Protesta ad Atrani. Il CODACONS diffida il Comune su TARSU e Acqua

0

Gli Atranesi si sono organizzati in Comitato pubblico per la difesa dei loro diritti.

Una riunione di qualche settimana fa ha suggellato la collaborazione di mutuo soccorso tra un nutrito gruppo di cittadini.

Si prospetta battaglia nei confronti del Comune.

Sui rifiuti è sotto bersaglio la delibera n.36 del 13 maggio 2009 con la quale si rincarano del 100%  le tariffe del 2008, confermate anche per l’anno 2010. A tale aumento non corrisponde però  l’erogazione di un idoneo servizio. Difatti ad Atrani la raccolta la fanno gli stessi cittadini che ogni giorno per 365 giorni l’anno, tra le ore 06 e le 11/ 08.00-10.00 e 18-20 nei mesi estivi, sono costretti a conferire in proprio gli appositi sacchettini di differenziata presso un unico centro di raccolta, denominato impropriamente isola ecologica (tra l’altro non funzionante). Tutti indistintamente, giovani, anziani, bambini e badanti, in processione quotidiana verso il centro unico di raccolta che accoglie in bella mostra ogni rifiuto nei giorni prestabiliti, tra i miasmi che si spargono nell’ambiente, all’ingresso del paese..

Due sono i punti su cui s’incentra l’opposizione: la mancanza del servizio di raccolta, da una parte, e una sperequazione nell’applicazione delle tariffe, dall’altra, con raddoppio per tutte le categorie di utenti mentre per una di esse resta invariata (ctg. N. III Alberghi, locande e simili). Non  sussistendo il servizio presso la propria dimora o esercizio economico, la legge prevede che si  debba pagare invece non oltre il 40% (con un risparmio del 60% sulla TARSU); sul secondo punto, si chiede parità di trattamento tra tutti con l’applicazione del raddoppio anche per la ctg. III e distribuzione dell’eccedenza a favore degli altri utenti. Inoltre il Comune non applica alcuna riduzione per le seguenti categorie che possono essere ammesse ai sensi di legge ed, in casi estremi, anche esentate, nell’ordine: 1- per condizioni di disagio economico-sociale comprovate; 2- per i single; 3- per coloro che utilizzano limitatamente l’immobile, non oltre 6mesi l’anno.

L’altra questione riguarda l’applicazione del canone depurativo, maturato del 10% d’IVA, sul servizio di acquedotto allorquando gli impianti non sono idonei a svolgere le funzioni di depurazione. Una sentenza della Corte Costituzionale prevede nel caso che  non sia dovuto il pagamento in presenza di tali disfunzioni.

Non ultima la questione relativa al funzionamento degli impianti della c.d. isola ecologica, interamente automatizzata da un computer e a scomparsa sottoterra: sono stati spesi circa 300mila euro di finanziamenti europei (fondi por regionali) invano. Dopo pochi mesi dall’inaugurazione (aprile 2009), l’impianto è stato danneggiato irrimediabilmente per manomissione alle macchine.  Di chi è la responsabilità dello spreco di pubblico denaro? E perché mai si mantiene un deposito di stoccaggio a cielo aperto, collaterale all’i.e. in danno all’ambiente e alla salute pubblica?

Su tutto questo i cittadini si sono rivolti ad un’Organizzazione nazionale dei consumatori, in difesa dei loro diritti, il CODACONS.

Il Comune di Atrani è stato diffidato dal Codacons, su spinta dei cittadini, dal perseguire un tale comportamento in violazione di legge.

Il Comitato promotore e il Codacons Salerno si sono dati appuntamento in settimana ad Atrani per un pubblico incontro con la cittadinanza. Sarà illustrata l’iniziativa in difesa dei cittadini e dibattuta l’intera questione con una proposta per un nuovo Piano di raccolta della differenziata, con l’auspicio che il Comune si possa ravvedere in tempo, allontanandosi da un atteggiamento di chiusura e improduttivo di soluzioni.

 

 

Comitato popolare

 di mutuo soccorso