Mirko Valdifiori sogna ad occhi aperti: «Gavetta finalmente terminata, conquisterò Napoli»

0

La classe operaia va in Paradiso. I sacrifici di una vita ripagati in un colpo solo. Il grande sogno raggiunto a 29 anni: la firma con il Napoli, l’approdo a un top club della serie A e la consapevolezza di poter finalmente lottare per traguardi importanti. Mirko Valdifiori è l’esempio classico della tenacia, una volontà di ferro per realizzare la grande scalata nel mondo del calcio. Alla base tanta umiltà, applicazione quotidiana e una forza d’animo fortissima: la certezza prima o poi di potercela fare. E il giorno della consacrazione è arrivato, la bella favola che si realizza del ragazzo romagnolo nato a Lugo che cominciò con i ragazzi del Cesena: «Dopo tanti anni di gavetta partendo dalla serie C questa è l’occasione della mia vita…», dice. Già, una vita dedicata al calcio, a lottare e sudare nelle categorie inferiori, la svolta in un anno: il campionato di B vinto con Sarri, le ottime prestazioni nella prima stagione di A, la convocazione con l’Italia e la chiamata del Napoli. Umile e orgoglioso, semplice e diretto: il nuovo playmaker azzurro svela: «De Laurentiis mi cercava già prima che arrivasse Sarri, sono orgoglioso per questo e non vedo l’ora di indossare la maglia. Quando sono arrivato a Castelvolturno il presidente mi ha accolto a braccia aperte ed è stato il miglior modo per cominciare la nuova avventura». I segreti di Sarri. Conosce meglio di chiunque altro il calcio di Sarri, ne è l’interprete ideale per la disponibilità al sacrificio. E lo è anche dal punto di vista tattico: l’ex capitano dell’Empoli è quello che tiene unita difesa e attacco, il regista classico, un tipo di giocatore che il Napoli cercava da tempo. Rapido di testa e di gambe, svelto a leggere i movimenti dei compagni per sviluppare l’azione in tempo rapidissimo, giocando possibilmente sempre a un tocco. Il geometra del centrocampo, quello che deve tracciare linee e passanti. «Il ruolo dove posso esprimermi meglio è davanti alla difesa, dove ho sempre giocato. Io l’allenatore in campo? No, l’allenatore è Sarri e nel Napoli ci sono tanti campioni e tutti possono seguirlo. So bene cosa mi aspetta: dovrò dimostrare sempre perché il mister non regala niente a nessuno». Già, il calcio del nuovo tecnico toscano: i primi segnali in questi quattro giorni di ritiro, l’applicazione maniacale soprattutto sulla fase difensiva, l’intensità negli allenamenti e la cura dei particolari. Valdifiori ne è il testimonial perfetto. «Un calcio aggressivo: l’obiettivo è quello di pressare alti per recuperare al più presto il pallone e proporre azioni per far gol. La differenza a Empoli l’ha sempre fatta la cura dei particolari, soltanto così potevamo confrontarci con squadre molto più forti. Sta proponendo i questi giorni lo stesso tipo di calcio, nel Napoli c’è molta qualità in avanti e questo nelle grandi squadre fa la differenza». Pronto a scommettere sull’allenatore, sottolinea l’impatto positivo del tecnico con il nuovo gruppo azzurro. «Sì, lo vedo carico e molto motivato perché sta apprezzando il fatto che tutti lo stanno seguendo con la massima attenzione». L’Europa League e l’Italia. Ci ha messo tanto per raggiungere il top e sa bene che basta rilassarsi un attimo per fermarsi. Il pericolo non c’è con Valdifiori, da quando ha cominciato a inseguire il grande sogno nelle giovanili del Cesena fino al giorno del debutto in nazionale con Conte nell’amichevole contro l’Inghilterra, la sua filosofia non è cambiata: mai sedersi e un obiettivo appena successivo da fissare. La nuova grande avventura è appena cominciata: quattro anni di contratto con il Napoli e la voglia di lottare ad alti livelli e per grandi traguardi. «Sono consapevole di essere arrivato in un club prestigioso, il Napoli è l’unica squadra che negli ultimi due anni ha vinto qualcosa oltre alla Juve. Il mio obiettivo è far bene e vivere al meglio questo sogno». Equilibrato e saggio, il nuovo cervello del centrocampo svela le aspirazioni personali ma preferisce non sbilanciarsi troppo sugli obiettivi del Napoli. Pensa alla nuova stagione e al teatro comunale di Dimaro nella sua conferenza di presentazione già immagina le emozioni da vivere tutte di un fiato, lui che ha avuto sempre in mente il modello da seguire per il suo ruolo, Andrea Pirlo, e che sogna di poter ancora far parte dell’Italia, impegnata nella qualificazione per gli Europei 2016 in Francia: «Non vedo l’ora di confrontarmi con il Napoli in Europa. Voglio far bene con il Napoli, l’unico presupposto che potrebbe consentirmi di restare nel giro della nazionale azzurra». I campioni a Dimaro. I campi di C, poi gli anni di B, i grandi campioni guardati alla tv. Al grande calcio ci è arrivato tardi, vuole godersi fino in fondo il momento magico e sta assaporando attimo dopo attimo le emozioni di questo ritiro a Dimaro. Ora i grandi campioni li ha al suo fianco: uno vicinissimo, alla sua sinistra a centrocampo, Marek Hamsik. «Per me è un orgoglio giocare con lui, con il Napoli ha fatto grandi cose sia in campionato che in Europa». Un altro simbolo del Napoli, Lorenzo Insigne, lo ha invece un passo più avanti: il napoletano impiegato da trequartista in queste prime partitine in Trentino. «Sta facendo quello che chiede Sarri, lui è anche uno molto bravo ad inserirsi». Un altro campione si unirà al gruppo più avanti, Gonzalo Higuain. «Non vedo l’ora di conoscerlo anche se qui non parliamo di Higuain. Mi dispiace che abbia perso la finale». L’entusiasmo. A Empoli era un idolo, il punto di riferimento, 255 presenze in sette stagioni. Una piazza dove sono passati tanti calciatori importanti, un classico trampolino di lancio. Da una realtà di provincia e una grande città, a un top club dove la passione della tifoseria è enorme. In questi giorni Valdifiori ha avuto già un assaggio dell’entusiasmo dei napoletani e del calore dei tifosi: applausi, incitamento continuo, richieste di foto e autografi. «Ricordo il boato del San Paolo al 2-2 di De Guzman nella partita che giocai con l’Empoli. Fu davvero impressionante». Umile ed equilibrato, saggio e lucido in campo e anche fuori. Animato però da una voglia straordinaria di crescere ancora nel suo percorso professionale e di vivere tanti momenti magici con il Napoli. «Non vedo l’ora di indossare questa maglia», un concetto ribadito più volte. E non vede l’ora di indossarla al San Paolo: pronto alla nuova avventura e a vincere altre prove per dimostrare ancora una volta a se stesso e agli altri che con la grinta e il sacrificio non è precluso nessun traguardo. Lo spirito di Valdifiori è quello di Sarri, cioè quello che incarnerà il nuovo Napoli. «Io rigorista? Nel Napoli ci sono tanti che li tirano. Se me lo chiedesse il mister lo farei, come pure ricoprirei qualsiasi ruolo mi indicasse di fare». Valdifiori pronto a tutto, come sempre. La scalata continua. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

La classe operaia va in Paradiso. I sacrifici di una vita ripagati in un colpo solo. Il grande sogno raggiunto a 29 anni: la firma con il Napoli, l'approdo a un top club della serie A e la consapevolezza di poter finalmente lottare per traguardi importanti. Mirko Valdifiori è l'esempio classico della tenacia, una volontà di ferro per realizzare la grande scalata nel mondo del calcio. Alla base tanta umiltà, applicazione quotidiana e una forza d'animo fortissima: la certezza prima o poi di potercela fare. E il giorno della consacrazione è arrivato, la bella favola che si realizza del ragazzo romagnolo nato a Lugo che cominciò con i ragazzi del Cesena: «Dopo tanti anni di gavetta partendo dalla serie C questa è l'occasione della mia vita…», dice. Già, una vita dedicata al calcio, a lottare e sudare nelle categorie inferiori, la svolta in un anno: il campionato di B vinto con Sarri, le ottime prestazioni nella prima stagione di A, la convocazione con l'Italia e la chiamata del Napoli. Umile e orgoglioso, semplice e diretto: il nuovo playmaker azzurro svela: «De Laurentiis mi cercava già prima che arrivasse Sarri, sono orgoglioso per questo e non vedo l'ora di indossare la maglia. Quando sono arrivato a Castelvolturno il presidente mi ha accolto a braccia aperte ed è stato il miglior modo per cominciare la nuova avventura». I segreti di Sarri. Conosce meglio di chiunque altro il calcio di Sarri, ne è l'interprete ideale per la disponibilità al sacrificio. E lo è anche dal punto di vista tattico: l'ex capitano dell'Empoli è quello che tiene unita difesa e attacco, il regista classico, un tipo di giocatore che il Napoli cercava da tempo. Rapido di testa e di gambe, svelto a leggere i movimenti dei compagni per sviluppare l'azione in tempo rapidissimo, giocando possibilmente sempre a un tocco. Il geometra del centrocampo, quello che deve tracciare linee e passanti. «Il ruolo dove posso esprimermi meglio è davanti alla difesa, dove ho sempre giocato. Io l'allenatore in campo? No, l'allenatore è Sarri e nel Napoli ci sono tanti campioni e tutti possono seguirlo. So bene cosa mi aspetta: dovrò dimostrare sempre perché il mister non regala niente a nessuno». Già, il calcio del nuovo tecnico toscano: i primi segnali in questi quattro giorni di ritiro, l'applicazione maniacale soprattutto sulla fase difensiva, l'intensità negli allenamenti e la cura dei particolari. Valdifiori ne è il testimonial perfetto. «Un calcio aggressivo: l'obiettivo è quello di pressare alti per recuperare al più presto il pallone e proporre azioni per far gol. La differenza a Empoli l'ha sempre fatta la cura dei particolari, soltanto così potevamo confrontarci con squadre molto più forti. Sta proponendo i questi giorni lo stesso tipo di calcio, nel Napoli c'è molta qualità in avanti e questo nelle grandi squadre fa la differenza». Pronto a scommettere sull'allenatore, sottolinea l'impatto positivo del tecnico con il nuovo gruppo azzurro. «Sì, lo vedo carico e molto motivato perché sta apprezzando il fatto che tutti lo stanno seguendo con la massima attenzione». L'Europa League e l'Italia. Ci ha messo tanto per raggiungere il top e sa bene che basta rilassarsi un attimo per fermarsi. Il pericolo non c'è con Valdifiori, da quando ha cominciato a inseguire il grande sogno nelle giovanili del Cesena fino al giorno del debutto in nazionale con Conte nell'amichevole contro l'Inghilterra, la sua filosofia non è cambiata: mai sedersi e un obiettivo appena successivo da fissare. La nuova grande avventura è appena cominciata: quattro anni di contratto con il Napoli e la voglia di lottare ad alti livelli e per grandi traguardi. «Sono consapevole di essere arrivato in un club prestigioso, il Napoli è l'unica squadra che negli ultimi due anni ha vinto qualcosa oltre alla Juve. Il mio obiettivo è far bene e vivere al meglio questo sogno». Equilibrato e saggio, il nuovo cervello del centrocampo svela le aspirazioni personali ma preferisce non sbilanciarsi troppo sugli obiettivi del Napoli. Pensa alla nuova stagione e al teatro comunale di Dimaro nella sua conferenza di presentazione già immagina le emozioni da vivere tutte di un fiato, lui che ha avuto sempre in mente il modello da seguire per il suo ruolo, Andrea Pirlo, e che sogna di poter ancora far parte dell'Italia, impegnata nella qualificazione per gli Europei 2016 in Francia: «Non vedo l'ora di confrontarmi con il Napoli in Europa. Voglio far bene con il Napoli, l'unico presupposto che potrebbe consentirmi di restare nel giro della nazionale azzurra». I campioni a Dimaro. I campi di C, poi gli anni di B, i grandi campioni guardati alla tv. Al grande calcio ci è arrivato tardi, vuole godersi fino in fondo il momento magico e sta assaporando attimo dopo attimo le emozioni di questo ritiro a Dimaro. Ora i grandi campioni li ha al suo fianco: uno vicinissimo, alla sua sinistra a centrocampo, Marek Hamsik. «Per me è un orgoglio giocare con lui, con il Napoli ha fatto grandi cose sia in campionato che in Europa». Un altro simbolo del Napoli, Lorenzo Insigne, lo ha invece un passo più avanti: il napoletano impiegato da trequartista in queste prime partitine in Trentino. «Sta facendo quello che chiede Sarri, lui è anche uno molto bravo ad inserirsi». Un altro campione si unirà al gruppo più avanti, Gonzalo Higuain. «Non vedo l'ora di conoscerlo anche se qui non parliamo di Higuain. Mi dispiace che abbia perso la finale». L'entusiasmo. A Empoli era un idolo, il punto di riferimento, 255 presenze in sette stagioni. Una piazza dove sono passati tanti calciatori importanti, un classico trampolino di lancio. Da una realtà di provincia e una grande città, a un top club dove la passione della tifoseria è enorme. In questi giorni Valdifiori ha avuto già un assaggio dell'entusiasmo dei napoletani e del calore dei tifosi: applausi, incitamento continuo, richieste di foto e autografi. «Ricordo il boato del San Paolo al 2-2 di De Guzman nella partita che giocai con l'Empoli. Fu davvero impressionante». Umile ed equilibrato, saggio e lucido in campo e anche fuori. Animato però da una voglia straordinaria di crescere ancora nel suo percorso professionale e di vivere tanti momenti magici con il Napoli. «Non vedo l'ora di indossare questa maglia», un concetto ribadito più volte. E non vede l'ora di indossarla al San Paolo: pronto alla nuova avventura e a vincere altre prove per dimostrare ancora una volta a se stesso e agli altri che con la grinta e il sacrificio non è precluso nessun traguardo. Lo spirito di Valdifiori è quello di Sarri, cioè quello che incarnerà il nuovo Napoli. «Io rigorista? Nel Napoli ci sono tanti che li tirano. Se me lo chiedesse il mister lo farei, come pure ricoprirei qualsiasi ruolo mi indicasse di fare». Valdifiori pronto a tutto, come sempre. La scalata continua. (Roberto Ventre – Il Mattino)