Napoli. Edenlandia, nuova rottura delle trattative. Tornano in bilico 54 posti di lavoro

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Napoli. Rottura delle trattative tra i sindacati e la New Edenlandia, che ha rilevato il parco dal fallimento ed è pronta a licenziare i 54 lavoratori. Le parti nei giorni scorsi avevano giocato sui tavoli della Regione una delicata partita a scacchi ma ieri si sono salutate senza un accordo. «Dopo lunghe giornate di trattative avevamo ottenuto dall’azienda l’impegno a riassumere tutti i lavoratori con il vecchio ordinamento del lavoro e non con il Jobs Act, anche a patto di un abbassamento di un livello di inquadramento – racconta Massimo Taglialatela, segretario regionale della Uilcom, la sigla maggiormente rappresentata tra i dipendenti – Quando abbiamo chiesto garanzie alla curatela sull’effettivo pagamento della seconda tranche da 250mila euro per l’acquisizione del parco, però, ci è stato detto che quei soldi non erano arrivati. Si corre il rischio di una revoca della concessione a New Edenlandia o di una risoluzione del contratto». Nei giorni scorsi è cambiato l’assetto societario della cordata. Da New Edenlandia Srl esce la Tanit Sas di Andrea Cangiano. Il suo 35% lo rileva la Stat di Gennaro Cuccaro e Pietro Siena, che arriva così ad un cospicuo 74,96%. Ed è proprio Siena, nominato intanto amministratore unico di New Edenlandia, a chiarire: «È vero, non abbiamo ancora pagato la seconda rata, ma il termine del 19 luglio non era perentorio e stamattina abbiamo inviato al giudice una pec con tutte le garanzie del caso, date dal gruppo Gbm, che pagherà entro il 5 agosto o, nel caso di escussione da parte del tribunale, anche subito». La stessa Gbn che è pronta ad entrare nella cordata. «I ritardi? Eravamo pronti a riassumere tutti i lavoratori il 20 aprile dell’anno prossimo, una ventina potevano essere assunti di nuovo già a dicembre di quest’anno, ma ci hanno fatto intorno terra bruciata nel mondo creditizio, rovinando anche i nostri rapporti con Unicredit», dice Siena. Oggi New Edenlandia metterà a punto il piano per il contratto di sviluppo: il finanziamento del Mise ammonterà a 32 milioni. (Il Mattino) 

Napoli. Rottura delle trattative tra i sindacati e la New Edenlandia, che ha rilevato il parco dal fallimento ed è pronta a licenziare i 54 lavoratori. Le parti nei giorni scorsi avevano giocato sui tavoli della Regione una delicata partita a scacchi ma ieri si sono salutate senza un accordo. «Dopo lunghe giornate di trattative avevamo ottenuto dall'azienda l'impegno a riassumere tutti i lavoratori con il vecchio ordinamento del lavoro e non con il Jobs Act, anche a patto di un abbassamento di un livello di inquadramento – racconta Massimo Taglialatela, segretario regionale della Uilcom, la sigla maggiormente rappresentata tra i dipendenti – Quando abbiamo chiesto garanzie alla curatela sull'effettivo pagamento della seconda tranche da 250mila euro per l'acquisizione del parco, però, ci è stato detto che quei soldi non erano arrivati. Si corre il rischio di una revoca della concessione a New Edenlandia o di una risoluzione del contratto». Nei giorni scorsi è cambiato l'assetto societario della cordata. Da New Edenlandia Srl esce la Tanit Sas di Andrea Cangiano. Il suo 35% lo rileva la Stat di Gennaro Cuccaro e Pietro Siena, che arriva così ad un cospicuo 74,96%. Ed è proprio Siena, nominato intanto amministratore unico di New Edenlandia, a chiarire: «È vero, non abbiamo ancora pagato la seconda rata, ma il termine del 19 luglio non era perentorio e stamattina abbiamo inviato al giudice una pec con tutte le garanzie del caso, date dal gruppo Gbm, che pagherà entro il 5 agosto o, nel caso di escussione da parte del tribunale, anche subito». La stessa Gbn che è pronta ad entrare nella cordata. «I ritardi? Eravamo pronti a riassumere tutti i lavoratori il 20 aprile dell'anno prossimo, una ventina potevano essere assunti di nuovo già a dicembre di quest'anno, ma ci hanno fatto intorno terra bruciata nel mondo creditizio, rovinando anche i nostri rapporti con Unicredit», dice Siena. Oggi New Edenlandia metterà a punto il piano per il contratto di sviluppo: il finanziamento del Mise ammonterà a 32 milioni. (Il Mattino) 

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