Carovilli (IS). Su Pier Franco Brandimarte con “L’Amalassunta” e Antonio Mascia con le sue cartoline.

0

Articolo di Maurizio Vitiello – Su lo scrittore Pier Franco Brandimarte, autore del libro “L’Amalassunta”, e sull’incisore Antonio Mascia, presenti a Carovilli (IS), il 10.08.2015.

Pier Franco Brandimarte è nato nel 1986 a Torano Nuovo, Teramo.
Questo è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2014.
Lunedì 10 agosto 2015, alla Sala della Società Operaia di Carovilli (Isernia), nell’ambito della rassegna “Nuvole Chitarre e note – Festival Danilo Ciolli VII edizione”, Pier Franco Brandimarte ha presentato “L’Amalassunta”, Giunti Editore.
E’ un interessante e robusto romanzo-inchiesta magico, leopardiano, che lascia il segno di una prima prova matura e ricca di suggestioni come di rado accade.

Ecco una breve scheda:
“Ecco, lo vedo”, scrive Brandimarte e così comincia l’avventura di un dialogo impossibile ma reale tra due esistenze lontane nel tempo, ma che si danno l’un l’altra senso. Entrambe ossessionate dalla verità nuda, dallo scarno e essenziale racconto di sé. Oggi come ieri. Montevidone, un piccolo comune sulle colline marchigiane. Là il nonno del giovane narratore possedeva una “barberia”. E in quel paese visse e lavorò dopo la formazione bolognese e parigina il pittore Osvaldo Licini, tra “i poveri muri delle case” sino a “sconfinare nei campi”. Là Licini cercò la luna, amica argentata, mentre il giovane Antonio cerca oggi un senso alla sua vita indagando quella del pittore. Lasciare Torino e la fidanzata Nina per capire Licini – stanarne testimonianze, forzando un istinto logico e ferino a seguirne le tracce ovunque – è per il narratore una personale “recherche”. Gli “Olandesi volanti”, i “Trabocchi”, gli “Angeli ribelli”, le “Amalassunte” non sono solo le opere più emblematiche di Licini, sono il distillato di un’esistenza i cui punti cardine rimangono la Bologna dell’Accademia, durante gli anni dieci, insieme a Morandi e Vespignani; la grande guerra, che offese Licini a una gamba; la Pasrigi di un Modì prossimo alla morte; il riconoscimento tardivo alla Biennale di Venezia nel 1958; l’amore per Nanny Hellstromm, la moglie svedese che gli rimase accanto sino alla fine.

Lo scrittore, ormai navigato presentatore, legge con calibrata voce le sue pagine.
Ha indagato sul pittore Licini, che lo ha preso, affascinato moltissimo.
Ha cavalcato, in parallelo, la vita di Licini e le sue riflessioni.
I motivi di Licini li ha indagati, cercati, soppesati; questi hanno fornito piste intriganti.
Una personalità, forte quella di Osvaldo Licini, indagata per scoprire una vita reale e le sue ricadute esistenziali, quindi anche di risvolto antropologico in seno a una comunità.
Arte e vita trovano in questo romanzo ampia concentrazione.
E’ un’analisi di memorie artistiche, nonché riscoperta di squarci dei tempi. 
A chiusura, ha vivamente ringraziato Laura Ciolli della presenza dello scrittore a Carovilli, in un sala affollata e contenta del passaggio di Pier Franco Brandimarte, principe emergente tra gli emergenti scrittori.

Segnaliamo, che nel contempo, è stata inaugurata, nella sala attigua alla presentazione del libro, una singolare esposizione di opere di Antonio Mascia, professore di Discipline Plastiche e Scultoree, incisore a puntasecca, illustratore di scarabei, direttore del Gruppo Storico “Pietro Micca” della Città di Torino, cartoliniere.
L’artista con radici molisane è stato ben lieto di metter su una mostra ad ampio spettro.
Da vedere per le cartoline disegnate su motivi di tutto il mondo e/o colorate su temi sociali e globali e per alcune puntesecche.
In conclusione, tra l’altro, presenti, in diversa sezione, anche foto indirizzate a focalizzare aspetti della natura di amanti della fotografia e di professionisti.

Ovviamente, da visitare.

Maurizio Vitiello

Articolo di Maurizio Vitiello – Su lo scrittore Pier Franco Brandimarte, autore del libro “L’Amalassunta”, e sull’incisore Antonio Mascia, presenti a Carovilli (IS), il 10.08.2015.

Pier Franco Brandimarte è nato nel 1986 a Torano Nuovo, Teramo.
Questo è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2014.
Lunedì 10 agosto 2015, alla Sala della Società Operaia di Carovilli (Isernia), nell'ambito della rassegna "Nuvole Chitarre e note – Festival Danilo Ciolli VII edizione", Pier Franco Brandimarte ha presentato "L'Amalassunta", Giunti Editore.
E’ un interessante e robusto romanzo-inchiesta magico, leopardiano, che lascia il segno di una prima prova matura e ricca di suggestioni come di rado accade.

Ecco una breve scheda:
"Ecco, lo vedo", scrive Brandimarte e così comincia l'avventura di un dialogo impossibile ma reale tra due esistenze lontane nel tempo, ma che si danno l'un l'altra senso. Entrambe ossessionate dalla verità nuda, dallo scarno e essenziale racconto di sé. Oggi come ieri. Montevidone, un piccolo comune sulle colline marchigiane. Là il nonno del giovane narratore possedeva una "barberia". E in quel paese visse e lavorò dopo la formazione bolognese e parigina il pittore Osvaldo Licini, tra "i poveri muri delle case" sino a "sconfinare nei campi". Là Licini cercò la luna, amica argentata, mentre il giovane Antonio cerca oggi un senso alla sua vita indagando quella del pittore. Lasciare Torino e la fidanzata Nina per capire Licini – stanarne testimonianze, forzando un istinto logico e ferino a seguirne le tracce ovunque – è per il narratore una personale "recherche". Gli "Olandesi volanti", i "Trabocchi", gli "Angeli ribelli", le "Amalassunte" non sono solo le opere più emblematiche di Licini, sono il distillato di un'esistenza i cui punti cardine rimangono la Bologna dell'Accademia, durante gli anni dieci, insieme a Morandi e Vespignani; la grande guerra, che offese Licini a una gamba; la Pasrigi di un Modì prossimo alla morte; il riconoscimento tardivo alla Biennale di Venezia nel 1958; l'amore per Nanny Hellstromm, la moglie svedese che gli rimase accanto sino alla fine.

Lo scrittore, ormai navigato presentatore, legge con calibrata voce le sue pagine.
Ha indagato sul pittore Licini, che lo ha preso, affascinato moltissimo.
Ha cavalcato, in parallelo, la vita di Licini e le sue riflessioni.
I motivi di Licini li ha indagati, cercati, soppesati; questi hanno fornito piste intriganti.
Una personalità, forte quella di Osvaldo Licini, indagata per scoprire una vita reale e le sue ricadute esistenziali, quindi anche di risvolto antropologico in seno a una comunità.
Arte e vita trovano in questo romanzo ampia concentrazione.
E’ un’analisi di memorie artistiche, nonché riscoperta di squarci dei tempi. 
A chiusura, ha vivamente ringraziato Laura Ciolli della presenza dello scrittore a Carovilli, in un sala affollata e contenta del passaggio di Pier Franco Brandimarte, principe emergente tra gli emergenti scrittori.

Segnaliamo, che nel contempo, è stata inaugurata, nella sala attigua alla presentazione del libro, una singolare esposizione di opere di Antonio Mascia, professore di Discipline Plastiche e Scultoree, incisore a puntasecca, illustratore di scarabei, direttore del Gruppo Storico “Pietro Micca” della Città di Torino, cartoliniere.
L’artista con radici molisane è stato ben lieto di metter su una mostra ad ampio spettro.
Da vedere per le cartoline disegnate su motivi di tutto il mondo e/o colorate su temi sociali e globali e per alcune puntesecche.
In conclusione, tra l’altro, presenti, in diversa sezione, anche foto indirizzate a focalizzare aspetti della natura di amanti della fotografia e di professionisti.

Ovviamente, da visitare.

Maurizio Vitiello