Discovering Positano. La Rivoluzione … Positanese. VIDEO

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Oggi 27 luglio, Discovering parla della decadenza del Ducato di Amalfi e delle fortune di Positano.
Verso l’anno 1000 alcuni cavalieri Normanni furono chiamati nel Sud Italia dalle varie potenze dell’epoca, per fronteggiare gli attacchi Saraceni. In cambio i signori locali (intendiamo i Longobardi di Salerno e delle zone interne, non i Bizantini napoletani ed amalfitani) dettero loro delle terre da coltivare: la situazione, però, si ritorse contro di loro, perché questi cavalieri dichiararono guerra proprio ai loro padroni. Man mano quello che era uno sparuto gruppo di cavalieri si divisero in due casati molto influenti: i Drengot e gli Altavilla. Essi conquistarono nel giro di un secolo tutto il Meridione e nel 1137 decadde anche l’antico Ducato di Amalfi, che fu inglobato nel Regno di Sicilia del re Ruggieri II (del casato degli Altavilla, che prevalse alla fine sui Drengot). In quel periodo Amalfi fu spogliata anche delle sue ricchezze a causa di due saccheggi pisani.
In questo contesto di avvenimenti, iniziarono le prime rivalità fra Amalfitani e Positanesi sul possesso dei mari e dei commerci, di cui abbiamo già parlato. La marineria mercantile positanese in due secoli si ingrandì sempre più (parliamo prima del maremoto del 1343) ed importanti scoperte nautiche permisero alle imbarcazioni di essere all’avanguardia. L’importanza ormai raggiunta dalla marineria positanese fu tale che la popolazione, volendosi rendere indipendente sia dai monaci benedettini che da Amalfi, ebbe motivo di pretendere una propria bandiera distinta da quella amalfitana. Una vera e propria rivoluzione! Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l’Abbazia di San Vito pretendeva da ogni abitante non solo il pagamento di tasse e gabelle, ma anche almeno la metà dei prodotti del territorio che coltivava ed almeno la metà del pescato. Comunque l’autorizzazione di innalzare sulle navi positanesi una nuova bandiera che era, come sembra, con l’insegna della bussola di Flavio Gioia fu negata dal re Roberto d’Angiò, che non riconosceva i Positanesi né indipendenti da Amalfi, né dai monaci.
I Positanesi allora, considerando inopportuno inimicarsi ancora Amalfi sul commercio nel Mediterraneo, “preferirono” ribellarsi all’Abbazia, distruggendo dei beni monasteriali e ferendo dei monaci. Il re inviò una lettera all’Abbazia, secondo cui i monaci dovevano punire senza misericordia tutti coloro che osavano ribellarsi. I Positanesi, allora, di tutta risposta, inviarono una lettera al sovrano, affinché controllasse se tra gli antichi documenti dell’Abbazia esistesse realmente il preteso privilegio di vassallaggio. Non sappiamo come andò a finire, ma, fatto sta che alla morte del re, avvenuta proprio nel 1343, incominciò la vera storia civile di Positano, libera dal vassallaggio imposto dai monaci.
Il video “I Normanni” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today on July 27, Discovering talks about the decadence of the Duchy of Amalfi and Positano’s fortunes.
About the year 1000, some Norman knights were called in southern Italy by the various powers of the time, to counter Saracen attacks. In return the local overlords (we mean the Lombards of Salerno and of inland areas, not the Byzantine of Naples and Amalfi) gave them some lands to cultivate: the situation, however, backfired against them, because these Knights declared war to their masters. As what was a small group of knights split into two very influential families: the Drengot and the Hauteville. They captured within a century all the South of Italy and in 1137 also declined the ancient Duchy of Amalfi, which was incorporated in the Kingdom of Sicily of King Ruggieri II (he was of the House of Hauteville, who prevailed on Drengot). During this period Amalfi was spoiled of its riches due to two lootings of Pisa. In this context of events, began the first rivalries between Amalfi and Positano about the ownership of seas businesses, of which we have already spoken. The Merchant Navy of Positano in two centuries grew more and more (we speak before the tidal wave of 1343) and important nautical discoveries allowed vessels to be on the cutting edge. The importance attained by Positano Navy was such that the population, wanting to make independent from Benedictine monks and from Amalfi, had reason to expect a flag separate from that Amalfitan. A real Revolution! We must not forget that the Abbey of San Vito claimed by each inhabitant, not only the payment of taxes and customs, but also at least the half of the land products that cultivated and at least the half of the fishes. However the permission to raise on the ships of Positano a new flag that was, as it seems, with the sign of Flavio Gioia’s compass was denied by King Robert of Anjou, who did not recognize the independence of Positano from Amalfi and monks. The Positanesi then, considering inappropriate antagonize even Amalfi on trade in the Mediterranean, “preferred” rebel to the Abbey, destroying some monastery properties and injuring extensively some monks. The King sent a letter to the Abbey, where the monks had to punish without mercy all who dare to rebel. The Positanesi, then, in response, sent a letter to the King, to control whether among the ancient documents of the Abbey really exsisted the alleged privilege of vassalage. We don’t know how the story finished, but, the fact is that at the death of the King in 1343, began the true civil story of Positano, free from vassalage set by monks.
Video “I Normanni” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi 27 luglio, Discovering parla della decadenza del Ducato di Amalfi e delle fortune di Positano.
Verso l’anno 1000 alcuni cavalieri Normanni furono chiamati nel Sud Italia dalle varie potenze dell’epoca, per fronteggiare gli attacchi Saraceni. In cambio i signori locali (intendiamo i Longobardi di Salerno e delle zone interne, non i Bizantini napoletani ed amalfitani) dettero loro delle terre da coltivare: la situazione, però, si ritorse contro di loro, perché questi cavalieri dichiararono guerra proprio ai loro padroni. Man mano quello che era uno sparuto gruppo di cavalieri si divisero in due casati molto influenti: i Drengot e gli Altavilla. Essi conquistarono nel giro di un secolo tutto il Meridione e nel 1137 decadde anche l’antico Ducato di Amalfi, che fu inglobato nel Regno di Sicilia del re Ruggieri II (del casato degli Altavilla, che prevalse alla fine sui Drengot). In quel periodo Amalfi fu spogliata anche delle sue ricchezze a causa di due saccheggi pisani.
In questo contesto di avvenimenti, iniziarono le prime rivalità fra Amalfitani e Positanesi sul possesso dei mari e dei commerci, di cui abbiamo già parlato. La marineria mercantile positanese in due secoli si ingrandì sempre più (parliamo prima del maremoto del 1343) ed importanti scoperte nautiche permisero alle imbarcazioni di essere all’avanguardia. L’importanza ormai raggiunta dalla marineria positanese fu tale che la popolazione, volendosi rendere indipendente sia dai monaci benedettini che da Amalfi, ebbe motivo di pretendere una propria bandiera distinta da quella amalfitana. Una vera e propria rivoluzione! Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l’Abbazia di San Vito pretendeva da ogni abitante non solo il pagamento di tasse e gabelle, ma anche almeno la metà dei prodotti del territorio che coltivava ed almeno la metà del pescato. Comunque l’autorizzazione di innalzare sulle navi positanesi una nuova bandiera che era, come sembra, con l’insegna della bussola di Flavio Gioia fu negata dal re Roberto d’Angiò, che non riconosceva i Positanesi né indipendenti da Amalfi, né dai monaci.
I Positanesi allora, considerando inopportuno inimicarsi ancora Amalfi sul commercio nel Mediterraneo, “preferirono” ribellarsi all’Abbazia, distruggendo dei beni monasteriali e ferendo dei monaci. Il re inviò una lettera all’Abbazia, secondo cui i monaci dovevano punire senza misericordia tutti coloro che osavano ribellarsi. I Positanesi, allora, di tutta risposta, inviarono una lettera al sovrano, affinché controllasse se tra gli antichi documenti dell’Abbazia esistesse realmente il preteso privilegio di vassallaggio. Non sappiamo come andò a finire, ma, fatto sta che alla morte del re, avvenuta proprio nel 1343, incominciò la vera storia civile di Positano, libera dal vassallaggio imposto dai monaci.
Il video “I Normanni” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today on July 27, Discovering talks about the decadence of the Duchy of Amalfi and Positano’s fortunes.
About the year 1000, some Norman knights were called in southern Italy by the various powers of the time, to counter Saracen attacks. In return the local overlords (we mean the Lombards of Salerno and of inland areas, not the Byzantine of Naples and Amalfi) gave them some lands to cultivate: the situation, however, backfired against them, because these Knights declared war to their masters. As what was a small group of knights split into two very influential families: the Drengot and the Hauteville. They captured within a century all the South of Italy and in 1137 also declined the ancient Duchy of Amalfi, which was incorporated in the Kingdom of Sicily of King Ruggieri II (he was of the House of Hauteville, who prevailed on Drengot). During this period Amalfi was spoiled of its riches due to two lootings of Pisa. In this context of events, began the first rivalries between Amalfi and Positano about the ownership of seas businesses, of which we have already spoken. The Merchant Navy of Positano in two centuries grew more and more (we speak before the tidal wave of 1343) and important nautical discoveries allowed vessels to be on the cutting edge. The importance attained by Positano Navy was such that the population, wanting to make independent from Benedictine monks and from Amalfi, had reason to expect a flag separate from that Amalfitan. A real Revolution! We must not forget that the Abbey of San Vito claimed by each inhabitant, not only the payment of taxes and customs, but also at least the half of the land products that cultivated and at least the half of the fishes. However the permission to raise on the ships of Positano a new flag that was, as it seems, with the sign of Flavio Gioia’s compass was denied by King Robert of Anjou, who did not recognize the independence of Positano from Amalfi and monks. The Positanesi then, considering inappropriate antagonize even Amalfi on trade in the Mediterranean, “preferred” rebel to the Abbey, destroying some monastery properties and injuring extensively some monks. The King sent a letter to the Abbey, where the monks had to punish without mercy all who dare to rebel. The Positanesi, then, in response, sent a letter to the King, to control whether among the ancient documents of the Abbey really exsisted the alleged privilege of vassalage. We don’t know how the story finished, but, the fact is that at the death of the King in 1343, began the true civil story of Positano, free from vassalage set by monks.
Video “I Normanni” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.