Primo allenamento per Allan: «Napoli, sono arrivato per la Champions. Sogno le grandi sfide europee»

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Ha scelto il Napoli perché ha un sogno: «Giocare in Champions League e questa è la squadra giusta per poterlo realizzare». Allan Marques Loureiro ha fatto un solo allenamento con Sarri e ha idee già chiare sul presente e sul futuro della squadra che lo ha scelto per rafforzare il centrocampo con il suo dinamismo e la sua tecnica, la sua forza fisica e il suo tiro. Nel giardino dell’Hotel Rosatti di Dimaro, ventiquattr’ore dopo la cerimonia con il presidente De Laurentiis per la firma del contratto, diffonde i sorrisi dell’uomo semplice che vive la prima grande chance della sua vita. Arrivato in ritiro, ha visto subito il Napoli in campo nella prima partita della stagione con i dilettanti dell’Anaune: impressioni? «Buona amichevole, si fatica tanto in questo periodo, la squadra è al lavoro per trovare il giusto equilibrio tra la fase difensiva e la fase offensiva: ho notato che su questo è puntata in particolare l’attenzione del tecnico». Lei è rimasto in panchina ad osservare, confrontandosi spesso con Reina. «Sono stato felice che un grande uomo e un grande campione come lui mi abbia parlato a cuore aperto appena ho messo piede in questo gruppo. Mi ha detto che posso contare su di lui in qualsiasi momento: è un incoraggiamento per un nuovo arrivato». E De Laurentiis cosa le ha detto? «Il presidente mi ha dato una carica impressionante». Suggerimenti? «Stai tranquillo e pensa a giocare a calcio». E Sarri? «Mi ha caricato anche lui, ha voluto sapere come stavo: sono pronto per aiutare la squadra». A quale obiettivo punta? Mesi fa, quando cominciarono a circolare i nomi di grandi club, lei disse che sognava di giocare in Champions League. «Sì, è il mio sogno e ho la possibilità di giocare in una squadra che negli ultimi anni si è sempre classificata nelle primissime posizioni. Un grande club, dunque». Ce n’erano altri, perché ha scelto questo lasciando l’Udinese? «Perché il Napoli ha una grande storia, ha avuto e ha grandi calciatori. E può contare su un pubblico straordinario: sono stato al San Paolo da avversario, trasmette emozioni davvero forti». C’è affinità tra il Napoli e i brasiliani, la maglia azzurra è stata indossata da grandi calciatori del suo Paese. «Conosco le storie di Alemao e Careca, so cosa hanno vinto con la squadra tanti anni fa. Farò di tutto per ripercorrere questa strada». Tre anni a Udine e ora Napoli: preoccupazioni per il salto dalla provincia alla metropoli? «No, nessuna preoccupazione. Invece c’è grande entusiasmo perché sono sicuro che sarà un’esperienza professionale e umana importante». Ci sono tre brasiliani in azzurro, almeno per ora. «Conosco Gabriel, il portiere, siamo stati compagni nel Brasile under 20. Rafael e Jorginho li ho visti da avversari». A proposito della nazionale, quattro anni fa ha vinto il Mondiale under 20 ma poi non è stato convocato nella Seleçao anche se era tra i migliori centrocampisti della serie A. Come mai? «Forse il discorso sarebbe lungo, diciamo che sono state fatte altre scelte. Ma il Napoli è una grande opportunità anche in questo senso». Cioè? «È un club che ha calciatori prestigiosi ed è da sempre sulla ribalta internazionale. Ecco, credo che attraverso buone prestazioni con la nuova squadra potrei richiamare l’attenzione della Seleçao. Ma il primo obiettivo è ottenere buoni risultati con il Napoli». De Laurentiis ha voluto lei per rafforzare il centrocampo: giocherà con il capitano Hamsik e Valdifiori, uno dei registi dell’Italia. «Ho cominciato a conoscerli da avversari, era molto difficile affrontarli. Sicuramente due calciatori di qualità come tutti quelli che fanno parte del Napoli». Ma ci sono squadre che sul mercato si stanno muovendo in maniera più frenetica, Inter e Milan ad esempio. «Vedo cosa stanno facendo e anche la Juve ha preso calciatori di qualità, però io di qualità ne vedo tanta nel Napoli e questo mi interessa». A proposito di Juve, una delle sue migliori partite è stata quella contro Pogba nella scorsa stagione. «E ne vorrei fare tante altre con la maglia azzurra. Prometto di dare il cento per cento. Sempre». I suoi numeri sono incredibili, dai cento palloni toccati a partita ai settanta passaggi perfetti. Ma come fa? «Lavoro, solo lavoro: è l’unico sistema che conosco per raggiungere un buon rendimento». Di lei gli allenatori dell’Udinese si sono fidati: ha giocato 104 partite in tre stagioni, praticamente sempre in campo. «Se sto bene riesco a giocare tanto, ecco perché mi applico molto negli allenamenti». Sembra superman a leggere i dati. «Ma no, non sono mica un fenomeno, piuttosto un calciatore che lavora. E che può migliorare tanto con Sarri. Un allenatore molto, molto bravo». Migliorare, ma come? «Giocando con maggiore tranquillità e concentrazione, potrei segnare più gol rispetto alle scorse stagioni: è quello che spero per me e per il Napoli». Ne ha segnati pochissimi a Udine: quattro in tre anni, fare meglio non dovrebbe essere difficile. E quanto può migliorare il Napoli rispetto allo scorso campionato, chiuso al quinto posto? «Il punto è trovare l’equilibrio in campo ed è appunto l’aspetto su cui lavora il tecnico. Dobbiamo tutti sacrificarci nell’interesse della squadra, l’obiettivo è quello: dare il cento per cento». Di Allan si conosce quanto fa in campo, poco o niente si sa della sua vita privata. «Sono sposato e ho due figli. Nel tempo libero mi dedico esclusivamente alla famiglia, che mi dà la serenità e la carica per affrontare il mio lavoro». La carica, tanta carica: è l’energia che serve per vincere. (Francesco De Luca – Il Mattino) 

Ha scelto il Napoli perché ha un sogno: «Giocare in Champions League e questa è la squadra giusta per poterlo realizzare». Allan Marques Loureiro ha fatto un solo allenamento con Sarri e ha idee già chiare sul presente e sul futuro della squadra che lo ha scelto per rafforzare il centrocampo con il suo dinamismo e la sua tecnica, la sua forza fisica e il suo tiro. Nel giardino dell’Hotel Rosatti di Dimaro, ventiquattr’ore dopo la cerimonia con il presidente De Laurentiis per la firma del contratto, diffonde i sorrisi dell’uomo semplice che vive la prima grande chance della sua vita. Arrivato in ritiro, ha visto subito il Napoli in campo nella prima partita della stagione con i dilettanti dell’Anaune: impressioni? «Buona amichevole, si fatica tanto in questo periodo, la squadra è al lavoro per trovare il giusto equilibrio tra la fase difensiva e la fase offensiva: ho notato che su questo è puntata in particolare l’attenzione del tecnico». Lei è rimasto in panchina ad osservare, confrontandosi spesso con Reina. «Sono stato felice che un grande uomo e un grande campione come lui mi abbia parlato a cuore aperto appena ho messo piede in questo gruppo. Mi ha detto che posso contare su di lui in qualsiasi momento: è un incoraggiamento per un nuovo arrivato». E De Laurentiis cosa le ha detto? «Il presidente mi ha dato una carica impressionante». Suggerimenti? «Stai tranquillo e pensa a giocare a calcio». E Sarri? «Mi ha caricato anche lui, ha voluto sapere come stavo: sono pronto per aiutare la squadra». A quale obiettivo punta? Mesi fa, quando cominciarono a circolare i nomi di grandi club, lei disse che sognava di giocare in Champions League. «Sì, è il mio sogno e ho la possibilità di giocare in una squadra che negli ultimi anni si è sempre classificata nelle primissime posizioni. Un grande club, dunque». Ce n’erano altri, perché ha scelto questo lasciando l’Udinese? «Perché il Napoli ha una grande storia, ha avuto e ha grandi calciatori. E può contare su un pubblico straordinario: sono stato al San Paolo da avversario, trasmette emozioni davvero forti». C’è affinità tra il Napoli e i brasiliani, la maglia azzurra è stata indossata da grandi calciatori del suo Paese. «Conosco le storie di Alemao e Careca, so cosa hanno vinto con la squadra tanti anni fa. Farò di tutto per ripercorrere questa strada». Tre anni a Udine e ora Napoli: preoccupazioni per il salto dalla provincia alla metropoli? «No, nessuna preoccupazione. Invece c’è grande entusiasmo perché sono sicuro che sarà un’esperienza professionale e umana importante». Ci sono tre brasiliani in azzurro, almeno per ora. «Conosco Gabriel, il portiere, siamo stati compagni nel Brasile under 20. Rafael e Jorginho li ho visti da avversari». A proposito della nazionale, quattro anni fa ha vinto il Mondiale under 20 ma poi non è stato convocato nella Seleçao anche se era tra i migliori centrocampisti della serie A. Come mai? «Forse il discorso sarebbe lungo, diciamo che sono state fatte altre scelte. Ma il Napoli è una grande opportunità anche in questo senso». Cioè? «È un club che ha calciatori prestigiosi ed è da sempre sulla ribalta internazionale. Ecco, credo che attraverso buone prestazioni con la nuova squadra potrei richiamare l’attenzione della Seleçao. Ma il primo obiettivo è ottenere buoni risultati con il Napoli». De Laurentiis ha voluto lei per rafforzare il centrocampo: giocherà con il capitano Hamsik e Valdifiori, uno dei registi dell’Italia. «Ho cominciato a conoscerli da avversari, era molto difficile affrontarli. Sicuramente due calciatori di qualità come tutti quelli che fanno parte del Napoli». Ma ci sono squadre che sul mercato si stanno muovendo in maniera più frenetica, Inter e Milan ad esempio. «Vedo cosa stanno facendo e anche la Juve ha preso calciatori di qualità, però io di qualità ne vedo tanta nel Napoli e questo mi interessa». A proposito di Juve, una delle sue migliori partite è stata quella contro Pogba nella scorsa stagione. «E ne vorrei fare tante altre con la maglia azzurra. Prometto di dare il cento per cento. Sempre». I suoi numeri sono incredibili, dai cento palloni toccati a partita ai settanta passaggi perfetti. Ma come fa? «Lavoro, solo lavoro: è l’unico sistema che conosco per raggiungere un buon rendimento». Di lei gli allenatori dell’Udinese si sono fidati: ha giocato 104 partite in tre stagioni, praticamente sempre in campo. «Se sto bene riesco a giocare tanto, ecco perché mi applico molto negli allenamenti». Sembra superman a leggere i dati. «Ma no, non sono mica un fenomeno, piuttosto un calciatore che lavora. E che può migliorare tanto con Sarri. Un allenatore molto, molto bravo». Migliorare, ma come? «Giocando con maggiore tranquillità e concentrazione, potrei segnare più gol rispetto alle scorse stagioni: è quello che spero per me e per il Napoli». Ne ha segnati pochissimi a Udine: quattro in tre anni, fare meglio non dovrebbe essere difficile. E quanto può migliorare il Napoli rispetto allo scorso campionato, chiuso al quinto posto? «Il punto è trovare l’equilibrio in campo ed è appunto l’aspetto su cui lavora il tecnico. Dobbiamo tutti sacrificarci nell’interesse della squadra, l’obiettivo è quello: dare il cento per cento». Di Allan si conosce quanto fa in campo, poco o niente si sa della sua vita privata. «Sono sposato e ho due figli. Nel tempo libero mi dedico esclusivamente alla famiglia, che mi dà la serenità e la carica per affrontare il mio lavoro». La carica, tanta carica: è l’energia che serve per vincere. (Francesco De Luca – Il Mattino)