Cava de Tirreni , botti vietati rappresaglia di don Gigino

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 Il sindaco Servalli vieta i fuochi e fra’ Luigi Petrone si scatena. Infiamma la polemica tra l’amministrazione e il rettore del Santuario francescano di San Francesco e Sant’Antonio. Una questione nata in sordina sul finire della scorsa settimana e che ha diviso l’opinione pubblica, tra dichiarazioni via social network e annunci in chiesa. Servalli avrebbe richiesto una limitazione degli spettacoli pirotecnici, ma padre Luigi non pare sia disposto a scendere a patti. Risultato: per penalizzare l’amministrazione, chiusa la mensa per i poveri e limitazione dell’accesso al parcheggio del santuario ai soli bus turistici. La controversia è scattata alla luce della mancata autorizzazione che fra’ Gigino avrebbe ricevuto dal primo cittadino in merito ai diversi spettacoli di fuochi d’artificio programmati in occasione dei festeggiamenti per il Ferragosto al Santuario, in calendario dal 13 al 15 agosto prossimi. Il rettore del convento francescano, dopo un breve sfogo sulla sua pagina Facebook, si è assicurato che la questione non passasse inosservata e nella giornata di domenica, nel corso dell’omelia, ha puntato il dito – senza mezzi termini – contro l’amministrazione. «Il sindaco e gli amministratori non saranno più i benvenuti nelle loro vesti di autorità civili – aveva tuonato padre Luigi dal pulpito, sia davanti alla folta folla di fedeli della messa mattutina che di quella serale -. Certo potranno partecipare alle messe e alle celebrazioni come normali cittadini e fedeli, ma non alle processioni o alla vita del santuario in qualità di rappresentanti del Comune». Nella giornata di ieri padre Luigi è poi tornato sulla questione annunciando una serie di provvedimenti. «Abbiamo chiuso la mensa dei poveri – ha aggiunto fra’ Gigino – sarà compito dell’amministrazione occuparsi dei meno abbienti. Inoltre, dal primo settembre, limiteremo gli accessi al parcheggio adiacente all’ospedale, diventerà a uso esclusivo degli autobus turistici dei fedeli che verranno in visita al Santuario. Dove andranno a parcheggiare i malati e le loro famiglie? Sarà anche questo compito dell’amministrazione. Le manifestazioni religiose che abbiamo organizzato hanno ripopolato una città deserta, hanno fruttato ai commercianti che hanno registrato significativi aumenti di guadagno durante gli eventi. E il Santuario ha contribuito a far girare l’economia cittadina. Vorrà dire che d’ora in poi i nostri acquisti saranno fatti fuori città». Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino. Con toni pacati e fermi, Servalli ha precisato i motivi della decisione presa nei confronti del Santuario: non un divieto categorico ai fuochi, ma una limitazione alla sola giornata di Ferragosto. «Non è da me commentare questo tipo di atteggiamenti, sono rappresaglie nei confronti della città – ha risposto Servalli – Ma ho i miei buoni motivi per aver prescritto una limitazione dei fuochi. Sparare quattro volte al giorno, per tre giorni, è davvero eccessivo considerato che a due passi c’è l’ospedale, ci sono persone che vivono in condizioni di sofferenza e malattia. Una sparatoria che non si verifica in nessun altra città del mondo. Nulla contro gli spettacoli pirotecnici o contro le iniziative del Santuario. Poi resta il fatto che fra’ Luigi è sì un personaggio estemporaneo – ha concluso Servalli -, ma il sindaco di Cava sono io». Intanto la polemica ha accentuato la spaccatura dell’opinione pubblica da anni divisa tra sostenitori delle iniziative di padre Luigi e coloro che contestano il frate. Giuseppe Ferrara , La Città di Salerno 

 Il sindaco Servalli vieta i fuochi e fra’ Luigi Petrone si scatena. Infiamma la polemica tra l’amministrazione e il rettore del Santuario francescano di San Francesco e Sant’Antonio. Una questione nata in sordina sul finire della scorsa settimana e che ha diviso l’opinione pubblica, tra dichiarazioni via social network e annunci in chiesa. Servalli avrebbe richiesto una limitazione degli spettacoli pirotecnici, ma padre Luigi non pare sia disposto a scendere a patti. Risultato: per penalizzare l’amministrazione, chiusa la mensa per i poveri e limitazione dell’accesso al parcheggio del santuario ai soli bus turistici. La controversia è scattata alla luce della mancata autorizzazione che fra’ Gigino avrebbe ricevuto dal primo cittadino in merito ai diversi spettacoli di fuochi d’artificio programmati in occasione dei festeggiamenti per il Ferragosto al Santuario, in calendario dal 13 al 15 agosto prossimi. Il rettore del convento francescano, dopo un breve sfogo sulla sua pagina Facebook, si è assicurato che la questione non passasse inosservata e nella giornata di domenica, nel corso dell’omelia, ha puntato il dito – senza mezzi termini – contro l’amministrazione. «Il sindaco e gli amministratori non saranno più i benvenuti nelle loro vesti di autorità civili – aveva tuonato padre Luigi dal pulpito, sia davanti alla folta folla di fedeli della messa mattutina che di quella serale -. Certo potranno partecipare alle messe e alle celebrazioni come normali cittadini e fedeli, ma non alle processioni o alla vita del santuario in qualità di rappresentanti del Comune». Nella giornata di ieri padre Luigi è poi tornato sulla questione annunciando una serie di provvedimenti. «Abbiamo chiuso la mensa dei poveri – ha aggiunto fra’ Gigino – sarà compito dell’amministrazione occuparsi dei meno abbienti. Inoltre, dal primo settembre, limiteremo gli accessi al parcheggio adiacente all’ospedale, diventerà a uso esclusivo degli autobus turistici dei fedeli che verranno in visita al Santuario. Dove andranno a parcheggiare i malati e le loro famiglie? Sarà anche questo compito dell’amministrazione. Le manifestazioni religiose che abbiamo organizzato hanno ripopolato una città deserta, hanno fruttato ai commercianti che hanno registrato significativi aumenti di guadagno durante gli eventi. E il Santuario ha contribuito a far girare l’economia cittadina. Vorrà dire che d’ora in poi i nostri acquisti saranno fatti fuori città». Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino. Con toni pacati e fermi, Servalli ha precisato i motivi della decisione presa nei confronti del Santuario: non un divieto categorico ai fuochi, ma una limitazione alla sola giornata di Ferragosto. «Non è da me commentare questo tipo di atteggiamenti, sono rappresaglie nei confronti della città – ha risposto Servalli – Ma ho i miei buoni motivi per aver prescritto una limitazione dei fuochi. Sparare quattro volte al giorno, per tre giorni, è davvero eccessivo considerato che a due passi c’è l’ospedale, ci sono persone che vivono in condizioni di sofferenza e malattia. Una sparatoria che non si verifica in nessun altra città del mondo. Nulla contro gli spettacoli pirotecnici o contro le iniziative del Santuario. Poi resta il fatto che fra’ Luigi è sì un personaggio estemporaneo – ha concluso Servalli -, ma il sindaco di Cava sono io». Intanto la polemica ha accentuato la spaccatura dell’opinione pubblica da anni divisa tra sostenitori delle iniziative di padre Luigi e coloro che contestano il frate. Giuseppe Ferrara , La Città di Salerno 

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