PSICOLOGI LAB ATTACCHI DI PANICO: IL MIO CORPO DICE “NO”

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Cari lettori, cos’è un attacco di panico?
Immaginate un guerriero alle prese con la sua ultima battaglia per sconfiggere il male. Sarà sicuramente forte, determinato, aggressivo ed impetuoso e nel vincere la guerra, userà la sua arma più tagliente ed affilata.
Il nostro inconscio, per ricordarci che non stiamo percorrendo la strada giusta, userà l’ansia, l’attacco di panico, come arma potente, per ricordarci che c’è qualche dolore nascosto che dobbiamo affrontare per sopravvivere.
Il nostro corpo dice “NO”, quando siamo di fronte a continue rinunce, quando ignoriamo la nostra personalità ed individualità, quando smettiamo di curare e tutelare la nostra sfera emozionale.
Gli attacchi di panico riescono davvero ad essere invalidanti perché toccano le paure più profonde dell’essere umano: morire, essere ammalati, impazzire.
Un attacco di panico è un episodio breve ed intenso in cui si sperimenta ansia acuta, che insorge in modo improvviso e che comporta vissuti fisici e psicologici di terrore.
Vi elenco alcuni dei sintomi più evidenti, ricordandovi che ogni crisi di panico rappresenta un circolo vizioso in cui i sintomi fisici alimentano quelli mentali e viceversa.
1) difficoltà respiratoria-sensazione di soffocamento
2) tachicardia o palpitazioni, dolori al torace
3) aumento della sudorazione-rossore al viso e talvolta all’area del petto
4) capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi
5) formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso
6) nausea, sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco
7) sensazione di non essere parte della realtà; di essere osservatore esterno del proprio corpo
8) presentimento che stia per avvenire qualcosa di terribile associato ad una sensazione di impotenza e angoscia nel gestirlo
9) paura di perdere il controllo; paura di impazzire; paura o convinzione di essere vicini alla morte
10) crisi di pianto
Dopo un primo episodio, si vive nel terrore che riaccada, ciò influenza pensieri ed emozioni al punto da modificare il proprio stile di vita, fino a chiudersi in se stessi. Nella fase iniziale si cerca di evitare di imbattersi in situazioni che ricordano il primo attacco di panico, ma poi, quest’ultimo se non affrontato si dilata a macchia d’olio, si ingigantisce e man a mano porta ad evitare tutte quei contesti ritenuti a rischio.
I disturbi d’ansia e gli attacchi di panico hanno una natura complessa e molteplici origini, non esiste infatti una causa univoca e specifica, ciò che li determina è legato a motivazioni psicologiche molto profonde, che vengono proiettate all’esterno, al di fuori di se stessi.
Possono essere scatenati da fattori costituzionali, aspetti temperamentali, da stress psicologico (dovuto ad eventi di vita come separazioni, lutti, trasferimenti, problemi finanziari, matrimoni, nascita di figli), correlato con un significativo aumento del senso della responsabilità o anche da stress fisico, dovuto a periodi di iperattività e poco rispetto dei cicli sonno-veglia.
Gli attacchi di panico sono una gabbia che esclude familiari, figli, amici, che nonostante vogliano sostenere, supportare, non riusciranno mai a capirne la motivazione ed il giusto modo per affrontarli, fin quando la persona che ne soffre non li comprenda e li combatta in prima persona.
Nei rapporti di coppia o nella sfera genitoriale assistiamo ad una vera e propria compromissione, in quanto si genera una dipendenza dall’altro che rischia di soffocare, con eccessive richieste di controllo e di sostegno, provocando sensi di colpa, sensazioni di impotenza e frustrazione nei figli, nei coniugi e negli amici.
Cari lettori gli attacchi di panico non vanno ignorati, il supporto di uno specialista è un tramite che aiuta a far emergere aspetti della propria identità soffocati, sostiene l’attivazione di nuove strade e comportamenti più funzionali, per la rottura del circolo vizioso ansia-paura-isolamento e soprattutto, evidenzia come gli attacchi di panico sono solo l’allarme e non il problema reale.
Chi ne ha sofferto e chi ne soffre saprà descrivere benissimo la natura invalidante di questa problematica, quanto sia difficile conviverci, quanto essa allontani pur non volendo dalle persone amate e quanti sensi di colpa per i momenti che non si è potuto condividere. Non guidare, non andare alle feste, controllare ogni cosa, chiamare cento volte mariti, figli, genitori per paura che sia successo qualcosa di tremendo non è la soluzione, tranquillizza solo momentaneamente. Solo un percorso di cura può fornire le armi per vincere la vostra battaglia.

Buona giornata

Dott.ssa Caterina Giagnuolo
SPORTELLO ASCOLTO FAMIGLIA
centro parrocchiale Carmela Villani via Guglielmo Marconi n.90,
attivo ogni Mercoledì dalle 10:00 alle 13:00.
Lo sportello è un servizio di consulenza gratuita a tutti i cittadini, per informazioni e appuntamenti è possibile recarsi in sede il Mercoledì o contattare telefonicamente il numero 3287856846Cari lettori, cos’è un attacco di panico?
Immaginate un guerriero alle prese con la sua ultima battaglia per sconfiggere il male. Sarà sicuramente forte, determinato, aggressivo ed impetuoso e nel vincere la guerra, userà la sua arma più tagliente ed affilata.
Il nostro inconscio, per ricordarci che non stiamo percorrendo la strada giusta, userà l’ansia, l’attacco di panico, come arma potente, per ricordarci che c’è qualche dolore nascosto che dobbiamo affrontare per sopravvivere.
Il nostro corpo dice “NO”, quando siamo di fronte a continue rinunce, quando ignoriamo la nostra personalità ed individualità, quando smettiamo di curare e tutelare la nostra sfera emozionale.
Gli attacchi di panico riescono davvero ad essere invalidanti perché toccano le paure più profonde dell’essere umano: morire, essere ammalati, impazzire.
Un attacco di panico è un episodio breve ed intenso in cui si sperimenta ansia acuta, che insorge in modo improvviso e che comporta vissuti fisici e psicologici di terrore.
Vi elenco alcuni dei sintomi più evidenti, ricordandovi che ogni crisi di panico rappresenta un circolo vizioso in cui i sintomi fisici alimentano quelli mentali e viceversa.
1) difficoltà respiratoria-sensazione di soffocamento
2) tachicardia o palpitazioni, dolori al torace
3) aumento della sudorazione-rossore al viso e talvolta all’area del petto
4) capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi
5) formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso
6) nausea, sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco
7) sensazione di non essere parte della realtà; di essere osservatore esterno del proprio corpo
8) presentimento che stia per avvenire qualcosa di terribile associato ad una sensazione di impotenza e angoscia nel gestirlo
9) paura di perdere il controllo; paura di impazzire; paura o convinzione di essere vicini alla morte
10) crisi di pianto
Dopo un primo episodio, si vive nel terrore che riaccada, ciò influenza pensieri ed emozioni al punto da modificare il proprio stile di vita, fino a chiudersi in se stessi. Nella fase iniziale si cerca di evitare di imbattersi in situazioni che ricordano il primo attacco di panico, ma poi, quest’ultimo se non affrontato si dilata a macchia d’olio, si ingigantisce e man a mano porta ad evitare tutte quei contesti ritenuti a rischio.
I disturbi d’ansia e gli attacchi di panico hanno una natura complessa e molteplici origini, non esiste infatti una causa univoca e specifica, ciò che li determina è legato a motivazioni psicologiche molto profonde, che vengono proiettate all’esterno, al di fuori di se stessi.
Possono essere scatenati da fattori costituzionali, aspetti temperamentali, da stress psicologico (dovuto ad eventi di vita come separazioni, lutti, trasferimenti, problemi finanziari, matrimoni, nascita di figli), correlato con un significativo aumento del senso della responsabilità o anche da stress fisico, dovuto a periodi di iperattività e poco rispetto dei cicli sonno-veglia.
Gli attacchi di panico sono una gabbia che esclude familiari, figli, amici, che nonostante vogliano sostenere, supportare, non riusciranno mai a capirne la motivazione ed il giusto modo per affrontarli, fin quando la persona che ne soffre non li comprenda e li combatta in prima persona.
Nei rapporti di coppia o nella sfera genitoriale assistiamo ad una vera e propria compromissione, in quanto si genera una dipendenza dall’altro che rischia di soffocare, con eccessive richieste di controllo e di sostegno, provocando sensi di colpa, sensazioni di impotenza e frustrazione nei figli, nei coniugi e negli amici.
Cari lettori gli attacchi di panico non vanno ignorati, il supporto di uno specialista è un tramite che aiuta a far emergere aspetti della propria identità soffocati, sostiene l’attivazione di nuove strade e comportamenti più funzionali, per la rottura del circolo vizioso ansia-paura-isolamento e soprattutto, evidenzia come gli attacchi di panico sono solo l’allarme e non il problema reale.
Chi ne ha sofferto e chi ne soffre saprà descrivere benissimo la natura invalidante di questa problematica, quanto sia difficile conviverci, quanto essa allontani pur non volendo dalle persone amate e quanti sensi di colpa per i momenti che non si è potuto condividere. Non guidare, non andare alle feste, controllare ogni cosa, chiamare cento volte mariti, figli, genitori per paura che sia successo qualcosa di tremendo non è la soluzione, tranquillizza solo momentaneamente. Solo un percorso di cura può fornire le armi per vincere la vostra battaglia.

Buona giornata

Dott.ssa Caterina Giagnuolo
SPORTELLO ASCOLTO FAMIGLIA
centro parrocchiale Carmela Villani via Guglielmo Marconi n.90,
attivo ogni Mercoledì dalle 10:00 alle 13:00.
Lo sportello è un servizio di consulenza gratuita a tutti i cittadini, per informazioni e appuntamenti è possibile recarsi in sede il Mercoledì o contattare telefonicamente il numero 3287856846