Chance Valdifiori, un vero regista per Sarri e Conte

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Il regista, razza in via di estinzione. Via Pirlo negli States, Verratti ormai punto fermo nel Psg, gli italiani che illuminano la manovra in serie A si contano ormai sulle dita di una mano. Valdifiori è tra gli ultimi a salvaguardare il ruolo, un’oasi protetta e da proteggere. Merce rara i registi. Il centrocampista del Napoli se la gioca con pochi altri in Italia, gli altri interpreti del ruolo sono Cigarini, ex azzurro, da anni punto fermo del centrocampo dell’Atalanta, il sempreverde De Rossi che però è più di rottura che di costruzione, Pinzi dell’Udinese, Magnanelli, la bandiera del Sassuolo, Crisetig del Bologna e le novità assoluta Viviani del Verona e Porcari del Carpi. Poi gli stranieri, anche loro però non più veri e propri registi modello Xavi, ma adattati al ruolo, più che altro mediani a protezione della linea a quattro ma poco portati a verticalizzare, come invece fa Valdifiori nel Napoli: De Jong del Milan, Biglia della Lazio, i nuovi arrivati Mario Suarez della Fiorentina e Fernando della Sampdoria. Se la sta giocando già a denti stretti la grande chance, quella arrivata a 28 anni, dopo tanta gavetta e i sei anni consecutivi a Empoli. Il Napoli, un top club di serie A, la possibilità di esordire in Europa League, l’emozione di giocare da protagonista al San Paolo. Non vuole perdersi neanche un attimo della nuova avventura, in ritiro a Dimaro prese un colpo alla caviglia in mattinata, uscì zoppicante ma nel pomeriggio era nuovamente in campo ad allenarsi. Un duro Valdifiori, uno che non molla mai perché si è dovuto costruire tutto da solo, senza sponsor e corsie preferenziali. Sudore e sacrificio, bada alla sostanza più che agli effetti speciali, uno che la pagnotta se l’è sempre guadagnata. Uno però che la palla la sa gestire e che il calcio lo ha nel Dna, capisce prima la giocata e la effettua sempre nel modo giusto, il playmaker perfetto per il 4-3-1-2 di Sarri, giocate di prima e tante verticalizzazioni illuminanti. Il Napoli lo ha conquistato, ora punta a rientrare nel gruppo Italia, già a settembre in occasione delle prossime due partite degli azzurri di Conte contro Malta e Bulgaria. L’esordio contro l’Inghilterra nell’amichevole di marzo a Torino, una prestazione di buona personalità, quasi settanta minuti prima di essere sostituito da Verratti, ora spera di guadagnarsi un’altra possibilità. Intanto il suo universo è il Napoli, Valdifiori si è già inserito alla grande, spesso fa coppia con Insigne, in settimana ha festeggiato il compleanno di Lorenzo in un ristorante sul lungomare. A Dimaro si esibì da cantante sul palco ma soprattutto in campo ha già mostrato tutte le sue qualità. Tra i migliori a Oporto in un primo tempo di grande sacrificio degli azzurri, sempre positivo anche nei test precedenti, uomo assist straordinario nell’ultima partita contro il Cittadella a Dimaro. Il Napoli l’ha pagato 5 milioni e mezzo, contratto di cinque anni, già nel mirino azzurro dalla scorsa primavera, una di quelle trattative tenute in standby e pronta poi a decollare. L’arrivo di Sarri ha fatto il resto, il club voleva già prenderlo e il tecnico che lo ha allenato negli ultimi due anni a Empoli è stato felicissimo di poterlo riavere a Napoli. Conosce già gli schemi e ha fatto sua l’idea del tecnico, un perfetto esecutore a centrocampo, assolve al meglio la doppia fase: aiuta la difesa da schermo protettivo e fa girare rapidamente palla per l’impostazione della manovra. Mirko, il geometra del centrocampo azzurro a Napoli vuole prendere la laurea da ingegnere e conquistare la lode, cioè il pass per l’Italia agli Europei. Concretezza, sacrificio e sempre un sogno in più da realizzare, la carriera di Valdifiori è come se fosse appena cominciata. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Il regista, razza in via di estinzione. Via Pirlo negli States, Verratti ormai punto fermo nel Psg, gli italiani che illuminano la manovra in serie A si contano ormai sulle dita di una mano. Valdifiori è tra gli ultimi a salvaguardare il ruolo, un’oasi protetta e da proteggere. Merce rara i registi. Il centrocampista del Napoli se la gioca con pochi altri in Italia, gli altri interpreti del ruolo sono Cigarini, ex azzurro, da anni punto fermo del centrocampo dell’Atalanta, il sempreverde De Rossi che però è più di rottura che di costruzione, Pinzi dell’Udinese, Magnanelli, la bandiera del Sassuolo, Crisetig del Bologna e le novità assoluta Viviani del Verona e Porcari del Carpi. Poi gli stranieri, anche loro però non più veri e propri registi modello Xavi, ma adattati al ruolo, più che altro mediani a protezione della linea a quattro ma poco portati a verticalizzare, come invece fa Valdifiori nel Napoli: De Jong del Milan, Biglia della Lazio, i nuovi arrivati Mario Suarez della Fiorentina e Fernando della Sampdoria. Se la sta giocando già a denti stretti la grande chance, quella arrivata a 28 anni, dopo tanta gavetta e i sei anni consecutivi a Empoli. Il Napoli, un top club di serie A, la possibilità di esordire in Europa League, l’emozione di giocare da protagonista al San Paolo. Non vuole perdersi neanche un attimo della nuova avventura, in ritiro a Dimaro prese un colpo alla caviglia in mattinata, uscì zoppicante ma nel pomeriggio era nuovamente in campo ad allenarsi. Un duro Valdifiori, uno che non molla mai perché si è dovuto costruire tutto da solo, senza sponsor e corsie preferenziali. Sudore e sacrificio, bada alla sostanza più che agli effetti speciali, uno che la pagnotta se l’è sempre guadagnata. Uno però che la palla la sa gestire e che il calcio lo ha nel Dna, capisce prima la giocata e la effettua sempre nel modo giusto, il playmaker perfetto per il 4-3-1-2 di Sarri, giocate di prima e tante verticalizzazioni illuminanti. Il Napoli lo ha conquistato, ora punta a rientrare nel gruppo Italia, già a settembre in occasione delle prossime due partite degli azzurri di Conte contro Malta e Bulgaria. L’esordio contro l’Inghilterra nell’amichevole di marzo a Torino, una prestazione di buona personalità, quasi settanta minuti prima di essere sostituito da Verratti, ora spera di guadagnarsi un’altra possibilità. Intanto il suo universo è il Napoli, Valdifiori si è già inserito alla grande, spesso fa coppia con Insigne, in settimana ha festeggiato il compleanno di Lorenzo in un ristorante sul lungomare. A Dimaro si esibì da cantante sul palco ma soprattutto in campo ha già mostrato tutte le sue qualità. Tra i migliori a Oporto in un primo tempo di grande sacrificio degli azzurri, sempre positivo anche nei test precedenti, uomo assist straordinario nell’ultima partita contro il Cittadella a Dimaro. Il Napoli l’ha pagato 5 milioni e mezzo, contratto di cinque anni, già nel mirino azzurro dalla scorsa primavera, una di quelle trattative tenute in standby e pronta poi a decollare. L’arrivo di Sarri ha fatto il resto, il club voleva già prenderlo e il tecnico che lo ha allenato negli ultimi due anni a Empoli è stato felicissimo di poterlo riavere a Napoli. Conosce già gli schemi e ha fatto sua l’idea del tecnico, un perfetto esecutore a centrocampo, assolve al meglio la doppia fase: aiuta la difesa da schermo protettivo e fa girare rapidamente palla per l’impostazione della manovra. Mirko, il geometra del centrocampo azzurro a Napoli vuole prendere la laurea da ingegnere e conquistare la lode, cioè il pass per l’Italia agli Europei. Concretezza, sacrificio e sempre un sogno in più da realizzare, la carriera di Valdifiori è come se fosse appena cominciata. (Roberto Ventre – Il Mattino)