Roma. Ludovico Caiazza, presunto killer del gioielliere, trovato impiccato in cella

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Roma. Ludovico Caiazza, 32 anni, ritenuto dagli investigatyori il killer del gioielliere romano ucciso durante una rapina mercoledì scorso, è stato trovato impiccato con un lenzuolo in una cella del carcere romano di Regina Coeli nella tarda serata di ieri. Poche ore prima del funerale dell’orefice nella chiesa di San Gioacchino nel quartiere Prati. “Il suicidio del killer? Ci lascia indifferenti, ma così non c’è stata giustizia” hanno commentato, tra rabbia e dolore, gli amici della vittima.
Il 32enne, pregiudicato, era arrivato nel pomeriggio nel reparto di Grande sorveglianza del carcere di Regina Coeli. A trovarlo in fin di vita nella tarda serata di ieri gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo dei detenuti. Gli agenti hanno chiamato il servizio ambulanze del 118, ma all’arrivo del medico e degli infermieri, “sette minuti dopo” sostiene la Cisl Fns, Ludovico Caiazza era già morto.
La Procura di Roma indaga. Il procedimento, affidato al pm Sergio Colaiocco, è al momento ‘modello 45’, ossia senza indagati e ipotesi di reato. Già acquisita la relazione di servizio del direttore del carcere e del comandante degli agenti della penitenziaria. Una delega è stata affidata ai carabinieri del Ris per una serie di accertamenti tecnici da fare nella cella. E anche il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato un’indagine interna per ricostruire i fatti.
Il giovane nel pomeriggio di ieri aveva avuto un colloquio di oltre un’ora con il suo avvocato e aveva incontrato poi anche una psicologa del carcere. La specialista avrebbe riscontrato “un forte stato di agitazione” ma nulla che facesse presagire il gesto estremo. Sembra che Caiazza non si desse pace, convinto inizialmente di aver soltanto ferito a una gamba l’orafo. Ludovico Caiazza passò circa un anno a San Patrignano. Restò nella comunità di recupero per tossicodipendenti in provincia di Rimini dal 2007 al 2008 come pena alternativa al carcere. In passato era finito in manette per un traffico di cocaina. Con lui venne arrestata anche la compagna, Elisabetta Forcina, poi morta per sospetta overdose nella sua abitazione durante gli arresti domiciliari.
Domani, intanto, verrà svolta l’autopsia presso l’istituto di medicina legale della Sapienza. (Repubblica)

Roma. Ludovico Caiazza, 32 anni, ritenuto dagli investigatyori il killer del gioielliere romano ucciso durante una rapina mercoledì scorso, è stato trovato impiccato con un lenzuolo in una cella del carcere romano di Regina Coeli nella tarda serata di ieri. Poche ore prima del funerale dell'orefice nella chiesa di San Gioacchino nel quartiere Prati. "Il suicidio del killer? Ci lascia indifferenti, ma così non c'è stata giustizia" hanno commentato, tra rabbia e dolore, gli amici della vittima.
Il 32enne, pregiudicato, era arrivato nel pomeriggio nel reparto di Grande sorveglianza del carcere di Regina Coeli. A trovarlo in fin di vita nella tarda serata di ieri gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo dei detenuti. Gli agenti hanno chiamato il servizio ambulanze del 118, ma all'arrivo del medico e degli infermieri, "sette minuti dopo" sostiene la Cisl Fns, Ludovico Caiazza era già morto.
La Procura di Roma indaga. Il procedimento, affidato al pm Sergio Colaiocco, è al momento 'modello 45', ossia senza indagati e ipotesi di reato. Già acquisita la relazione di servizio del direttore del carcere e del comandante degli agenti della penitenziaria. Una delega è stata affidata ai carabinieri del Ris per una serie di accertamenti tecnici da fare nella cella. E anche il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha avviato un'indagine interna per ricostruire i fatti.
Il giovane nel pomeriggio di ieri aveva avuto un colloquio di oltre un'ora con il suo avvocato e aveva incontrato poi anche una psicologa del carcere. La specialista avrebbe riscontrato "un forte stato di agitazione" ma nulla che facesse presagire il gesto estremo. Sembra che Caiazza non si desse pace, convinto inizialmente di aver soltanto ferito a una gamba l'orafo. Ludovico Caiazza passò circa un anno a San Patrignano. Restò nella comunità di recupero per tossicodipendenti in provincia di Rimini dal 2007 al 2008 come pena alternativa al carcere. In passato era finito in manette per un traffico di cocaina. Con lui venne arrestata anche la compagna, Elisabetta Forcina, poi morta per sospetta overdose nella sua abitazione durante gli arresti domiciliari.
Domani, intanto, verrà svolta l'autopsia presso l'istituto di medicina legale della Sapienza. (Repubblica)