Nel Giardino Incantato di Michele e Lina fiorisce l’Arte dell’Amore. Un commento di Carlo Alfaro.

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Carlo Alfaro racconta così il suo incontro con il Giardino Incantato di Michele e Lina De Angelis, in occasione della video-intervista esclusiva che i due artisti gli hanno concesso prima di aprire al pubblico le porte della loro casa(le riprese sono di un compagno della scuola d’infanzia di Michele, Tonino Scarpato):
“Nel Giardino Incantato di Michele e Lina fiorisce l’Arte dell’Amore”: in questo titolo, c’è tutta l’essenza del messaggio di vita di questa straordinaria coppia: i Fiori(la Natura), l’Arte(e la creatività), l’Amore(tra loro e per tutte le creature viventi). La Natura è padrona, rigogliosa e festante, della casa di Michele come della sua arte, che da essa nasce, come in uno specchio, e con essa si armonizza alla perfezione. Non a caso l’amico Peppe Cicirelli ha definito le sue opere “ Arredi per il paradiso. L’essenza della natura nell’arte di Michele”. L’Arte poi è la sua linfa vitale, lui si nutre di creatività: “Vivo in un incredibile disordine nel mio laboratorio e giardino, non riesco a finire di fare una cosa che mi viene d’istinto di fare altro”, confessa. E aggiunge: “Realizzo questo opere in seguito ad un’ispirazione improvvisa, che mi permette di realizzare dipinti e sculture anche in soli cinque minuti. L’impeto e la voglia di creare e trasformare mi permettono di effettuare cose mai fatte prima, come quella di dipingere anche con la mano sinistra”. E crea oggetti insoliti, colorati, suggestivi, a volte surreali, magici e misteriosi, capaci di emozionare, incuriosire, attirare, volare con la fantasia al di là della materia. L’Amore è quello che mette nelle cose, nelle relazioni, negli affetti, nelle passioni. E quello che riceve dagli amici. Una folla di artisti, fotografi, poeti, scrittori, giornalisti, amici, parenti, conoscenti e curiosi ha invaso amorevolmente nei giorni della mostra, l’8 e 9 agosto, la dimora dei De Angelis, inondando il web di messaggi, recensioni, foto meravigliose, complimenti, poesie. Ha scritto Nino Casola, vecchio saggio della cultura in Penisola, sulla sua pagina face book: “dotato di un’inventiva fuori dal comune, Michele, utilizzando e assemblando vari materiali, ha creato delle strutture sapientemente inserite tra i fiori del giardino, con un effetto suggestivo”. Un aspetto importante della sua arte è l’utilizzo costante di materiali di riciclo, semplici oggetti del quotidiano che non servono più, mattonelle, bottiglie, damigiane, tavole di legno, lastre di compensato, fusti, pezzi di metallo, ombrelli, scarpe, vecchi vasi, oggetti agricoli, tutto può essere trasformato dalla sua fantasia creativa e vivere una nuova stagione, come sottolinea il nipote, Franco De Angelis, ingegnere e regista teatrale: “Mostra decisamente originale. Passeggiando nel giardino osservando i vari oggetti creati con materiale di riciclo pensavo che il rifiuto non esiste, è solo un oggetto che cambia la destinazione d’uso”. Impazziti i flash dei fotografi. Ha dichiarato Susy Serbandini, del Fotoclub Terra delle Syrene: “Varcando il cancello del Giardino Incantato, è stato come entrare in un mondo parallelo,un mondo magico fatto di forme, colori, luci, fantasia e tanto altro. Non solo il giardino è bellissimo ma tutte le opere sono così intense e così vive da armonizzarsi perfettamente nella natura. Fantastica l’idea del riciclo dei materiali e originale l’idea, predominante in tutte le opere, che ogni oggetto vada guardato a tutto tondo”. Le opere di Michele sono in qualche modo incompiute, tocca allo spettatore reinterpretarle e completarle secondo la propria sensibilità: “Per me l’arte è movimento, dice l’artista, anche il più bel quadro fisso alla parete, alla lunga, annoia. Questi lavori sospesi nell’aria, mossi dal vento, dalle superfici variamente colorate e intagliate con forme diverse, spingono le persone a ritrovarvi ogni volta significati e sensazioni diverse”. Una grossa fonte d’ispirazione dell’artista è la Fede, spesso dalle sue opere emerge un commosso riferimento a Cristo e la sua Passione, mentre al centro del giardino si trova un’effige maiolicata di San Michele Arcangelo risalente al 1862, cui il poeta Salvatore Russo ha dedicato versi bellissimi, restati incisi nel marmo. Come bellissimi sono i versi che la poetessa Maria Giovanna Intorcia ha scritto, di getto, dopo la visita al “giardino incantato”: “Varcata la soglia, il mondo dischiude le sue ali/ Tra rami verdeggianti, man mano ogni piccola immagine, ogni forma, assume un suo significato:l’emozione diventa creazione/Oggetti e materiali, i piu’ svariati possibili, accuratamente scelti e plasmati, appaiono nei vari angoli come originali sculture/Vele mosse dal vento, anfore, fioriere, quadri astratti, nei quali si intravedono volti appena accennati, macchie di colore fanno da sfondo ad inediti fiori./ E’ il trionfo dell’estro e della fantasia/ E tutto,intorno, invade il cuore e la mente,finalmente libero di vagare e fruire di nuove realtà, nuove possibilità interpretative,dove ogni piccolo oggetto diventa arte/ Questo è il giardino incantato di Michele, costruito con amore e passione nel tempo/ E’ l’espressione della sua essenza viscerale, che osserva, raccoglie,valorizza ogni cosa dandogli nuova vita con un entusiasmo che colpisce, coinvolge e affascina chiunque abbia la fortuna di avvicinarsi”. Per concludere, riporto le significative frasi di Tanya Russo, nelle cui emozioni si possono benissimo riconoscere tutti quelli che hanno visitato il giardino: “Qui puoi fare solo una cosa…lasciarti andare, il giardino crea, tutt’attorno e dentro di te. Innamorarti della dolcezza, innamorarti della follia… dell’incanto, dell’atmosfera surreale…e mentre stai andando via…sai già che tornerai!”.Carlo Alfaro racconta così il suo incontro con il Giardino Incantato di Michele e Lina De Angelis, in occasione della video-intervista esclusiva che i due artisti gli hanno concesso prima di aprire al pubblico le porte della loro casa(le riprese sono di un compagno della scuola d’infanzia di Michele, Tonino Scarpato):
“Nel Giardino Incantato di Michele e Lina fiorisce l’Arte dell’Amore”: in questo titolo, c’è tutta l’essenza del messaggio di vita di questa straordinaria coppia: i Fiori(la Natura), l’Arte(e la creatività), l’Amore(tra loro e per tutte le creature viventi). La Natura è padrona, rigogliosa e festante, della casa di Michele come della sua arte, che da essa nasce, come in uno specchio, e con essa si armonizza alla perfezione. Non a caso l’amico Peppe Cicirelli ha definito le sue opere “ Arredi per il paradiso. L’essenza della natura nell’arte di Michele”. L’Arte poi è la sua linfa vitale, lui si nutre di creatività: “Vivo in un incredibile disordine nel mio laboratorio e giardino, non riesco a finire di fare una cosa che mi viene d’istinto di fare altro”, confessa. E aggiunge: “Realizzo questo opere in seguito ad un’ispirazione improvvisa, che mi permette di realizzare dipinti e sculture anche in soli cinque minuti. L’impeto e la voglia di creare e trasformare mi permettono di effettuare cose mai fatte prima, come quella di dipingere anche con la mano sinistra”. E crea oggetti insoliti, colorati, suggestivi, a volte surreali, magici e misteriosi, capaci di emozionare, incuriosire, attirare, volare con la fantasia al di là della materia. L’Amore è quello che mette nelle cose, nelle relazioni, negli affetti, nelle passioni. E quello che riceve dagli amici. Una folla di artisti, fotografi, poeti, scrittori, giornalisti, amici, parenti, conoscenti e curiosi ha invaso amorevolmente nei giorni della mostra, l’8 e 9 agosto, la dimora dei De Angelis, inondando il web di messaggi, recensioni, foto meravigliose, complimenti, poesie. Ha scritto Nino Casola, vecchio saggio della cultura in Penisola, sulla sua pagina face book: “dotato di un’inventiva fuori dal comune, Michele, utilizzando e assemblando vari materiali, ha creato delle strutture sapientemente inserite tra i fiori del giardino, con un effetto suggestivo”. Un aspetto importante della sua arte è l’utilizzo costante di materiali di riciclo, semplici oggetti del quotidiano che non servono più, mattonelle, bottiglie, damigiane, tavole di legno, lastre di compensato, fusti, pezzi di metallo, ombrelli, scarpe, vecchi vasi, oggetti agricoli, tutto può essere trasformato dalla sua fantasia creativa e vivere una nuova stagione, come sottolinea il nipote, Franco De Angelis, ingegnere e regista teatrale: “Mostra decisamente originale. Passeggiando nel giardino osservando i vari oggetti creati con materiale di riciclo pensavo che il rifiuto non esiste, è solo un oggetto che cambia la destinazione d’uso”. Impazziti i flash dei fotografi. Ha dichiarato Susy Serbandini, del Fotoclub Terra delle Syrene: “Varcando il cancello del Giardino Incantato, è stato come entrare in un mondo parallelo,un mondo magico fatto di forme, colori, luci, fantasia e tanto altro. Non solo il giardino è bellissimo ma tutte le opere sono così intense e così vive da armonizzarsi perfettamente nella natura. Fantastica l’idea del riciclo dei materiali e originale l’idea, predominante in tutte le opere, che ogni oggetto vada guardato a tutto tondo”. Le opere di Michele sono in qualche modo incompiute, tocca allo spettatore reinterpretarle e completarle secondo la propria sensibilità: “Per me l’arte è movimento, dice l’artista, anche il più bel quadro fisso alla parete, alla lunga, annoia. Questi lavori sospesi nell’aria, mossi dal vento, dalle superfici variamente colorate e intagliate con forme diverse, spingono le persone a ritrovarvi ogni volta significati e sensazioni diverse”. Una grossa fonte d’ispirazione dell’artista è la Fede, spesso dalle sue opere emerge un commosso riferimento a Cristo e la sua Passione, mentre al centro del giardino si trova un’effige maiolicata di San Michele Arcangelo risalente al 1862, cui il poeta Salvatore Russo ha dedicato versi bellissimi, restati incisi nel marmo. Come bellissimi sono i versi che la poetessa Maria Giovanna Intorcia ha scritto, di getto, dopo la visita al “giardino incantato”: “Varcata la soglia, il mondo dischiude le sue ali/ Tra rami verdeggianti, man mano ogni piccola immagine, ogni forma, assume un suo significato:l’emozione diventa creazione/Oggetti e materiali, i piu’ svariati possibili, accuratamente scelti e plasmati, appaiono nei vari angoli come originali sculture/Vele mosse dal vento, anfore, fioriere, quadri astratti, nei quali si intravedono volti appena accennati, macchie di colore fanno da sfondo ad inediti fiori./ E’ il trionfo dell’estro e della fantasia/ E tutto,intorno, invade il cuore e la mente,finalmente libero di vagare e fruire di nuove realtà, nuove possibilità interpretative,dove ogni piccolo oggetto diventa arte/ Questo è il giardino incantato di Michele, costruito con amore e passione nel tempo/ E’ l’espressione della sua essenza viscerale, che osserva, raccoglie,valorizza ogni cosa dandogli nuova vita con un entusiasmo che colpisce, coinvolge e affascina chiunque abbia la fortuna di avvicinarsi”. Per concludere, riporto le significative frasi di Tanya Russo, nelle cui emozioni si possono benissimo riconoscere tutti quelli che hanno visitato il giardino: “Qui puoi fare solo una cosa…lasciarti andare, il giardino crea, tutt’attorno e dentro di te. Innamorarti della dolcezza, innamorarti della follia… dell’incanto, dell’atmosfera surreale…e mentre stai andando via…sai già che tornerai!”.