Sotto accusa l’organizzazione Supercoppa. De Laurentiis attacca: «Beretta incapace al guinzaglio di Lotito»

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L’attacco frontale alla Lega di serie A, al presidente Beretta e a Lotito. Durissimo De Laurentiis a Radio Kiss Kiss. «La Lega non è la casa di noi club, è una delle cose più disorganizzate mai viste, con un presidente incapace, guidato al guinzaglio da Lotito, un luogo in cui si dicono da anni cose che non vengono fatte». L’affondo in takle del presidente del Napoli a Beretta che aveva votato nell’ultima sua elezione e a Lotito, che aveva sostenuto nell’elezione di Tavecchio alla presidenza della Figc. «Non lancio accuse ma fotografo la realtà. Beretta si dimetta, Lotito non rompa più le scatole e chiuda la bocca. La Lega è composta da venti società, ma si sono inventati questo sistema di votazione per cui Lotito controlla tutto e di questo dovrebbe occuparsi anche Renzi», ha aggiunto De Laurentiis chiarendo la sua posizione alla vigilia della nuova stagione calcistica, il che potrebbe presupporre un cambiamento di scenari. L’attacco alla Lega incentrato sull’organizzazione dell’ultima Supercoppa a Shanghai tra Juventus e Lazio, evento che ha presentato numerose falle, dalla pessime riprese tv alle condizioni disastrose del terreno di gioco: «Da anni mi chiedo perché i funzionari della Lega debbano organizzare la Supercoppa e guadagnarci, visto che non sono capaci di organizzare. Dove sta l’autorevolezza della Lega nel rapporto coi cinesi? Avrebbero dovuto andare lì un mese prima a controllare e dire: con questo campo non giochiamo. È stato imbarazzante quello che è accaduto. Io mi sono rifiutato di andare in Cina, si propose di giocarla in Italia e avevo lanciato l’idea di un match andata e ritorno. Si decise, poi, di andare in Qatar, che rispetto alla Cina è di un altro livello dal punto di vista organizzativo», ha spiegato il presidente che ha aggiunto altri particolari rincarando la dose. «Eravamo in Portogallo per l’amichevole con il Porto e non riuscivamo a collegarci per vedere la partita tra Juve e Lazio. Poi mi hanno spiegato che in Portogallo non era stata venduta. Allora sono stato costretto a vedere la partita in streaming nel nostro albergo di Oporto: è assurdo perché non dovrebbe accadere, è illegale ma un’operazione troppo semplice. Il fatto che ci siamo riusciti è ridicolo, vuol dire che la Lega non riesce a proteggersi. Dovremmo convocare una riunione con l’Uefa per capire com’è possibile piratare così facilmente il segnale: ero davanti alla tv a vederla perfettamente su un grande schermo. Questo è illegale, ma l’illegalità viene permessa e chi la permette è connivente con l’illegalità». La sfuriata contro la Lega e il sistema calcio, con cui De Laurentiis su degli aspetti da anni è stato in disaccordo chiedendo riforme a partire dalla A a 16 squadre, le parole dolci invece per il nuovo Napoli che sta nascendo: l’apprezzamento a Sarri, alla squadra e al direttore sportivo Giuntoli. Il test contro il Porto ha dato indicazioni positive che il presidente azzurro ha sottolineato invitando però a non esaltarsi troppo e a mantenere i piedi per terra. «Con il Porto abbiamo fatto una partita attenta, ma ora non diciamo che siamo i più forti del mondo. Stiamo lavorando a testa bassa cercando di fare gli innesti giusti con un nuovo allenatore, quindi non tutto è facile. Lavoriamo con umiltà e sudore, perché bisogna essere uniti per crescere. Questa è la parola d’ordine di questa stagione: crescere, crescere, crescere». Partenza a fari spenti, quindi, anche il presidente preferisce tenere i toni bassi. Niente proclami: sudore e lavoro. «Anche gli altri si stanno rafforzando e per vincere gli scudetti bisogna primeggiare tra venti squadre. Noi daremo sempre il massimo». De Laurentiis ribadisce la nuova filosofia sul mercato. «Vogliamo innesti giovani per avere risultati nel tempo, così come all’inizio prendemmo Hamsik, Lavezzi, Cavani, giovanissimi che hanno dato frutti e ci hanno permesso per il sesto anno di fila di essere in Europa. Giuntoli prende i calciatori giusti, come dimostrano le critiche positive sulla prestazione di Chiriches. Ai tifosi chiedo di essere tranquilli e fiduciosi, stiamo lavorando con amore della maglia». (Roberto Ventre – Il Mattino)

L’attacco frontale alla Lega di serie A, al presidente Beretta e a Lotito. Durissimo De Laurentiis a Radio Kiss Kiss. «La Lega non è la casa di noi club, è una delle cose più disorganizzate mai viste, con un presidente incapace, guidato al guinzaglio da Lotito, un luogo in cui si dicono da anni cose che non vengono fatte». L’affondo in takle del presidente del Napoli a Beretta che aveva votato nell’ultima sua elezione e a Lotito, che aveva sostenuto nell’elezione di Tavecchio alla presidenza della Figc. «Non lancio accuse ma fotografo la realtà. Beretta si dimetta, Lotito non rompa più le scatole e chiuda la bocca. La Lega è composta da venti società, ma si sono inventati questo sistema di votazione per cui Lotito controlla tutto e di questo dovrebbe occuparsi anche Renzi», ha aggiunto De Laurentiis chiarendo la sua posizione alla vigilia della nuova stagione calcistica, il che potrebbe presupporre un cambiamento di scenari. L’attacco alla Lega incentrato sull’organizzazione dell’ultima Supercoppa a Shanghai tra Juventus e Lazio, evento che ha presentato numerose falle, dalla pessime riprese tv alle condizioni disastrose del terreno di gioco: «Da anni mi chiedo perché i funzionari della Lega debbano organizzare la Supercoppa e guadagnarci, visto che non sono capaci di organizzare. Dove sta l’autorevolezza della Lega nel rapporto coi cinesi? Avrebbero dovuto andare lì un mese prima a controllare e dire: con questo campo non giochiamo. È stato imbarazzante quello che è accaduto. Io mi sono rifiutato di andare in Cina, si propose di giocarla in Italia e avevo lanciato l’idea di un match andata e ritorno. Si decise, poi, di andare in Qatar, che rispetto alla Cina è di un altro livello dal punto di vista organizzativo», ha spiegato il presidente che ha aggiunto altri particolari rincarando la dose. «Eravamo in Portogallo per l’amichevole con il Porto e non riuscivamo a collegarci per vedere la partita tra Juve e Lazio. Poi mi hanno spiegato che in Portogallo non era stata venduta. Allora sono stato costretto a vedere la partita in streaming nel nostro albergo di Oporto: è assurdo perché non dovrebbe accadere, è illegale ma un’operazione troppo semplice. Il fatto che ci siamo riusciti è ridicolo, vuol dire che la Lega non riesce a proteggersi. Dovremmo convocare una riunione con l’Uefa per capire com’è possibile piratare così facilmente il segnale: ero davanti alla tv a vederla perfettamente su un grande schermo. Questo è illegale, ma l’illegalità viene permessa e chi la permette è connivente con l’illegalità». La sfuriata contro la Lega e il sistema calcio, con cui De Laurentiis su degli aspetti da anni è stato in disaccordo chiedendo riforme a partire dalla A a 16 squadre, le parole dolci invece per il nuovo Napoli che sta nascendo: l’apprezzamento a Sarri, alla squadra e al direttore sportivo Giuntoli. Il test contro il Porto ha dato indicazioni positive che il presidente azzurro ha sottolineato invitando però a non esaltarsi troppo e a mantenere i piedi per terra. «Con il Porto abbiamo fatto una partita attenta, ma ora non diciamo che siamo i più forti del mondo. Stiamo lavorando a testa bassa cercando di fare gli innesti giusti con un nuovo allenatore, quindi non tutto è facile. Lavoriamo con umiltà e sudore, perché bisogna essere uniti per crescere. Questa è la parola d’ordine di questa stagione: crescere, crescere, crescere». Partenza a fari spenti, quindi, anche il presidente preferisce tenere i toni bassi. Niente proclami: sudore e lavoro. «Anche gli altri si stanno rafforzando e per vincere gli scudetti bisogna primeggiare tra venti squadre. Noi daremo sempre il massimo». De Laurentiis ribadisce la nuova filosofia sul mercato. «Vogliamo innesti giovani per avere risultati nel tempo, così come all’inizio prendemmo Hamsik, Lavezzi, Cavani, giovanissimi che hanno dato frutti e ci hanno permesso per il sesto anno di fila di essere in Europa. Giuntoli prende i calciatori giusti, come dimostrano le critiche positive sulla prestazione di Chiriches. Ai tifosi chiedo di essere tranquilli e fiduciosi, stiamo lavorando con amore della maglia». (Roberto Ventre – Il Mattino)