Autismo, arriva la prima legge che riconosce la malattia. Inclusione sociale, sostegno a famiglie, omogeneità assistenza

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Attesa da migliaia di famiglie italiane, la prima legge nazionale sull’autismo approvata ieri in Parlamento è realtà. Non ha un budget dedicato ma ha chiari gli intenti: promuovere inclusione sociale, omogeneità di diagnosi e terapia nei confronti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico. Prevede anche l’inserimento della malattia nei livelli essenziali di assistenza e l’aggiornamento triennale delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre a maggior impegno nella ricerca sul tema. Una norma, sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, «che ci consegna grande soddisfazione perché frutto di un complesso lavoro collettivo, svolto insieme ai rappresentati della comunità scientifica, delle associazioni e delle famiglie». Il testo delle “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie” approvato in terza lettura e in sede deliberante dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, ovvero senza passare per l’aula, è una legge quadro che conta 6 articoli, nel rispetto dell’invarianza sui saldi della finanza, ovvero nessun fondo aggiunto. Prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza dell’assistenza, estendendole non solo alla vita del bambino e ragazzo autistico ma anche all’adulto. Mira, in questo senso, a un miglioramento delle condizioni di vita attraverso un maggior inserimento nella vita sociale e lavorativa. Inoltre, prevede che l’autismo sia inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza, per garantire diagnosi precoce e cure individualizzate in modo omogeneo in tutte le Regioni, senza più le difformità che caratterizzano, oggi, il trattamento di tali persone. Infine il testo impegna il ministero della Salute a promuovere ricerca di tipo biologico e genetico, ovvero sulle cause dell’autismo, ma anche di tipo riabilitativo e sociale. «Per la prima volta – commenta Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Sanità del Senato – le persone con spettro autistico esistono nelle legge italiana. La politica non può più voltare la testa dall’altra parte». «Adesso aspettiamo – incalza il senatore Idv, Maurizio Romani, vicepresidente della commissione Sanità di Palazzo Madama – che il ministero della Salute sblocchi dal Fondo sanitario nazionale risorse ad hoc per i disturbi dello spettro autistico». «Rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale», secondo Paola Binetti, relatrice della proposta di legge nella XII Commissione della Camera. (Il Mattino)

 

 

Attesa da migliaia di famiglie italiane, la prima legge nazionale sull'autismo approvata ieri in Parlamento è realtà. Non ha un budget dedicato ma ha chiari gli intenti: promuovere inclusione sociale, omogeneità di diagnosi e terapia nei confronti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico. Prevede anche l'inserimento della malattia nei livelli essenziali di assistenza e l'aggiornamento triennale delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre a maggior impegno nella ricerca sul tema. Una norma, sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, «che ci consegna grande soddisfazione perché frutto di un complesso lavoro collettivo, svolto insieme ai rappresentati della comunità scientifica, delle associazioni e delle famiglie». Il testo delle “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie” approvato in terza lettura e in sede deliberante dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, ovvero senza passare per l'aula, è una legge quadro che conta 6 articoli, nel rispetto dell'invarianza sui saldi della finanza, ovvero nessun fondo aggiunto. Prevede l'aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza dell'assistenza, estendendole non solo alla vita del bambino e ragazzo autistico ma anche all'adulto. Mira, in questo senso, a un miglioramento delle condizioni di vita attraverso un maggior inserimento nella vita sociale e lavorativa. Inoltre, prevede che l'autismo sia inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza, per garantire diagnosi precoce e cure individualizzate in modo omogeneo in tutte le Regioni, senza più le difformità che caratterizzano, oggi, il trattamento di tali persone. Infine il testo impegna il ministero della Salute a promuovere ricerca di tipo biologico e genetico, ovvero sulle cause dell'autismo, ma anche di tipo riabilitativo e sociale. «Per la prima volta – commenta Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Sanità del Senato – le persone con spettro autistico esistono nelle legge italiana. La politica non può più voltare la testa dall'altra parte». «Adesso aspettiamo – incalza il senatore Idv, Maurizio Romani, vicepresidente della commissione Sanità di Palazzo Madama – che il ministero della Salute sblocchi dal Fondo sanitario nazionale risorse ad hoc per i disturbi dello spettro autistico». «Rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale», secondo Paola Binetti, relatrice della proposta di legge nella XII Commissione della Camera. (Il Mattino)