Maradona offende la moglie ed il figlio napoletano: «Claudia è una ladra. E quel ragazzo è nella mia lista nera»

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Pochi giorni fa aveva postato in rete un suo video: «Non sono depresso, sono soltanto triste». Diego Armando Maradona ripreso in un grigio pomeriggio a Buenos Aires non aveva più lacrime per piangere papà Diego, detto El Chitoro, quell’umilissimo operaio che lo aveva aiutato a diventare El Mas Grande, il più grande. Ma Diego, il campione che è nel cuore di tutti coloro che amano il calcio, non è solo triste per quel lutto. Vive giorni di profondo sconforto: Con la ex moglie Claudia Villafane – fidanzata storica, sposata il 7 novembre dell’89 con una megafesta al Luna Park di Buenos Aires – ha ingaggiato una battaglia che non è soltanto legale, ma anche personale. Finito l’amore (per i tradimenti di Diego con le donne ma soprattutto con la cocaina), erano rimasti gli affari perché Claudia era diventata la manager dell’ex marito. Ora sono in causa, sarebbero spariti oltre 8 milioni di euro, e in tribunale sono state chieste da una parte e dall’altra perizie psichiatriche. «Claudia è una ladrona», ha urlato Diego l’altra notte nel programma «Intrusos» di America Tv. Alla soglia dei 55 anni (li compirà il 30 ottobre) l’ex campione del Napoli e della Seleccion è aggressivo e fragile, come in quegli ultimi anni napoletani in cui era schiavo della cocaina. Oggi la droga è lontana, così dicono i suoi amici fidati. Oggi ci sono questioni finanziarie e familiari che addolorano il campione che ha smesso di allenare dopo il flop con l’Argentina ai Mondiali in Sudafrica e gira il mondo per contratti pubblicitari. Presto, magari, comincerà a dedicarsi alla campagna elettorale perché intende sfidare Platini per la presidenza della Fifa. «Quella è una mafia e voglio lottare contro chi ha rubato in guanti bianchi per tanto tempo», ha detto. Ma c’è un altro tormento, più profondo, ed è il rapporto con la famiglia, la estesa famiglia Maradona, che va dall’Argentina a Napoli, dove vive Diego junior, il ragazzo nato nell’86 dalla relazione del capitano azzurro con Cristiana Sinagra. Diego si sente accerchiato, ce l’ha con tutto quel clan che lo ha seguito negli anni, dalla gloria al fango. Non c’è solo Claudia, «la ladrona», che si è fidanzata con un «tontin» (e la traduzione non serve) di nome Jorge, ed è finita nel mirino dell’avvocato dell’ex campione, Matias Morla. «Gli ho detto: va’ a Miami e indaga su tutto quello su cui c’è da indagare. Ci sono in gioco milioni che ho guadagnato io». Diego, nonno tenerissimo, racconta di aver regalato al nipotino Benjamin la maglia della Seleccion di colore azzurro che indossò nella partita dei sogni, quella contro l’Inghilterra ai Mondiali dell’86, passata alla storia per il gol con la mano de Dios e l’altro dopo il dribbling a cinque avversari. «Mi ha chiesto quella maglia e gliel’ho regalata». Ma Gianinna, la sua secondogenita, mamma di Benjamin ed ex compagna del Kun Aguero, gli avrebbe chiuso le porte di casa. «Perché è del partito della madre. Vivo a cinquanta metri da casa sua, passo davanti all’abitazione cento volte ma non mi apre e non mi fa vedere Benja, che è la mia vita». Parole dure, veleni. «A parte le mie due figlie, tutti avrebbero voluto vedermi morto». Ce n’è anche per Diego junior, incontrato dal campione una volta sola, dodici anni fa, su un campo di golf a Fiuggi. Il figlio di Cristiana è diventato adulto, continua a coltivare come giocatore di beach soccer la sua passione calcistica e si è recentemente sposato. Per Maradona, però, resta un estraneo. Anzi, peggio, lo ha detto anche in diretta telefonica a «Intrusos» quando il conduttore Jorge Rial gli ha chiesto se a quel ragazzo napoletano che sta per compiere 29 anni intende riconoscere qualcosa, e forse non soltanto sotto l’aspetto economico. «L’ho messo nella mia lista nera». Un altro schiaffo. Diego ha smesso di vincere e di sorridere, cerca fuori dal campo verde avversari da battere: diventano “intrusos” anche i suoi familiari, i pezzi di una vita che non finisce di essere un tormento. (Francesco De Luca – Il Mattino) 

Pochi giorni fa aveva postato in rete un suo video: «Non sono depresso, sono soltanto triste». Diego Armando Maradona ripreso in un grigio pomeriggio a Buenos Aires non aveva più lacrime per piangere papà Diego, detto El Chitoro, quell’umilissimo operaio che lo aveva aiutato a diventare El Mas Grande, il più grande. Ma Diego, il campione che è nel cuore di tutti coloro che amano il calcio, non è solo triste per quel lutto. Vive giorni di profondo sconforto: Con la ex moglie Claudia Villafane – fidanzata storica, sposata il 7 novembre dell’89 con una megafesta al Luna Park di Buenos Aires – ha ingaggiato una battaglia che non è soltanto legale, ma anche personale. Finito l’amore (per i tradimenti di Diego con le donne ma soprattutto con la cocaina), erano rimasti gli affari perché Claudia era diventata la manager dell’ex marito. Ora sono in causa, sarebbero spariti oltre 8 milioni di euro, e in tribunale sono state chieste da una parte e dall’altra perizie psichiatriche. «Claudia è una ladrona», ha urlato Diego l’altra notte nel programma «Intrusos» di America Tv. Alla soglia dei 55 anni (li compirà il 30 ottobre) l’ex campione del Napoli e della Seleccion è aggressivo e fragile, come in quegli ultimi anni napoletani in cui era schiavo della cocaina. Oggi la droga è lontana, così dicono i suoi amici fidati. Oggi ci sono questioni finanziarie e familiari che addolorano il campione che ha smesso di allenare dopo il flop con l’Argentina ai Mondiali in Sudafrica e gira il mondo per contratti pubblicitari. Presto, magari, comincerà a dedicarsi alla campagna elettorale perché intende sfidare Platini per la presidenza della Fifa. «Quella è una mafia e voglio lottare contro chi ha rubato in guanti bianchi per tanto tempo», ha detto. Ma c’è un altro tormento, più profondo, ed è il rapporto con la famiglia, la estesa famiglia Maradona, che va dall’Argentina a Napoli, dove vive Diego junior, il ragazzo nato nell’86 dalla relazione del capitano azzurro con Cristiana Sinagra. Diego si sente accerchiato, ce l’ha con tutto quel clan che lo ha seguito negli anni, dalla gloria al fango. Non c’è solo Claudia, «la ladrona», che si è fidanzata con un «tontin» (e la traduzione non serve) di nome Jorge, ed è finita nel mirino dell’avvocato dell’ex campione, Matias Morla. «Gli ho detto: va’ a Miami e indaga su tutto quello su cui c’è da indagare. Ci sono in gioco milioni che ho guadagnato io». Diego, nonno tenerissimo, racconta di aver regalato al nipotino Benjamin la maglia della Seleccion di colore azzurro che indossò nella partita dei sogni, quella contro l’Inghilterra ai Mondiali dell’86, passata alla storia per il gol con la mano de Dios e l’altro dopo il dribbling a cinque avversari. «Mi ha chiesto quella maglia e gliel’ho regalata». Ma Gianinna, la sua secondogenita, mamma di Benjamin ed ex compagna del Kun Aguero, gli avrebbe chiuso le porte di casa. «Perché è del partito della madre. Vivo a cinquanta metri da casa sua, passo davanti all’abitazione cento volte ma non mi apre e non mi fa vedere Benja, che è la mia vita». Parole dure, veleni. «A parte le mie due figlie, tutti avrebbero voluto vedermi morto». Ce n’è anche per Diego junior, incontrato dal campione una volta sola, dodici anni fa, su un campo di golf a Fiuggi. Il figlio di Cristiana è diventato adulto, continua a coltivare come giocatore di beach soccer la sua passione calcistica e si è recentemente sposato. Per Maradona, però, resta un estraneo. Anzi, peggio, lo ha detto anche in diretta telefonica a «Intrusos» quando il conduttore Jorge Rial gli ha chiesto se a quel ragazzo napoletano che sta per compiere 29 anni intende riconoscere qualcosa, e forse non soltanto sotto l’aspetto economico. «L’ho messo nella mia lista nera». Un altro schiaffo. Diego ha smesso di vincere e di sorridere, cerca fuori dal campo verde avversari da battere: diventano “intrusos” anche i suoi familiari, i pezzi di una vita che non finisce di essere un tormento. (Francesco De Luca – Il Mattino)