Il Napoli di Sarri, pragmatico e senza miracoli

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La curiosita’di vedere giocare il Napoli di Sarri è  molta attesa. Ma quale è l’importanza dell’allenatore per ciò he riguardai risultati della sua squadra? L’importanza sarebbe alta se l’allenatore avesse la possibilità di costruire la squadra secondo la sua idea di gioco e,quindi,se avesse la possibilità di scegliere i giocatori da acquistare. Non è questo il caso del Napoli.La campagna acquisti del Napoli è stata ed è troppo condizionata dalle esigenze della proprietà.

Miki De Lucia per Positanonews

E dalle disponibilità economiche. E questa non è una critica,perché sono il primo ad essere contrario ad uno scriteriato indebitamento e agli ingaggi spropositati di cui si sente in giro, così come non vedo la ragione per la quale chi gestisce una squadra di calcio ci debba rimettere di tasca propria. Di più. Le regole in vigore sembrano fatte apposta per penalizzare le società che vogliono e possono investire; e ciò spesso a beneficio di famelici cosiddetti procuratori. In questa situazione, l’allenatore si deve adattare e la sua abilità sarà quella di ottenere il massimo possibile dai giocatori che la società gli mette a disposizione. Ma il suo apporto sarà inevitabilmente meno decisivo. Prepariamoci, pertanto, ad abbandonare l’idea che Sarri possa ottenere risultati miracolosi. Seguiamolo con fiducia senza pretendere che sia capace di fare ciò che negli anni passat e in  un contesto senz’altro più favorevole (per la crisi delle squadre milanesi) non è stato fatto. Il Napoli è una buona squadra. Non è una grande squadra.È piena di buoni  giocatori, quali si possono avere sulla base degli ingaggi che si è disposti a pagare e della rinuncia ai diritti di immagine (sulla quale ho non poche riserve). Ha (oggi) un buon portiere e un attaccante, Higuain, assai bravo, ma privo della dote decisiva del top player nel ruolo, ossia la freddezza. Il reparto migliore è, comunque, l’attacco,dove ci sono numerosi giocatori sopra la media. Il centrocampo andava ricostruito. Abbiamo avuto negli anni passati centrocampisti che prima di passare la palla avevano bisogno di girarsi e di guardarsi intorno, dando tempo agli avversari di organizzarsi. Non so se i nuovi acquisti siano capaci di dare maggiore velocità e profondità alla manovra.Ho qualche dubbio e mi piacerebbe di essere smentito. La nota dolente resta la difesa. Dopo il disastro delle ultime due stagioni,sarebbe stato necessario un cambiamento radicale. Albiol, dotato di buona tecnica, è, però, lento e manca del senso dell’anticipo (la doteche,unita alla straordinaria elevazione, aveva fatto grande Fabio Cannavaro). Astori  oggi si prepara a raggiungere il ritiro del Napoli a Dimaro: quasi risolto il problema legato all’aspetto commerciale per il difensore della Nazionale Non posso non rimanere perplesso. Già quando giocava nel Cagliari non mi era sembrato un gran difensore. Passato in una grande squadra, ha dimostrato i suoi limiti e la Roma lo ha prontamente restituito al mittente.Non è un giovanissimo e non credo che abbia margini di miglioramento. E non ha senso ingaggiare  un giocatore che non èin grado di assicurare un deciso innalzamento del tasso di qualità del reparto. Per ciò che riguarda gli altri difensori,con le cifre che si è disposti ad investire, è difficile che si possano acquisire giocatori decisamente migliori di quelli che già sono in squadra. Ei nomi che corrono in giro non mi entusiasmano. Insomma, Sarri ha molto da lavorare. Potrà di sicuro migliorare la fase difensiva che nelle passate stagioni è apparsa balorda anche per l’ostinazione con cui  si ècontinuato ad adottare un modulo che non era il più adatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Lavorerà con sano pragmatismo per migliorare l’organizzazione complessiva. È auspicabile che non sia affetto dalla sindrome di Zeman, che colpisce gli allenatori di squadre senza grosse ambizioni abituati ad avere a disposizione giocatori disposti al sacrificio pur di emergere, allor quando passano ad allenare squadre di molte pretese.Ma ciò dipenderà soprattutto dai giocatori e dalla sua capacità di renderli partecipi delle sue idee.Ci  sarà maggiore equilibrio. Forse vedremo una squadra più provinciale. Sarà una squadra cheb non butterà via tanti punti quanti ne ha pers i nella passata stagione contro squadre di minore caratura. È probabile che ci divertiremo di meno, ma è sicuro che, da tifosi, soffriremo di meno. Accreditiamo Sarri di un quarto posto nella classifica finale.Se ci sarà qualche cosa di più, gioiremo. Se ci sarà qualcosa di meno, non dovremo prendercela.

fonte:ilmattino

La curiosita’di vedere giocare il Napoli di Sarri è  molta attesa. Ma quale è l'importanza dell'allenatore per ciò he riguardai risultati della sua squadra? L'importanza sarebbe alta se l'allenatore avesse la possibilità di costruire la squadra secondo la sua idea di gioco e,quindi,se avesse la possibilità di scegliere i giocatori da acquistare. Non è questo il caso del Napoli.La campagna acquisti del Napoli è stata ed è troppo condizionata dalle esigenze della proprietà.

Miki De Lucia per Positanonews

E dalle disponibilità economiche. E questa non è una critica,perché sono il primo ad essere contrario ad uno scriteriato indebitamento e agli ingaggi spropositati di cui si sente in giro, così come non vedo la ragione per la quale chi gestisce una squadra di calcio ci debba rimettere di tasca propria. Di più. Le regole in vigore sembrano fatte apposta per penalizzare le società che vogliono e possono investire; e ciò spesso a beneficio di famelici cosiddetti procuratori. In questa situazione, l'allenatore si deve adattare e la sua abilità sarà quella di ottenere il massimo possibile dai giocatori che la società gli mette a disposizione. Ma il suo apporto sarà inevitabilmente meno decisivo. Prepariamoci, pertanto, ad abbandonare l'idea che Sarri possa ottenere risultati miracolosi. Seguiamolo con fiducia senza pretendere che sia capace di fare ciò che negli anni passat e in  un contesto senz'altro più favorevole (per la crisi delle squadre milanesi) non è stato fatto. Il Napoli è una buona squadra. Non è una grande squadra.È piena di buoni  giocatori, quali si possono avere sulla base degli ingaggi che si è disposti a pagare e della rinuncia ai diritti di immagine (sulla quale ho non poche riserve). Ha (oggi) un buon portiere e un attaccante, Higuain, assai bravo, ma privo della dote decisiva del top player nel ruolo, ossia la freddezza. Il reparto migliore è, comunque, l'attacco,dove ci sono numerosi giocatori sopra la media. Il centrocampo andava ricostruito. Abbiamo avuto negli anni passati centrocampisti che prima di passare la palla avevano bisogno di girarsi e di guardarsi intorno, dando tempo agli avversari di organizzarsi. Non so se i nuovi acquisti siano capaci di dare maggiore velocità e profondità alla manovra.Ho qualche dubbio e mi piacerebbe di essere smentito. La nota dolente resta la difesa. Dopo il disastro delle ultime due stagioni,sarebbe stato necessario un cambiamento radicale. Albiol, dotato di buona tecnica, è, però, lento e manca del senso dell'anticipo (la doteche,unita alla straordinaria elevazione, aveva fatto grande Fabio Cannavaro). Astori  oggi si prepara a raggiungere il ritiro del Napoli a Dimaro: quasi risolto il problema legato all’aspetto commerciale per il difensore della Nazionale Non posso non rimanere perplesso. Già quando giocava nel Cagliari non mi era sembrato un gran difensore. Passato in una grande squadra, ha dimostrato i suoi limiti e la Roma lo ha prontamente restituito al mittente.Non è un giovanissimo e non credo che abbia margini di miglioramento. E non ha senso ingaggiare  un giocatore che non èin grado di assicurare un deciso innalzamento del tasso di qualità del reparto. Per ciò che riguarda gli altri difensori,con le cifre che si è disposti ad investire, è difficile che si possano acquisire giocatori decisamente migliori di quelli che già sono in squadra. Ei nomi che corrono in giro non mi entusiasmano. Insomma, Sarri ha molto da lavorare. Potrà di sicuro migliorare la fase difensiva che nelle passate stagioni è apparsa balorda anche per l'ostinazione con cui  si ècontinuato ad adottare un modulo che non era il più adatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Lavorerà con sano pragmatismo per migliorare l'organizzazione complessiva. È auspicabile che non sia affetto dalla sindrome di Zeman, che colpisce gli allenatori di squadre senza grosse ambizioni abituati ad avere a disposizione giocatori disposti al sacrificio pur di emergere, allor quando passano ad allenare squadre di molte pretese.Ma ciò dipenderà soprattutto dai giocatori e dalla sua capacità di renderli partecipi delle sue idee.Ci  sarà maggiore equilibrio. Forse vedremo una squadra più provinciale. Sarà una squadra cheb non butterà via tanti punti quanti ne ha pers i nella passata stagione contro squadre di minore caratura. È probabile che ci divertiremo di meno, ma è sicuro che, da tifosi, soffriremo di meno. Accreditiamo Sarri di un quarto posto nella classifica finale.Se ci sarà qualche cosa di più, gioiremo. Se ci sarà qualcosa di meno, non dovremo prendercela.

fonte:ilmattino