Movimento Cinque Stelle , Sarro responsabile anche delle bollette pazze della GORI , spazzare via tutto di suo

0

La Gori e la gestione dell’Ato3 sono ad un epilogo. Gli attivisti del M5S hanno chiaro il futuro della gestione delle risorse idriche nell’ambito vesuviano sarnese: tutti a casa. Il chiaro collegamento con la criminalità organizzata e gli intrecci tra chi controlla e chi viene controllato impongono una revisione completa dell’ ”affair acque” in Campania. Dopo quello che è noto a tutti attraverso gli organi di stampa l’On. Carlo Sarro rassegna le sue dimissioni e lascia al Direttore dott.Felaco (nominato dallo stesso Sarro con delibera 3 del 25/1/2013) dirigente del controllo e dei servizi finanziari, la gestione dell’ATO3. Ma questa come tutte le altre delibere fatte da due anni ad oggi devono essere dichiarate illegittime. Lo stesso incarico di Sarro che doveva durare solo 6 mesi ed è stato prorogato con una semplice nota, era già stato oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte di Luigi Gallo, nella quale si metteva in dubbio il commissariamento in quanto lesivo delle competenze degli EELL. Lo stesso on. Gallo ha sottoposto all’autorità anticorruzione, dott. Cantone, l’anomalia del doppio incarico di commissario straordinario e di parlamentare come da decreto legislativo n.39/2013. Il presidente Cantone ha ritenuto che ciò, effettivamente, viola quanto espresso nell’art.11 dello stesso decreto legislativo. E ancora, Sarro sceglie Amedeo Laboccetta, (cosentiniano doc e indagato con l’accusa di favoreggiamento nell’inchiesta sulle slot machine, non eletto nel 2013) come presidente della Gori. E non ultimo tra gli “atti” di Sarro vi è la delibera n.14 del 29 giugno 2015 relativa alle ormai note e odiatissime “partite pregresse” o “bollette pazze”, che sempre il commissario Sarro aveva stabilito in una delibera del 2014 (n.43 giugno 2014 modificata poi nella 46 del luglio dello stesso anno). La trovata è semplice: far pagare solo il 10% dell’importo che chiaramente apparirà sostenibile per le famiglie per poi vedersi arrivare a casa le altre tre tranche di 30% ciascuna in tre anni. Il risultato è nei propositi molto chiaro, lasciar pagare poco alla volta per pagare tutto. La misura ora è davvero colma, i cittadini esasperati da manovre e affari loschi, per usare un eufemismo, sono già pronti per una manifestazione che, con buone probabilità, si prevede possa superare la partecipazione del corteo del 17 gennaio 2015, ma più che un no Gori day bisognerebbe organizzare un no Sarro day per spazzare via tutto ciò che ha determinato la sua presenza nella gestione dell’ATO3. Movimento Cinque Stelle di Castellammare di Stabia 

La Gori e la gestione dell’Ato3 sono ad un epilogo. Gli attivisti del M5S hanno chiaro il futuro della gestione delle risorse idriche nell’ambito vesuviano sarnese: tutti a casa. Il chiaro collegamento con la criminalità organizzata e gli intrecci tra chi controlla e chi viene controllato impongono una revisione completa dell’ ”affair acque” in Campania. Dopo quello che è noto a tutti attraverso gli organi di stampa l’On. Carlo Sarro rassegna le sue dimissioni e lascia al Direttore dott.Felaco (nominato dallo stesso Sarro con delibera 3 del 25/1/2013) dirigente del controllo e dei servizi finanziari, la gestione dell’ATO3. Ma questa come tutte le altre delibere fatte da due anni ad oggi devono essere dichiarate illegittime. Lo stesso incarico di Sarro che doveva durare solo 6 mesi ed è stato prorogato con una semplice nota, era già stato oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte di Luigi Gallo, nella quale si metteva in dubbio il commissariamento in quanto lesivo delle competenze degli EELL. Lo stesso on. Gallo ha sottoposto all’autorità anticorruzione, dott. Cantone, l’anomalia del doppio incarico di commissario straordinario e di parlamentare come da decreto legislativo n.39/2013. Il presidente Cantone ha ritenuto che ciò, effettivamente, viola quanto espresso nell’art.11 dello stesso decreto legislativo. E ancora, Sarro sceglie Amedeo Laboccetta, (cosentiniano doc e indagato con l'accusa di favoreggiamento nell'inchiesta sulle slot machine, non eletto nel 2013) come presidente della Gori. E non ultimo tra gli “atti” di Sarro vi è la delibera n.14 del 29 giugno 2015 relativa alle ormai note e odiatissime “partite pregresse” o “bollette pazze”, che sempre il commissario Sarro aveva stabilito in una delibera del 2014 (n.43 giugno 2014 modificata poi nella 46 del luglio dello stesso anno). La trovata è semplice: far pagare solo il 10% dell’importo che chiaramente apparirà sostenibile per le famiglie per poi vedersi arrivare a casa le altre tre tranche di 30% ciascuna in tre anni. Il risultato è nei propositi molto chiaro, lasciar pagare poco alla volta per pagare tutto. La misura ora è davvero colma, i cittadini esasperati da manovre e affari loschi, per usare un eufemismo, sono già pronti per una manifestazione che, con buone probabilità, si prevede possa superare la partecipazione del corteo del 17 gennaio 2015, ma più che un no Gori day bisognerebbe organizzare un no Sarro day per spazzare via tutto ciò che ha determinato la sua presenza nella gestione dell’ATO3. Movimento Cinque Stelle di Castellammare di Stabia 

Lascia una risposta