CAMPANIA NEWS L’ultima dalla Terra dei Fuochi: rifiuti speciali raccolti ma non prelevati

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un paradosso. Una vistosa incompiuta nel cuore della cosiddetta «Terra dei Fuochi». Dove capita che, anche quando si fa una bonifica, il lavoro viene lasciato a metà. Centinaia di migliaia di euro spesi per raccogliere tonnellate di rifiuti, anche speciali, disseminati nell’area Asi di Aversa-Gricignano, e poi il tutto viene abbandonato in sacconi bianchi ai bordi della strada da cinque mesi.

E la spiegazione semplice e allucinante, in un periodo in cui l’emergenza ambientale deve fare i conti con l’insufficienza di risorse economiche, la fornisce il commissario per l’emergenza roghi Donato Cafagna. «Accade che la raccolta e la selezione in loco dei rifiuti scaricati abusivamente lungo le strade viene svolta con fondi regionali ma poi spetta ai Comuni lo smaltimento. I Comuni spesso non ottemperano all’obbligo di prelevare i rifiuti». Lo scandalo si consuma a ridosso della stazione ferroviaria di Gricignano, anzi lo stesso piazzale della stazione è diventato una discarica a cielo aperto con materassi e altri ingombranti ammucchiati e lasciati a marcire. In quella zona, di competenza dell’Asi, circa cinque mesi fa diversi operai specializzati raccolsero dai bordi delle strade e a ridosso della linea ferroviaria materassi, ingombranti di ogni tipo, centinaia di pneumatici, materiali di risulta delle costruzioni scaricati abusivamente dai camion. Tutto selezionato con cura e stipato in sacconi bianchi e pronto per essere ritirato ed avviato allo smaltimento legale. Ma la fase del prelievo non è mai avvenuta ed è solo per caso che, finora, un evento occasionale o un rogo doloso non ha provocato un maxi incendio. In particolare gli pneumatici sono in alcuni punti ammassati pericolosamente a ridosso della linea ferroviaria Napoli-Roma.

Quando verranno ritirati e di chi è la responsabilità del fatto che la bonifica è rimasta incompiuta? Non è dato saperlo. L’unica certezza è il rischio che vada tutto in fumo oltre naturalmente ai soldi sprecati. Già perchè gran parte dei rifiuti, col tempo ed ulteriori scarichi abusivi, sono di nuovo disseminati lungo le strade, a due passi dalla stazione e dalle industrie della zona. E ogni notte qualcuno aggiunge nuovo materiale accrescendo le dimensioni degli sversamenti illegali.

Inoltre, se le cose restano così, il rimedio appare peggiore del male. Ammassare i rifiuti e lasciarli per strada equivale a innescare, nel caso che qualcuno vi dia fuoco, una bomba ecologica ancora più pericolosa. Se durante gli anni dell’emergenza rifiuti sono state prodotte le ecoballe che ora non si sa come smaltire, il caso «Gricignano» porta alla produzione di «ecosacchi» che rischiano di restare per strada per il mancato coordinamento degli interventi di Regione e Comuni. Anche perchè situazioni analoghe sono segnalate in molti altri centri della Campania. Così il rischio roghi resta, l’inquinamento pure e l’unica cosa che si è riusciti a «smaltire» sono i soldi necessari ad una bonifica avviata e non portata a compimento. Quindi inutile.

FONTE di Claudio Coluzzi IL MATTINO.IT

06/08/2015 09:57

CAMPANIA NEWS  L'ultima dalla Terra dei Fuochi: rifiuti speciali raccolti ma non prelevati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un paradosso. Una vistosa incompiuta nel cuore della cosiddetta «Terra dei Fuochi». Dove capita che, anche quando si fa una bonifica, il lavoro viene lasciato a metà. Centinaia di migliaia di euro spesi per raccogliere tonnellate di rifiuti, anche speciali, disseminati nell’area Asi di Aversa-Gricignano, e poi il tutto viene abbandonato in sacconi bianchi ai bordi della strada da cinque mesi.

E la spiegazione semplice e allucinante, in un periodo in cui l’emergenza ambientale deve fare i conti con l’insufficienza di risorse economiche, la fornisce il commissario per l’emergenza roghi Donato Cafagna. «Accade che la raccolta e la selezione in loco dei rifiuti scaricati abusivamente lungo le strade viene svolta con fondi regionali ma poi spetta ai Comuni lo smaltimento. I Comuni spesso non ottemperano all’obbligo di prelevare i rifiuti». Lo scandalo si consuma a ridosso della stazione ferroviaria di Gricignano, anzi lo stesso piazzale della stazione è diventato una discarica a cielo aperto con materassi e altri ingombranti ammucchiati e lasciati a marcire. In quella zona, di competenza dell’Asi, circa cinque mesi fa diversi operai specializzati raccolsero dai bordi delle strade e a ridosso della linea ferroviaria materassi, ingombranti di ogni tipo, centinaia di pneumatici, materiali di risulta delle costruzioni scaricati abusivamente dai camion. Tutto selezionato con cura e stipato in sacconi bianchi e pronto per essere ritirato ed avviato allo smaltimento legale. Ma la fase del prelievo non è mai avvenuta ed è solo per caso che, finora, un evento occasionale o un rogo doloso non ha provocato un maxi incendio. In particolare gli pneumatici sono in alcuni punti ammassati pericolosamente a ridosso della linea ferroviaria Napoli-Roma.

Quando verranno ritirati e di chi è la responsabilità del fatto che la bonifica è rimasta incompiuta? Non è dato saperlo. L’unica certezza è il rischio che vada tutto in fumo oltre naturalmente ai soldi sprecati. Già perchè gran parte dei rifiuti, col tempo ed ulteriori scarichi abusivi, sono di nuovo disseminati lungo le strade, a due passi dalla stazione e dalle industrie della zona. E ogni notte qualcuno aggiunge nuovo materiale accrescendo le dimensioni degli sversamenti illegali.

Inoltre, se le cose restano così, il rimedio appare peggiore del male. Ammassare i rifiuti e lasciarli per strada equivale a innescare, nel caso che qualcuno vi dia fuoco, una bomba ecologica ancora più pericolosa. Se durante gli anni dell’emergenza rifiuti sono state prodotte le ecoballe che ora non si sa come smaltire, il caso «Gricignano» porta alla produzione di «ecosacchi» che rischiano di restare per strada per il mancato coordinamento degli interventi di Regione e Comuni. Anche perchè situazioni analoghe sono segnalate in molti altri centri della Campania. Così il rischio roghi resta, l’inquinamento pure e l’unica cosa che si è riusciti a «smaltire» sono i soldi necessari ad una bonifica avviata e non portata a compimento. Quindi inutile.

FONTE di Claudio Coluzzi IL MATTINO.IT

06/08/2015 09:57