), ci sono infatti anche molti cinquantenni: per loro rifarsi una vita lontano dalla famiglia non sarebbe stato facile. E a conti fatti tra una supplenza a casa propria e il posto fisso a centinaia di chilometri hanno giudicato più conveniente, anche dal punto di vista economico, rinunciare e non partecipare alla corsa per il posto fisso. E Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, commenta: «Dietro ai numeri di cui il governo mena vanto c'è molta confusione e il disagio di tanta gente che spesso vive con disperazione l'ipotesi di dover lasciare la famiglia per accettare una nomina in una qualunque delle province italiane». Il bando è stato aperto lo scorso 28 luglio, la chiusura della procedura era fissata per la giornata di ieri alle 14.00. Era possibile aderire esclusivamente attraverso un modulo online: e molti hanno aspettato gli ultimi giorni per avanzare la richiesta. (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)