Vico Equense, Social World Film Festival: il genio del compositore Luis Bacalov

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Il suo trampolino di lancio la colonna sonore de ‘Il Postino’

 

Vico Equense – Un genio della musica che ha incantato non solo l’affollata Arena Loren con la sua magica esibizione ma anche chi lo ha intervistato nel caldo pomeriggio in riva al mare della Terrazza Cucinotta.

Un uomo la cui carriera stava per terminare intorno ai sessant’anni e che poi di colpo ha fatto salire la parabola del suo grafico con il film de ‘Il Postino’, del compianto Massimo Troisi, di cui scrisse le musiche e vinse l’Oscar nel 1996. Da quel momento la sua vita è cambiata, dopo che aveva iniziato come arrangiatore di canzoni di musica leggera con nomi come Nico Fidenco, Rita Pavone, Sergio Endrigo, New Trolls, Osanna e Claudio Baglioni (per citare alcuni nomi), e poi era passato negli anni sessanta a collaborare con i registi dei film, divenendo compositore.

Un ‘genio’ che nella serata a lui dedicata in cui ha ricevuto il Golden Spike Award per la sua straordinaria carriera, con poi la consueta firma del Wall Of Fame, il Muro dei Famosi di Vico Equense, nella sua esibizione al pianoforte ha sbalordito l’attento e caloroso pubblico che gremiva l’Arena Loren di Piazza Kennedy. Nel pomeriggio assolato il compassato compositore ma ricco di esperienza, l’ha messa in mostra chi lo ha intervistato, raccontando non solo i passi della sua carriera ma anche i vari aneddoti che l’hanno contornata. Ed uno di questi si rifà a ‘Il Postino’.

Si era quasi ad un passo dall’uscire del film a Venezia quando “il compositore che aveva scritto le musiche non aveva convinto lo staff del film, e così in un batter d’occhio mi chiamarono ed io in poco tempo scrissi la musica del film. La feci ascoltare e subito piacque”.

Ma da quel tempo ad oggi il cinema del ‘Bel Paese’ ha perso vigore e stimolo, però oggi questo ‘genio’ della musica vede “una certa rinascita … che non sia una bolla di sapone. Si vedono delle storie interessanti. Ma il cinema di oggi è molto lontano dai successi planetari di quelli che aveva un tempo. Ed oggi si lavora in modo radicalmente diverso”.

In poche parole questi sono stati i due unti focali su cui possiamo dire che il maestro ha posto l’accento.

Che poi ha ben ricalcato con la sua imponente esibizione in un concerto unico ed emozionante, che ha voluto dedicare interamente al cinema ed in cui ha alternato brani di colonne sonore ad altri che non sono stati scritti per il grande schermo, ma sono stati utilizzati in diversi film.

Ad aprire il concerto le musiche del compositore cubano Ignacio Cervantes, passando poi per Carlos Gardel ed Astor Piazzolla, al quale Bacalov si è ispirato nella scrittura di ‘Astoriando’, brano utilizzato per il film ‘Milonga’ di Emilio Greco. Ed ancora ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Ennio Morricone (di cui è stato il suo ispiratore), tratto dall’omonimo film e, immancabile, la colonna sonora de ‘Il Postino’ che gli ha fatto meritare il premio Oscar nel 1996.

Alla fine c’è stata una grande standing ovation finale.

Nella solita e piccola intervista che Roberta Scardola effettua agli artisti, il maestro Luis Bacalov ha rivelato il suo modo di lavorare con i registi: “Vedo sempre i film con loro, chiedo loro cosa si aspettano dalle musiche, quali sono lo spirito e lo stile delle musiche, in che modo potrebbero aggiungere qualcosa al film”. Sul tema di questa quinta edizione del Social World Film Festival ‘L’amicizia. Legame, risorsa, crescita’ ha sottolineato: “Io sono nato in Argentina e lo scrittore Borges diceva che gli argentini hanno un sacco di problemi e di vizi, ma hanno anche la passione di trovare un amico e conservarlo. Quando ho trovato un regista con il quale ho lavorato particolarmente bene siamo diventati amici. Ne cito due che ho accompagnato nella musica e nella vita, lo scomparso Emilio Greco e Franco Giraldi”.

Poi ha parlato di quella svolta che ha cambiato la sua vita, quello in cui ha ricevuto l’Oscar: “Quando è accaduto avevo più di sessant’ anni. Avevo lavorato tantissimo ed ho pensato che era arrivato il momento di lavorare di meno, o addirittura di fermarmi. Poi mi è capitato di scrivere la musica de ‘Il Postino’, film che ebbe un grande successo negli USA, con nostro grande stupore. Si portò a casa cinque nomination ed un solo Oscar, quello alle musiche. Questo mi ha cambiato la vita, perché pensavo di godermela un po’ di più, ma mi hanno inondato di commissioni per musiche da film e altro. Ho pensato: chi me lo fa fare? Lavoro più di prima!”.

Al termine della serata  è stato premiato con il Golden Spike Award alla sua straordinaria carriera, datogli dal sindaco Benedetto Migliaccio e dopo la consueta firma del Wall Of Fame, il Muro dei Famosi di Vico Equense.

Mentre nella giornata del 9 luglio, la sesta del Social World Film Festival, ci sarà come ospite Riccardo Scamarcio, che si concederà al pubblico dell’Arena Loren in una serata evento, che inizierà con l’omaggio ai grandi Virna Lisi e Francesco Rosi. Di quest’ultimo è prevista la proiezione in versione restaurata del suo capolavoro ‘Le mani sulla città’, con il commento di Roberto Saviano e Raffaele Cantone.

 

                                                                                  Foto di Rosario Criscuolo

      

     

            

 

GIUSEPPE SPASIANO

Il suo trampolino di lancio la colonna sonore de ‘Il Postino’

 

Vico Equense – Un genio della musica che ha incantato non solo l’affollata Arena Loren con la sua magica esibizione ma anche chi lo ha intervistato nel caldo pomeriggio in riva al mare della Terrazza Cucinotta.

Un uomo la cui carriera stava per terminare intorno ai sessant’anni e che poi di colpo ha fatto salire la parabola del suo grafico con il film de ‘Il Postino’, del compianto Massimo Troisi, di cui scrisse le musiche e vinse l’Oscar nel 1996. Da quel momento la sua vita è cambiata, dopo che aveva iniziato come arrangiatore di canzoni di musica leggera con nomi come Nico Fidenco, Rita Pavone, Sergio Endrigo, New Trolls, Osanna e Claudio Baglioni (per citare alcuni nomi), e poi era passato negli anni sessanta a collaborare con i registi dei film, divenendo compositore.

Un ‘genio’ che nella serata a lui dedicata in cui ha ricevuto il Golden Spike Award per la sua straordinaria carriera, con poi la consueta firma del Wall Of Fame, il Muro dei Famosi di Vico Equense, nella sua esibizione al pianoforte ha sbalordito l’attento e caloroso pubblico che gremiva l’Arena Loren di Piazza Kennedy. Nel pomeriggio assolato il compassato compositore ma ricco di esperienza, l’ha messa in mostra chi lo ha intervistato, raccontando non solo i passi della sua carriera ma anche i vari aneddoti che l’hanno contornata. Ed uno di questi si rifà a ‘Il Postino’.

Si era quasi ad un passo dall’uscire del film a Venezia quando “il compositore che aveva scritto le musiche non aveva convinto lo staff del film, e così in un batter d’occhio mi chiamarono ed io in poco tempo scrissi la musica del film. La feci ascoltare e subito piacque”.

Ma da quel tempo ad oggi il cinema del ‘Bel Paese’ ha perso vigore e stimolo, però oggi questo ‘genio’ della musica vede “una certa rinascita … che non sia una bolla di sapone. Si vedono delle storie interessanti. Ma il cinema di oggi è molto lontano dai successi planetari di quelli che aveva un tempo. Ed oggi si lavora in modo radicalmente diverso”.

In poche parole questi sono stati i due unti focali su cui possiamo dire che il maestro ha posto l’accento.

Che poi ha ben ricalcato con la sua imponente esibizione in un concerto unico ed emozionante, che ha voluto dedicare interamente al cinema ed in cui ha alternato brani di colonne sonore ad altri che non sono stati scritti per il grande schermo, ma sono stati utilizzati in diversi film.

Ad aprire il concerto le musiche del compositore cubano Ignacio Cervantes, passando poi per Carlos Gardel ed Astor Piazzolla, al quale Bacalov si è ispirato nella scrittura di ‘Astoriando’, brano utilizzato per il film ‘Milonga’ di Emilio Greco. Ed ancora ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Ennio Morricone (di cui è stato il suo ispiratore), tratto dall'omonimo film e, immancabile, la colonna sonora de ‘Il Postino’ che gli ha fatto meritare il premio Oscar nel 1996.

Alla fine c’è stata una grande standing ovation finale.

Nella solita e piccola intervista che Roberta Scardola effettua agli artisti, il maestro Luis Bacalov ha rivelato il suo modo di lavorare con i registi: “Vedo sempre i film con loro, chiedo loro cosa si aspettano dalle musiche, quali sono lo spirito e lo stile delle musiche, in che modo potrebbero aggiungere qualcosa al film”. Sul tema di questa quinta edizione del Social World Film Festival ‘L'amicizia. Legame, risorsa, crescita’ ha sottolineato: “Io sono nato in Argentina e lo scrittore Borges diceva che gli argentini hanno un sacco di problemi e di vizi, ma hanno anche la passione di trovare un amico e conservarlo. Quando ho trovato un regista con il quale ho lavorato particolarmente bene siamo diventati amici. Ne cito due che ho accompagnato nella musica e nella vita, lo scomparso Emilio Greco e Franco Giraldi”.

Poi ha parlato di quella svolta che ha cambiato la sua vita, quello in cui ha ricevuto l'Oscar: “Quando è accaduto avevo più di sessant’ anni. Avevo lavorato tantissimo ed ho pensato che era arrivato il momento di lavorare di meno, o addirittura di fermarmi. Poi mi è capitato di scrivere la musica de ‘Il Postino’, film che ebbe un grande successo negli USA, con nostro grande stupore. Si portò a casa cinque nomination ed un solo Oscar, quello alle musiche. Questo mi ha cambiato la vita, perché pensavo di godermela un po’ di più, ma mi hanno inondato di commissioni per musiche da film e altro. Ho pensato: chi me lo fa fare? Lavoro più di prima!”.

Al termine della serata  è stato premiato con il Golden Spike Award alla sua straordinaria carriera, datogli dal sindaco Benedetto Migliaccio e dopo la consueta firma del Wall Of Fame, il Muro dei Famosi di Vico Equense.

Mentre nella giornata del 9 luglio, la sesta del Social World Film Festival, ci sarà come ospite Riccardo Scamarcio, che si concederà al pubblico dell'Arena Loren in una serata evento, che inizierà con l'omaggio ai grandi Virna Lisi e Francesco Rosi. Di quest'ultimo è prevista la proiezione in versione restaurata del suo capolavoro ‘Le mani sulla città’, con il commento di Roberto Saviano e Raffaele Cantone.

 

                                                                                  Foto di Rosario Criscuolo

      

     

            

 

GIUSEPPE SPASIANO

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