Amalfi, Giudice di Pace corsa contro il tempo entro il 30 luglio si dovrà decidere. Lembo incalza

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AMALFI Sollecita i sindaci della Costiera a «chiedere il ripristino degli Uffici del giudice di pace soppressi». Anche perché il termine ultimo per aderire a questa possibilità si avvicina a grandi passi. Entro il 30 luglio, infatti, si dovrà decidere, tenendo anche conto che, nelle previsioni del legislatore, c’è l’innalzamento da 5 mila euro a 25 mila euro della competenza del Giudice di pace. E, perciò, Josè Maria Lembo, presidente dell’Associazione avvocati Costiera amalfitana ha inviato ai primi cittadini un sollecito. «La richiesta di mantenimento del presidio del Giudice di pace – evidenzia Lembo – non è ispirata ad esigenze di campanile o ad istanze corporative, ma al contrario è dettata da una corretta ed equilibrata valutazione del contesto sociologico, geografico e delle concrete ed effettive esigenze dell’utenza». E a conti fatti converrebbe anche alle municipalità «perché i funzionari comunali – rimarca Lembo – sono, quotidianamente, impegnati a rendere testimonianze nei procedimenti trasferiti agli Uffici di Salerno». Del resto anche il costo non «sarebbe proibitivo per gli undici Comuni della Divina – spiega Lembo – che potrebbero far fronte alla spese di gestione dell’ufficio con la riscossione dei diritti di cancelleria (oggi pari a 27,00 euro)». Un’occasione insomma da non perdere, in quanto nel caso in cui i sindaci non dovessero cogliere al volo l’opportunità, già sfruttata da altre realtà, «si concretizzerà – ammonisce – la definitiva perdita del servizio giustizia, che lede gravemente le aspettative e il legittimo interesse dei cittadini». Perciò Lembo chiede di convocare la Conferenza dei sindaci per «un’unanime deliberazione – conclude – da assumere con somma urgenza, per il ripristino del Giudice di Pace assumendone gli oneri di gestione e funzionamento». Gaetano de Stefano

AMALFI Sollecita i sindaci della Costiera a «chiedere il ripristino degli Uffici del giudice di pace soppressi». Anche perché il termine ultimo per aderire a questa possibilità si avvicina a grandi passi. Entro il 30 luglio, infatti, si dovrà decidere, tenendo anche conto che, nelle previsioni del legislatore, c’è l’innalzamento da 5 mila euro a 25 mila euro della competenza del Giudice di pace. E, perciò, Josè Maria Lembo, presidente dell’Associazione avvocati Costiera amalfitana ha inviato ai primi cittadini un sollecito. «La richiesta di mantenimento del presidio del Giudice di pace – evidenzia Lembo – non è ispirata ad esigenze di campanile o ad istanze corporative, ma al contrario è dettata da una corretta ed equilibrata valutazione del contesto sociologico, geografico e delle concrete ed effettive esigenze dell’utenza». E a conti fatti converrebbe anche alle municipalità «perché i funzionari comunali – rimarca Lembo – sono, quotidianamente, impegnati a rendere testimonianze nei procedimenti trasferiti agli Uffici di Salerno». Del resto anche il costo non «sarebbe proibitivo per gli undici Comuni della Divina – spiega Lembo – che potrebbero far fronte alla spese di gestione dell’ufficio con la riscossione dei diritti di cancelleria (oggi pari a 27,00 euro)». Un’occasione insomma da non perdere, in quanto nel caso in cui i sindaci non dovessero cogliere al volo l’opportunità, già sfruttata da altre realtà, «si concretizzerà – ammonisce – la definitiva perdita del servizio giustizia, che lede gravemente le aspettative e il legittimo interesse dei cittadini». Perciò Lembo chiede di convocare la Conferenza dei sindaci per «un’unanime deliberazione – conclude – da assumere con somma urgenza, per il ripristino del Giudice di Pace assumendone gli oneri di gestione e funzionamento». Gaetano de Stefano