Torre del Greco. Terzo miracolo per il beato Vincenzo Romano, guarito un malato di cancro. Più vicina la canonizzazione

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Torre del Greco. A un passo dalla canonizzazione del Beato Vincenzo Romano: pare sia arrivato il terzo e tanto atteso miracolo ora al vaglio del tribunale diocesano. C’è massimo riserbo da parte della chiesa sul miracolo che sarebbe avvenuto grazie all’intercessione del «parroco santo» e che, se accertato, contribuirebbe alla sua santificazione: si tratterebbe della guarigione di un cittadino torrese dal cancro. Non si conoscono nome e sesso del miracolato, questo si potrà sapere solo a settembre con la conclusione del processo diocesano, tuttavia i rappresentanti della postulazione lasciano trasparire buone speranze, tanto che per il mese prossimo è fissato, nella Basilica di Santa Croce, un evento solenne relativo alla causa. «Il prossimo 14 settembre – dice don Francesco Rivieccio, vice postulatore della causa di canonizzazione – io e il parroco di Santa Croce, don Giosuè Lombardo, nella qualità di attore della Causa in accordo con il cardinale Crescenzio Sepe, comunicheremo ai fedeli delle comunità parrocchiali della città di Torre del Greco e della diocesi, la data in cui il cardinale Sepe, insieme ai membri del tribunale regionale delle Cause dei Santi, presiederà una solenne celebrazione eucaristica, sempre in Basilica, che sancirà la conclusione del processo diocesano su un presunto miracolo avvenuto a Torre del Greco per intercessione del Beato Romano, con la conseguente chiusura con sigilli di ceralacca dei contenitori che contengono tutti gli atti, testimonianze e documentazione medica raccolti da gennaio 1915 ad oggi, che nei giorni successivi saranno portati a Roma alla sede della Congregazione delle Cause dei Santi». Un evento che, dunque, dimostra la validità del miracolo ora al vaglio del tribunale, il terzo dopo i primi due riconosciuti al Beato Vincenzo nel corso della storia: il primo risale al 1891 quando la torrese Maria Carmela Restucci guarì da un tumore alla mammella sinistra, giudicato inguaribile da diversi medici; il secondo è avvenuto nel 1940 con la guarigione da un carcinoma alla gola di Maria Carmela Cozzolino, religiosa del’Istituto delle Suore Serve di Maria Santissima Addolorata, che per il medico Giovanni Spinetti, specialista del complesso di Gesù e Maria era, ormai, in fase terminale. Già c’è fermento in città, visto che i torresi sono molto devoti a Vincenzo Romano, beatificato il 17 novembre del 1963, ricordato per la sua grande opera di carità verso poveri, malati, marittimi e disagiati e visto che fece ricostruire la Basilica di Santa Croce dopo la terribile eruzione del 15 giugno del 1794: tanta gioia che già si era sparsa la voce che a settembre ci sarebbe stata la canonizzazione. Tuttavia tale «vox populi» è stata smentita dal vice postulatore. Concluso il processo diocesano e arrivata la documentazione a Roma, inizierà la fase romana del processo nel corso della quale si apriranno i contenitori e si controlleranno gli atti. In seguito il postulatore preparerà il «Sommario» con le dichiarazioni dei testi e documenti medici raccolti nella fase diocesana e lo consegnerà al relatore della Congregazione, poi ancora altre prove che saranno valutate dalla Consulta Medica e, in caso di esito positivo, gli atti saranno valutati da teologi nell’ambito di un Congresso. Poi, alla Congregazione Ordinaria dei cardinali e vescovi il cui prefetto, se c’è esito positivo, andrà in udienza dal Santo Padre, il quale firmerà così definendo il presunto miracolo a tutti gli effetti miracolo e ordinerà alla Congregazione d’intesa di preparare con il postulatore il decreto sul miracolo. Il Sommo Pontefice fisserà una seduta chiamata Concistoro, durante la quale annuncerà solennemente il giorno in cui il Beato sarà dichiarato Santo durante una solenne celebrazione eucaristica in Piazza S. Pietro. (Francesca Mari – Il Mattino) 

Torre del Greco. A un passo dalla canonizzazione del Beato Vincenzo Romano: pare sia arrivato il terzo e tanto atteso miracolo ora al vaglio del tribunale diocesano. C’è massimo riserbo da parte della chiesa sul miracolo che sarebbe avvenuto grazie all’intercessione del «parroco santo» e che, se accertato, contribuirebbe alla sua santificazione: si tratterebbe della guarigione di un cittadino torrese dal cancro. Non si conoscono nome e sesso del miracolato, questo si potrà sapere solo a settembre con la conclusione del processo diocesano, tuttavia i rappresentanti della postulazione lasciano trasparire buone speranze, tanto che per il mese prossimo è fissato, nella Basilica di Santa Croce, un evento solenne relativo alla causa. «Il prossimo 14 settembre – dice don Francesco Rivieccio, vice postulatore della causa di canonizzazione – io e il parroco di Santa Croce, don Giosuè Lombardo, nella qualità di attore della Causa in accordo con il cardinale Crescenzio Sepe, comunicheremo ai fedeli delle comunità parrocchiali della città di Torre del Greco e della diocesi, la data in cui il cardinale Sepe, insieme ai membri del tribunale regionale delle Cause dei Santi, presiederà una solenne celebrazione eucaristica, sempre in Basilica, che sancirà la conclusione del processo diocesano su un presunto miracolo avvenuto a Torre del Greco per intercessione del Beato Romano, con la conseguente chiusura con sigilli di ceralacca dei contenitori che contengono tutti gli atti, testimonianze e documentazione medica raccolti da gennaio 1915 ad oggi, che nei giorni successivi saranno portati a Roma alla sede della Congregazione delle Cause dei Santi». Un evento che, dunque, dimostra la validità del miracolo ora al vaglio del tribunale, il terzo dopo i primi due riconosciuti al Beato Vincenzo nel corso della storia: il primo risale al 1891 quando la torrese Maria Carmela Restucci guarì da un tumore alla mammella sinistra, giudicato inguaribile da diversi medici; il secondo è avvenuto nel 1940 con la guarigione da un carcinoma alla gola di Maria Carmela Cozzolino, religiosa del’Istituto delle Suore Serve di Maria Santissima Addolorata, che per il medico Giovanni Spinetti, specialista del complesso di Gesù e Maria era, ormai, in fase terminale. Già c’è fermento in città, visto che i torresi sono molto devoti a Vincenzo Romano, beatificato il 17 novembre del 1963, ricordato per la sua grande opera di carità verso poveri, malati, marittimi e disagiati e visto che fece ricostruire la Basilica di Santa Croce dopo la terribile eruzione del 15 giugno del 1794: tanta gioia che già si era sparsa la voce che a settembre ci sarebbe stata la canonizzazione. Tuttavia tale «vox populi» è stata smentita dal vice postulatore. Concluso il processo diocesano e arrivata la documentazione a Roma, inizierà la fase romana del processo nel corso della quale si apriranno i contenitori e si controlleranno gli atti. In seguito il postulatore preparerà il «Sommario» con le dichiarazioni dei testi e documenti medici raccolti nella fase diocesana e lo consegnerà al relatore della Congregazione, poi ancora altre prove che saranno valutate dalla Consulta Medica e, in caso di esito positivo, gli atti saranno valutati da teologi nell’ambito di un Congresso. Poi, alla Congregazione Ordinaria dei cardinali e vescovi il cui prefetto, se c’è esito positivo, andrà in udienza dal Santo Padre, il quale firmerà così definendo il presunto miracolo a tutti gli effetti miracolo e ordinerà alla Congregazione d’intesa di preparare con il postulatore il decreto sul miracolo. Il Sommo Pontefice fisserà una seduta chiamata Concistoro, durante la quale annuncerà solennemente il giorno in cui il Beato sarà dichiarato Santo durante una solenne celebrazione eucaristica in Piazza S. Pietro. (Francesca Mari – Il Mattino)