Castellammare di Stabia. Caos rifiuti, gente in rivolta per la raccolta. Accuse su 13 assunzioni: «Sono clientelari»

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È ancora emergenza rifiuti a Castellammare di Stabia dove la raccolta procede a rilento da diversi giorni. I sacchetti, in alcune zone di periferia e del centro, continuano ad accumularsi tra le proteste dei cittadini che lunedì scorso hanno messo in atto vere e proprie rivolte. «Siamo pieni di spazzatura, gatti morti, topi – dice Alessio C., residente al centro antico – per non parlare degli odori micidiali. Non sappiamo più cosa fare». La crisi è scoppiata nel momento in cui il sindacato Fiadel ha denunciato che «Ego Eco», attuale gestore della raccolta in città, avrebbe disatteso gli accordi presi in prefettura a maggio. I lavoratori hanno sottolineato, anche con una denuncia alla Procura, non solo il ritardo nel pagamento degli stipendi e dei contributi, ma soprattutto il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza sul lavoro. In città tiene banco, inoltre, il caso della rissa scoppiata lunedì notte nei pressi dello stabilimento Ego Eco della strada Napoli. Sotto accusa c’è la gestione dell’emergenza da parte di ditta e Comune in quanto, per tamponare la crisi (e i periodi di ferie e malattia dei lavoratori), sono stati assunti per due mesi altri operai. Sullo scontro tra i lavoratori «ex Avis» ed «ex Stabia Porto» sono in corso indagini della procura della Repubblica di Torre Annunziata dopo l’intervento sul posto degli agenti del commissariato di Castellammare, guidati dal primo dirigente Pasquale De Lorenzo e del vicequestore Daria Alfieri. Sindacati e partiti politici, infatti, hanno chiesto chiarezza sui criteri di selezione. «Il coinvolgimento di lavoratori disoccupati – ha scritto in una nota Fiadel – ha rischiato di trasformarsi in un dramma colorandosi di clientelismo e nepotismo. Oggi tredici disoccupati sono impiegati nell’attività di raccolta senza aver ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza, né alcun addestramento ma, soprattutto, gli interessati non hanno ricevuto gli indispensabili dispositivi di sicurezza individuali. Ego Eco non sta pagando i lavoratori di ruolo, sta subendo il distacco delle utenze per morosità: come potrà retribuire i tredici nuovi lavoratori?». Il sindacato ha attaccato anche il sindaco del Pd Nicola Cuomo il quale, però, ha confermato di essere estraneo a tali assunzioni ed ha sottolineato gli «strani» comportamenti di alcuni netturbini tra malattie e poca attenzione nella raccolta, chiedendo a magistratura e forze dell’ordine di indagare. L’amministrazione comunale ha poi pubblicato nei giorni scorsi il bando per la nuova gara europea per la scelta del prossimo gestore della raccolta rifiuti in città. «Quanto prima – ha fatto sapere Fiadel – il sindaco dovrà spiegare per quale motivo abbia preferito richiamare l’attenzione su presunte certificazioni mediche fasulle piuttosto che sul lago di percolato che quotidianamente invade il deposito degli automezzi. Cuomo ha diffidato l’impresa, senza una formale contestazione. Il motivo è semplice: esiste una norma di legge in base alla quale un’impresa che si sia resa responsabile di negligenza o malafede nell’eseguire un appalto non può partecipare a successive gare indette dalla stessa amministrazione». (Francesco Ferrigno – Il Mattino)

È ancora emergenza rifiuti a Castellammare di Stabia dove la raccolta procede a rilento da diversi giorni. I sacchetti, in alcune zone di periferia e del centro, continuano ad accumularsi tra le proteste dei cittadini che lunedì scorso hanno messo in atto vere e proprie rivolte. «Siamo pieni di spazzatura, gatti morti, topi – dice Alessio C., residente al centro antico – per non parlare degli odori micidiali. Non sappiamo più cosa fare». La crisi è scoppiata nel momento in cui il sindacato Fiadel ha denunciato che «Ego Eco», attuale gestore della raccolta in città, avrebbe disatteso gli accordi presi in prefettura a maggio. I lavoratori hanno sottolineato, anche con una denuncia alla Procura, non solo il ritardo nel pagamento degli stipendi e dei contributi, ma soprattutto il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza sul lavoro. In città tiene banco, inoltre, il caso della rissa scoppiata lunedì notte nei pressi dello stabilimento Ego Eco della strada Napoli. Sotto accusa c’è la gestione dell’emergenza da parte di ditta e Comune in quanto, per tamponare la crisi (e i periodi di ferie e malattia dei lavoratori), sono stati assunti per due mesi altri operai. Sullo scontro tra i lavoratori «ex Avis» ed «ex Stabia Porto» sono in corso indagini della procura della Repubblica di Torre Annunziata dopo l’intervento sul posto degli agenti del commissariato di Castellammare, guidati dal primo dirigente Pasquale De Lorenzo e del vicequestore Daria Alfieri. Sindacati e partiti politici, infatti, hanno chiesto chiarezza sui criteri di selezione. «Il coinvolgimento di lavoratori disoccupati – ha scritto in una nota Fiadel – ha rischiato di trasformarsi in un dramma colorandosi di clientelismo e nepotismo. Oggi tredici disoccupati sono impiegati nell’attività di raccolta senza aver ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza, né alcun addestramento ma, soprattutto, gli interessati non hanno ricevuto gli indispensabili dispositivi di sicurezza individuali. Ego Eco non sta pagando i lavoratori di ruolo, sta subendo il distacco delle utenze per morosità: come potrà retribuire i tredici nuovi lavoratori?». Il sindacato ha attaccato anche il sindaco del Pd Nicola Cuomo il quale, però, ha confermato di essere estraneo a tali assunzioni ed ha sottolineato gli «strani» comportamenti di alcuni netturbini tra malattie e poca attenzione nella raccolta, chiedendo a magistratura e forze dell’ordine di indagare. L’amministrazione comunale ha poi pubblicato nei giorni scorsi il bando per la nuova gara europea per la scelta del prossimo gestore della raccolta rifiuti in città. «Quanto prima – ha fatto sapere Fiadel – il sindaco dovrà spiegare per quale motivo abbia preferito richiamare l’attenzione su presunte certificazioni mediche fasulle piuttosto che sul lago di percolato che quotidianamente invade il deposito degli automezzi. Cuomo ha diffidato l’impresa, senza una formale contestazione. Il motivo è semplice: esiste una norma di legge in base alla quale un’impresa che si sia resa responsabile di negligenza o malafede nell’eseguire un appalto non può partecipare a successive gare indette dalla stessa amministrazione». (Francesco Ferrigno – Il Mattino)