Capri, addio sbarchi tra bagnanti e yacht. Il Consiglio di Stato conferma l’ordinanza del sindaco

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Capri. Il Consiglio di Stato ha confermato il divieto di sbarco deciso dal sindaco Gianni De Martino che il 7 maggio firmò l’ordinanza che vietava alle imbarcazioni adibite al trasporto turistico di ormeggiare allo Scoglio delle Sirene di Marina Piccola. Il provvedimento era mirato a vietare che la baia di Marina Piccola venisse affollata di natanti non adibiti a diporto ma a traffico turistico, trasformando quello specchio d’acqua in uno scalo marittimo. Iniziò così un braccio di ferro tra il comune e le coop Sant’Andrea, Sant’Antonio e Marina di Lobra, provenienti da Massa Lubrense e Amalfi, che in virtù di una vecchia ordinanza erano autorizzate all’attracco per un massimo di 90 passeggeri e tre corse al giorno. Alla pubblicazione della nuova ordinanza scattò la protesta con le imbarcazioni delle cooperative che ormeggiarono al piccolo molo occupando l’intera area. E i legali delle coop presentarono un ricorso al Tar per la sospensione della delibera. Il Tar non accolse la sospensiva e così divampò la protesta all’inizio della stagione turistica, che durò alcuni giorni e che impedì alle piccole imbarcazioni da diporto e ai tender dei megayacht di attraccare allo Scoglio delle Sirene. Una protesta che durò ben sei giorni e che finì in virtù della mediazione del comandante della Capitaneria di Porto di Capri quando il 21 giugno il comandante Dario Gerardi riuscì a mettere intorno a un tavolo le parti e individuò in una banchina del porto commerciale, in concessione allo scalo turistico, la soluzione tampone che ha consentito e consentirà fino al 31 agosto alle barche delle cooperative di effettuare il trasporto turistico. Vennero immediatamente rimosse le boe da Marina Piccola e liberato l’imbarcadero. E sin da allora il servizio trasporto ha continuato con l’approdo nel porto commerciale mentre l’iter burocratico continuava il suo percorso con il ricorso al Consiglio di Stato che ieri si è espresso con la sentenza che conferma il divieto firmato dal sindaco De Martino. Una decisione che ha trovato un riscontro positivo nelle stanze del Comune. Il sindaco: «La sentenza del Consiglio di stato conferma, ulteriormente, che il Comune aveva visto giusto. Quanto abbiamo deciso per Marina Piccola segna solo il primo passo verso la ricerca di una regolamentazione che possa ridare allo Scoglio delle Sirene, alle zone balneari e all’intera costa quella immagine a cui eravamo abituati fino a qualche anno fa. Ma sosteniamo che l’unico e solo vero porto di Capri resta quello di Marina Grande. Il nostro obiettivo non è ridurre gli arrivi, ma renderli degni, decorosi e soprattutto sicuri». Soddisfazione che riecheggia anche nella dichiarazione del vicesindaco Roberto Bozzaotre che sottolinea che «la sentenza emessa consente all’amministrazione comunale di proseguire nell’opera di salvaguardia e valorizzazione di Marina Piccola e la sua baia che era diventata incomprensibilmente un vero e proprio porto». Dalla penisola rilancia Marcello Gambardella in rappresentanza delle compagnie: «La sentenza del Consiglio di Stato ha sancito l’improcedibilità del ricorso in appello. Se il Comune non consentirà l’approdo a Marina Grande dopo il 31 agosto, come scritto nel verbale, questa problematica sarà oggetto di un nuovo e specifico ricorso al Tar che dovrà esprimersi alla luce delle liberalizzazioni e cioè di includerci nelle programmazioni di trasporto turistico così come avviene per altre compagnie». (Anna Maria Boniello – Il Mattino) 

Capri. Il Consiglio di Stato ha confermato il divieto di sbarco deciso dal sindaco Gianni De Martino che il 7 maggio firmò l’ordinanza che vietava alle imbarcazioni adibite al trasporto turistico di ormeggiare allo Scoglio delle Sirene di Marina Piccola. Il provvedimento era mirato a vietare che la baia di Marina Piccola venisse affollata di natanti non adibiti a diporto ma a traffico turistico, trasformando quello specchio d’acqua in uno scalo marittimo. Iniziò così un braccio di ferro tra il comune e le coop Sant’Andrea, Sant’Antonio e Marina di Lobra, provenienti da Massa Lubrense e Amalfi, che in virtù di una vecchia ordinanza erano autorizzate all’attracco per un massimo di 90 passeggeri e tre corse al giorno. Alla pubblicazione della nuova ordinanza scattò la protesta con le imbarcazioni delle cooperative che ormeggiarono al piccolo molo occupando l’intera area. E i legali delle coop presentarono un ricorso al Tar per la sospensione della delibera. Il Tar non accolse la sospensiva e così divampò la protesta all’inizio della stagione turistica, che durò alcuni giorni e che impedì alle piccole imbarcazioni da diporto e ai tender dei megayacht di attraccare allo Scoglio delle Sirene. Una protesta che durò ben sei giorni e che finì in virtù della mediazione del comandante della Capitaneria di Porto di Capri quando il 21 giugno il comandante Dario Gerardi riuscì a mettere intorno a un tavolo le parti e individuò in una banchina del porto commerciale, in concessione allo scalo turistico, la soluzione tampone che ha consentito e consentirà fino al 31 agosto alle barche delle cooperative di effettuare il trasporto turistico. Vennero immediatamente rimosse le boe da Marina Piccola e liberato l’imbarcadero. E sin da allora il servizio trasporto ha continuato con l’approdo nel porto commerciale mentre l’iter burocratico continuava il suo percorso con il ricorso al Consiglio di Stato che ieri si è espresso con la sentenza che conferma il divieto firmato dal sindaco De Martino. Una decisione che ha trovato un riscontro positivo nelle stanze del Comune. Il sindaco: «La sentenza del Consiglio di stato conferma, ulteriormente, che il Comune aveva visto giusto. Quanto abbiamo deciso per Marina Piccola segna solo il primo passo verso la ricerca di una regolamentazione che possa ridare allo Scoglio delle Sirene, alle zone balneari e all'intera costa quella immagine a cui eravamo abituati fino a qualche anno fa. Ma sosteniamo che l'unico e solo vero porto di Capri resta quello di Marina Grande. Il nostro obiettivo non è ridurre gli arrivi, ma renderli degni, decorosi e soprattutto sicuri». Soddisfazione che riecheggia anche nella dichiarazione del vicesindaco Roberto Bozzaotre che sottolinea che «la sentenza emessa consente all’amministrazione comunale di proseguire nell’opera di salvaguardia e valorizzazione di Marina Piccola e la sua baia che era diventata incomprensibilmente un vero e proprio porto». Dalla penisola rilancia Marcello Gambardella in rappresentanza delle compagnie: «La sentenza del Consiglio di Stato ha sancito l’improcedibilità del ricorso in appello. Se il Comune non consentirà l’approdo a Marina Grande dopo il 31 agosto, come scritto nel verbale, questa problematica sarà oggetto di un nuovo e specifico ricorso al Tar che dovrà esprimersi alla luce delle liberalizzazioni e cioè di includerci nelle programmazioni di trasporto turistico così come avviene per altre compagnie». (Anna Maria Boniello – Il Mattino)