Circum, l’ultima debacle: «spariscono» 26 corse. L’Eav: mancano i treni, viaggi ridotti su tutte e tre le linee

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Il nuovo, ennesimo taglio alle corse della Circumvesuviana è arrivato con un comunicato scarno. Poche righe per spiegare che «per insufficiente dotazione di treni, i seguenti treni indicati in orario come non garantiti saranno soppressi». Segue un elenco di 26 corse, ben distribuite su tre linee, «Napoli-Ottaviano-Sarno», «Napoli-Scafati-Poggiomarino» e «Napoli-Nola-Baiano». In pratica, vengono ufficializzate le soppressioni che prima erano soltanto paventate. L’azienda si premuniva di definire i treni «non garantiti» e ne comunicava la cancellazione giorno dopo giorno, a seconda della situazione del materiale rotabile. Ora anche questo velo cade: fino a quando le cose non miglioreranno quelle corse non ci saranno più. È l’ultima resa dinanzi all’affanno della manutenzione, alla mancanza di pezzi di ricambio, alla vetustà di alcuni treni ma anche alla debacle dei nuovissimi MetroStar (soltanto dieci a disposizione su 26 in totale): un mix di problemi che non ha mai abbondonato la Circumvesuviana nonostante il piano di risanamento e l’arrivo di fondi del governo. Fino a settembre del 2011 la Circumvesuviana effettuava 520 corse al giorno, una ogni venti minuti circa. Poi sono diventate 316 e infine scese fino a 268. Con l’ultimo provvedimento bisogna sottrarne altre 26: una cura dimagrante che fa aumentare i disagi, solo in parte attenuati dalla minor presenza di pendolari dovuta all’estate. In Eav contano di risalire la china e tornare alla normalità a stretto giro: il reparto della manutenzione è stato rafforzato e in questi giorni si proverà a rimettere in sesto qualche treno. In questo momento ne circolano una cinquantina, la maggior parte dei quali piuttosto vecchi. Non arrivano ancora quelli oggetti di revamping (il restyling finanziato da fondi europei) e scarseggiano i MetroStar, due dei quali devono necessariamente essere usati per il Campania Express, il servizio per i turisti. L’impressione è che l’azienda galleggi in attesa che la politica se ne occupi. Ne sono certi i sindacati, che lanciano un appello al neo governatore Vincenzo De Luca: «Gli chiediamo di dare un segnale forte di discontinuità e di mettere al comando di quest’azienda delle persone che conoscono veramente come si gestisce una ferrovia, di ridurre il numero dei dirigenti e rendere così l’azienda veramente funzionante», dice Gennaro Conte dell’Orsa. C’è anche un altro aspetto a preoccupare: quello della violenza. Sette sono i giorni di prognosi che i medici del Loreto Mare hanno dato ad un capotreno della Circumvesuviana aggredito alla stazione di piazza Garibaldi a causa di un diverbio nato dopo la partenza in ritardo di un convoglio. Un fronte, quello delle aggressioni, che si alimenta di dati e numeri impressionanti dopo ogni fine settimana, quando si calcolano i danni ai treni vandalizzati dalle baby gang: solo domenica sono stati centinaia i bordi sensibili (cioè le guaine che attutiscono la chiusura delle porte) divelti, con il record battuto da un convoglio al quale sono state rotte 20 porte su 24 in totale. E se in Circum la situazione è sempre critica, dalle parti di Circumflegra e Cumana non si respira un’aria migliore. Anche qui, infatti, le soppressioni non mancano e il sindacato Usb denuncia che «a dare maggiore problemi sono proprio i treni revampizzati, cioè recentemente messi a nuovo». Sempre l’Usb, poi, segnala che domenica pomeriggio l’avaria ad un climatizzatore in cabina di guida di uno dei treni revampizzati è stata la causa di un malore al macchinista, intossicato dai fumi del motore del condizionatore: per lui tre giorni di prognosi. La stessa Eav con un avviso ha messo in guardia i viaggiatori della Sepsa da possibili «problemi tecnici agli impianti di condizionamento con conseguenti ritardi o soppressioni». Infine, domani sciopero dalle 9 alle 13 proclamato dalla Confail contro il piano di esuberi dell’azienda, da tempo annunciato. (Francesco Gravetti – Il Mattino)

Il nuovo, ennesimo taglio alle corse della Circumvesuviana è arrivato con un comunicato scarno. Poche righe per spiegare che «per insufficiente dotazione di treni, i seguenti treni indicati in orario come non garantiti saranno soppressi». Segue un elenco di 26 corse, ben distribuite su tre linee, «Napoli-Ottaviano-Sarno», «Napoli-Scafati-Poggiomarino» e «Napoli-Nola-Baiano». In pratica, vengono ufficializzate le soppressioni che prima erano soltanto paventate. L’azienda si premuniva di definire i treni «non garantiti» e ne comunicava la cancellazione giorno dopo giorno, a seconda della situazione del materiale rotabile. Ora anche questo velo cade: fino a quando le cose non miglioreranno quelle corse non ci saranno più. È l’ultima resa dinanzi all’affanno della manutenzione, alla mancanza di pezzi di ricambio, alla vetustà di alcuni treni ma anche alla debacle dei nuovissimi MetroStar (soltanto dieci a disposizione su 26 in totale): un mix di problemi che non ha mai abbondonato la Circumvesuviana nonostante il piano di risanamento e l’arrivo di fondi del governo. Fino a settembre del 2011 la Circumvesuviana effettuava 520 corse al giorno, una ogni venti minuti circa. Poi sono diventate 316 e infine scese fino a 268. Con l’ultimo provvedimento bisogna sottrarne altre 26: una cura dimagrante che fa aumentare i disagi, solo in parte attenuati dalla minor presenza di pendolari dovuta all’estate. In Eav contano di risalire la china e tornare alla normalità a stretto giro: il reparto della manutenzione è stato rafforzato e in questi giorni si proverà a rimettere in sesto qualche treno. In questo momento ne circolano una cinquantina, la maggior parte dei quali piuttosto vecchi. Non arrivano ancora quelli oggetti di revamping (il restyling finanziato da fondi europei) e scarseggiano i MetroStar, due dei quali devono necessariamente essere usati per il Campania Express, il servizio per i turisti. L’impressione è che l’azienda galleggi in attesa che la politica se ne occupi. Ne sono certi i sindacati, che lanciano un appello al neo governatore Vincenzo De Luca: «Gli chiediamo di dare un segnale forte di discontinuità e di mettere al comando di quest'azienda delle persone che conoscono veramente come si gestisce una ferrovia, di ridurre il numero dei dirigenti e rendere così l'azienda veramente funzionante», dice Gennaro Conte dell’Orsa. C’è anche un altro aspetto a preoccupare: quello della violenza. Sette sono i giorni di prognosi che i medici del Loreto Mare hanno dato ad un capotreno della Circumvesuviana aggredito alla stazione di piazza Garibaldi a causa di un diverbio nato dopo la partenza in ritardo di un convoglio. Un fronte, quello delle aggressioni, che si alimenta di dati e numeri impressionanti dopo ogni fine settimana, quando si calcolano i danni ai treni vandalizzati dalle baby gang: solo domenica sono stati centinaia i bordi sensibili (cioè le guaine che attutiscono la chiusura delle porte) divelti, con il record battuto da un convoglio al quale sono state rotte 20 porte su 24 in totale. E se in Circum la situazione è sempre critica, dalle parti di Circumflegra e Cumana non si respira un’aria migliore. Anche qui, infatti, le soppressioni non mancano e il sindacato Usb denuncia che «a dare maggiore problemi sono proprio i treni revampizzati, cioè recentemente messi a nuovo». Sempre l’Usb, poi, segnala che domenica pomeriggio l'avaria ad un climatizzatore in cabina di guida di uno dei treni revampizzati è stata la causa di un malore al macchinista, intossicato dai fumi del motore del condizionatore: per lui tre giorni di prognosi. La stessa Eav con un avviso ha messo in guardia i viaggiatori della Sepsa da possibili «problemi tecnici agli impianti di condizionamento con conseguenti ritardi o soppressioni». Infine, domani sciopero dalle 9 alle 13 proclamato dalla Confail contro il piano di esuberi dell’azienda, da tempo annunciato. (Francesco Gravetti – Il Mattino)