Salerno truffa schedati 1.100 anziani

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La holding delle truffe Schedati 1.100 anziani di Massimiliano Lanzotto La Citta di Salerno Di professione fanno i truffatori, la loro specialità sono i raggiri alle anziane sole. Vestono a seconda dei casi i panni di avvocato, assicuratore o di addetto al recupero credito. Hanno una capacità persuasiva eccellente. Giuseppe Romano, 48 anni, di San Giorgio a Cremano, e Rocco Bracale, 50, di Napoli, entrambi pregiudicati, l’altra mattina erano appena usciti da un condominio di via Vernieri. Avevano truffato l’ennesima vecchietta che si era spogliata di tutto, anche dell’oro, credendo di aiutare il figlio. Sull’uscio stavolta hanno trovato i poliziotti della Mobile, guidati dal dottor Claudio De Salvo, che li hanno arrestati in flagranza di reato. Non erano degli sprovveduti, non agivano a caso. Né attendevano la vecchina uscire dalla salumeria per individuare la preda. Loro avevano un autentico “data-base” e una mappatura delle potenziali vittime. Agivano dietro appuntamento, proprio come un consulente. Disponevano di qualcosa come 1100 nomi e relative note a latere (figlio, nipote), compresi i recapiti telefonici. Ed altre indicazioni che i poliziotti stanno decifrando. Erano segnate su dei post-it di colore giallo. Sono stati sequestrati una decina di blocchetti. Erano il loro promemoria, rigorosamente su carta. Tanti “pizzini” semi-adesivi. Ognuno riportava i dati della vittima, la strada e la città. Gli agenti li hanno trovati nell’auto usata per le truffe, una Fiat Panda di colore azzurro. Da due settimane la polizia era sulle loro tracce. Da quando, incrociando i dati delle denunce per truffa, avevano stretto il cerchio sui truffatori in trasferta dal Napoletano. Grazie a un’attività investigativa, fatta di analisi dei tabulati e dei passaggi della Panda registrati sulle telecamere di sorveglianza cittadina, i poliziotti monitoravano gli spostamenti dei truffatori. L’altra mattina l’auto è stata ripresa all’ingresso in città e agganciata da un’auto civetta della polizia. L’utilitaria è stata pedinata per tutto il giro di perlustrazione, fino al condominio di via Vernieri dove si è consumata l’ennesima truffa. La loro tecnica consisteva in un primo approccio telefonico che annunciava l’imminente visita. Così è successo anche per la 79enne salernitana. Gli avevano fatto credere che il figlio poteva avere un grosso risarcimento assicurativo. Bisognava, però, pagare la parcella dell’avvocato, circa 2500 euro. La vecchietta, credendo nella buona fede dei suoi interlocutori, ha consegnato mille euro in contanti. Non avendo per intero la cifra richiesta, ha compensato la parcella consegnando dei monili in oro (alcuni orecchini e delle collane). Non si è accorta di essere stata raggirata, neppure quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta. Tanto l’avevano soggiogata. È dovuto intervenire il figlio. Alla vecchietta è stata restituita l’intera refurtiva. Con l’arresto di Romano e Bracale, la polizia pensa di aver messo le mani su due componenti di una banda specializzata in questo genere di truffe. Una indicazione arriva dalle diverse grafie sui post-it. L’attività investigativa, infatti, è ancora aperta e potrebbe avere nuovi sviluppi. Gli arrestati si ipotizza possano essere gli autori di altre truffe simili avvenute negli ultimi tre mesi in città. Le indagini sono concentrate anche sul “data-base” delle potenziali vittime. Su come i truffatori riuscivano ad avere informazioni dettagliate sugli anziani che abitavano da soli, sui loro figli o nipoti per inscenare la truffa. Non si esclude che queste notizie gli possano essere state vendute. Gli arrestati hanno di sicuro un canale per la ricettazione dei preziosi, poiché non rifiutano contropartite di questo valore quando le vittime non hanno in casa denaro contante. Ed è questa un’altra pista di indagine. Nei prossimi giorni saranno convocate in questura le possibili vittime. C’è il sospetto che tra loro ci sia qualcuno già truffato, che non ha denunciato forse per vergogna. Alcuni post-it, infatti, erano stati staccati ed uniti uno sull’altro. Quelli potrebbero indicare le truffe compiute. Non tutte riuscite. Si stima che nove su dieci riescono. La polizia esorta a denunciare, soprattutto a prestare attenzione. Anche a figure come i falsi letturisti della società elettrica. Si tratta di personaggi con una grande capacità persuasiva, che fanno leva sulle informazioni personale delle vittime. Che giocano sulla suggestione emozionale degli anziani quando ricevono notizie di propri familiari. Dei veri professionisti della truffa, come nella migliore tradizione partenopea.

La holding delle truffe Schedati 1.100 anziani di Massimiliano Lanzotto La Citta di Salerno Di professione fanno i truffatori, la loro specialità sono i raggiri alle anziane sole. Vestono a seconda dei casi i panni di avvocato, assicuratore o di addetto al recupero credito. Hanno una capacità persuasiva eccellente. Giuseppe Romano, 48 anni, di San Giorgio a Cremano, e Rocco Bracale, 50, di Napoli, entrambi pregiudicati, l’altra mattina erano appena usciti da un condominio di via Vernieri. Avevano truffato l’ennesima vecchietta che si era spogliata di tutto, anche dell’oro, credendo di aiutare il figlio. Sull’uscio stavolta hanno trovato i poliziotti della Mobile, guidati dal dottor Claudio De Salvo, che li hanno arrestati in flagranza di reato. Non erano degli sprovveduti, non agivano a caso. Né attendevano la vecchina uscire dalla salumeria per individuare la preda. Loro avevano un autentico “data-base” e una mappatura delle potenziali vittime. Agivano dietro appuntamento, proprio come un consulente. Disponevano di qualcosa come 1100 nomi e relative note a latere (figlio, nipote), compresi i recapiti telefonici. Ed altre indicazioni che i poliziotti stanno decifrando. Erano segnate su dei post-it di colore giallo. Sono stati sequestrati una decina di blocchetti. Erano il loro promemoria, rigorosamente su carta. Tanti “pizzini” semi-adesivi. Ognuno riportava i dati della vittima, la strada e la città. Gli agenti li hanno trovati nell’auto usata per le truffe, una Fiat Panda di colore azzurro. Da due settimane la polizia era sulle loro tracce. Da quando, incrociando i dati delle denunce per truffa, avevano stretto il cerchio sui truffatori in trasferta dal Napoletano. Grazie a un’attività investigativa, fatta di analisi dei tabulati e dei passaggi della Panda registrati sulle telecamere di sorveglianza cittadina, i poliziotti monitoravano gli spostamenti dei truffatori. L’altra mattina l’auto è stata ripresa all’ingresso in città e agganciata da un’auto civetta della polizia. L’utilitaria è stata pedinata per tutto il giro di perlustrazione, fino al condominio di via Vernieri dove si è consumata l’ennesima truffa. La loro tecnica consisteva in un primo approccio telefonico che annunciava l’imminente visita. Così è successo anche per la 79enne salernitana. Gli avevano fatto credere che il figlio poteva avere un grosso risarcimento assicurativo. Bisognava, però, pagare la parcella dell’avvocato, circa 2500 euro. La vecchietta, credendo nella buona fede dei suoi interlocutori, ha consegnato mille euro in contanti. Non avendo per intero la cifra richiesta, ha compensato la parcella consegnando dei monili in oro (alcuni orecchini e delle collane). Non si è accorta di essere stata raggirata, neppure quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta. Tanto l’avevano soggiogata. È dovuto intervenire il figlio. Alla vecchietta è stata restituita l’intera refurtiva. Con l’arresto di Romano e Bracale, la polizia pensa di aver messo le mani su due componenti di una banda specializzata in questo genere di truffe. Una indicazione arriva dalle diverse grafie sui post-it. L’attività investigativa, infatti, è ancora aperta e potrebbe avere nuovi sviluppi. Gli arrestati si ipotizza possano essere gli autori di altre truffe simili avvenute negli ultimi tre mesi in città. Le indagini sono concentrate anche sul “data-base” delle potenziali vittime. Su come i truffatori riuscivano ad avere informazioni dettagliate sugli anziani che abitavano da soli, sui loro figli o nipoti per inscenare la truffa. Non si esclude che queste notizie gli possano essere state vendute. Gli arrestati hanno di sicuro un canale per la ricettazione dei preziosi, poiché non rifiutano contropartite di questo valore quando le vittime non hanno in casa denaro contante. Ed è questa un’altra pista di indagine. Nei prossimi giorni saranno convocate in questura le possibili vittime. C’è il sospetto che tra loro ci sia qualcuno già truffato, che non ha denunciato forse per vergogna. Alcuni post-it, infatti, erano stati staccati ed uniti uno sull’altro. Quelli potrebbero indicare le truffe compiute. Non tutte riuscite. Si stima che nove su dieci riescono. La polizia esorta a denunciare, soprattutto a prestare attenzione. Anche a figure come i falsi letturisti della società elettrica. Si tratta di personaggi con una grande capacità persuasiva, che fanno leva sulle informazioni personale delle vittime. Che giocano sulla suggestione emozionale degli anziani quando ricevono notizie di propri familiari. Dei veri professionisti della truffa, come nella migliore tradizione partenopea.

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