Discovering Positano. ‘O Sarracino. VIDEO

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Oggi, 6 luglio, Discovering tenta di spiegare chi erano per noi i Saraceni, ma prima di farlo vuol far rimembrare qualcosa ai suoi lettori. Nell’articolo sull’avvento dei profughi di Paestum a Positano dell’8 giugno, abbiamo detto che questi coloni dell’Abbazia di San Vito non ci hanno lasciato solo dei nomi (Pestella, Nocella, Positano), ma anche qualcosa di ben più concreto. Come per tutte le città di questo mondo, esiste un mito di fondazione ed anche Positano ce l’ha e si è protratto, possiamo dirlo, fino a quando qualcuno nel XX secolo non ha creato il dubbio: «Ma come è possibile che …» e da qui si è persa tutta la magia del mito, grazie alla scientificità della critica storiografica. Questo discorso può essere fatto anche per la leggenda della Madonna Assunta, perché chi non crea il dubbio o è un fedele cristiano o un eterno Peter Pan. In fondo bisogna pur credere in qualcosa.
Dunque, Positano, secondo la tradizione, fu fondata da Poseidone (allegoria per i Pestani) che la intitolò Positano, da Pasitea, nome di una ninfa da lui amata (allegoria del territorio stesso di Positano). Questo mito da una parte richiama la tradizione classica, perché fu Omero per primo a parlare dell’amore del dio del mare nei confronti di Pasitea, ma da un’altra parte esso richiama il Medioevo con la fondazione del toponimo Positano e dei suoi primi insediamenti medievali, storicamente accertati.
Leggendo alcuni autori della nostra storiografia, si nota che a Positano esiste un monumento “posidoniate”. Esso è il bassorilievo murato sulla porta d’ingresso del campanile, che raffigura una pistrice, circondata da sette pesci e da una volpe. La pistrice era un animale mitologico, un incrocio tra un drago ed un pesce o tra una volpe ed un serpente marino, ed era un elemento posidionate, perché era sempre presente nei cortei mitologici di Poseidone e perché rappresentava la fuga dei pestani verso Positano. Ma la fuga da chi? La risposta ci è data dalla coda a spirale della stessa pistrice. Essa simboleggia la paura dell’ignoto, rappresentato da un vortice che risucchia tutto e tutti nei gorghi del mare. La pistrice raffigura, soprattutto, la paura verso chi o cosa proviene dal mare; nel nostro caso la pistrice è riferita ai Saraceni, che distrussero Paestum.
Abbiamo già parlato, in qualche articolo fa, dei rapporti di “odi et amo” che intercorrevano fra i Positanesi ed i Saraceni. Che le public relations fra mondo cristiano e mondo islamico non fossero dei migliori già lo sapevamo, ma le razzie ed i saccheggi nel corso del Medioevo da parte dei diavoli del mare divennero continui, perché i rapporti già pessimi tra le due culture furono inaspriti dal movimento delle Crociate. Ma esse erano falsamente giustificate proprio a causa dei Saraceni, non tanto dagli Arabi, perché con quest’ultimo termine onnicomprensivo si intendevano i discendenti di Maometto. I Saraceni o Agareni o Ismaeliti erano per i cristiani una stirpe maledetta sin dai tempi di Abramo (vedi Genesi capp. 16 – 21). I Saraceni erano i discendenti di Ismaele, figlio di Agar, schiava di Abramo, e dello stesso Patriarca ebraico. Inizialmente sembrava che Sara non potesse avere figli ed allora fu lei stessa ad offrire Agar ad Abramo. In seguito, però, dall’unione di Sara con Abramo nacque Isacco. Un giorno Sara, vedendo Ismaele scherzare con Isacco, fu colta da una profonda gelosia nei confronti di Agar. Abramo, secondo il racconto coranico (quindi non solo il racconto biblico), fu costretto ad allontanare Agar e suo figlio Ismaele. E da lì nacque una sorta di giustificata discriminazione, se vogliamo, dei primi ebrei e, successivamente, dei primi cristiani verso quella che definivano, anche a causa della loro pericolosità nei secoli bui, come un “popolo” da evitare e, quindi, discriminare. Nel prossimo articolo parleremo su come riuscimmo, o meglio, provammo a difenderci dai Saraceni e da altri pirati.
Il video “I Saraceni” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on July 6, Discovering tries to explain who they were the Saracens for us, but before doing it, wants to remember something to his readers. In the article about the advent of the refugees of Paestum in Positano of 8 June, we said that these settlers of the Abbey of Saint Vito have left not only some names (Pestella, Nocella, Positano), but also something of more concrete . As for all the cities of this world, there is a foundation myth and Positano also has it and has lasted, we can say, until someone in the twentieth century did not create the doubt: “But how is it possible that …” and from here we have lost all the magic of the myth, thanks to the scientificity of historiographic criticism. This argument can be made also for the legend of the Assumption, because who does not create the doubt or is a faithful Christian or an eternal Peter Pan. After all one has to believe in something.
So, Positano, according to tradition, was founded by Poseidon (allegory for Pestani) that entitled Positano, from Pasitea , the name of a nymph loved by him (allegory of the territory of Positano). This myth on one side recalls the classical tradition, because Homer was the first to speak about the love of the sea god towards Pasitea, but on another side it recalls the Middle Ages with the foundation of the toponym Positano and its first settlements medieval, historically ascertained.
Reading some authors of our historiography, we note that there is a “posidoniate” monument in Positano. It is the low relief walled on the front door of the bell tower, which depicts a pistrice, surrounded by seven fish and a fox. The pistrice was a mythological animal, a cross between a dragon and a fish or between a fox and a sea serpent, and it was a posidoniate element , because it was always present in the mythological parades of Poseidon and because it represented the flight of pestani towards Positano. But the escape from whom? The answer is given by the spiral tail of the same pistrice. It symbolizes the fear of the unknown, represented by a vortex that sucks everything and everyone in the eddies of the sea. The pistrice represents, especially the fear towards who or what comes from the sea; in our case the pistrice is related to the Saracens, that destroyed Paestum.
We have already spoken, in some article ago, about the relations of “odi et amo” that were between Positano and the Saracens. That the public relations between Christian world and Islamic world were not of the finest we already knew, but the raids and looting during the Middle Ages by the devils of the sea became continuous, because the already bad relations between the two cultures were exacerbated by the movement of the Crusades. But they were falsely justified precisely because of the Saracens, not so much by the Arabs, because with the latter encompassing term were meant the descendants of Muhammad. The Saracens or Agareni or Ishmaelites were for Christians a damned breed since the times of Abraham (see Genesis chaps. 16-21). The Saracens were the descendants of Ishmael, son of Hagar, Abraham’s servant, and of the same Hebrew patriarch. Initially it seemed that Sarah could not have children, and then she was to offer Hagar to Abraham. Later, however, from the union of Sara with Abraham Isaac was born. One day Sarah seeing Ishmael joking with Isaac, was caught by a deep jealousy toward Hagar. Abraham, according to the story of the Koran (not only the Biblical story), was forced to expel Hagar and her son Ishmael. And from there arose a sort of justified discrimination, if you will, of the first Jews and, later, of the early Christians toward what they called, also because of their dangerousness in the dark ages, as a “people” to be avoided and, therefore, discriminate . In the next article we will talk about how we succeeded, or rather, tried to defend ourselves from the Saracens and other pirates.
Video “I Saraceni” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi, 6 luglio, Discovering tenta di spiegare chi erano per noi i Saraceni, ma prima di farlo vuol far rimembrare qualcosa ai suoi lettori. Nell’articolo sull’avvento dei profughi di Paestum a Positano dell’8 giugno, abbiamo detto che questi coloni dell’Abbazia di San Vito non ci hanno lasciato solo dei nomi (Pestella, Nocella, Positano), ma anche qualcosa di ben più concreto. Come per tutte le città di questo mondo, esiste un mito di fondazione ed anche Positano ce l’ha e si è protratto, possiamo dirlo, fino a quando qualcuno nel XX secolo non ha creato il dubbio: «Ma come è possibile che …» e da qui si è persa tutta la magia del mito, grazie alla scientificità della critica storiografica. Questo discorso può essere fatto anche per la leggenda della Madonna Assunta, perché chi non crea il dubbio o è un fedele cristiano o un eterno Peter Pan. In fondo bisogna pur credere in qualcosa.
Dunque, Positano, secondo la tradizione, fu fondata da Poseidone (allegoria per i Pestani) che la intitolò Positano, da Pasitea, nome di una ninfa da lui amata (allegoria del territorio stesso di Positano). Questo mito da una parte richiama la tradizione classica, perché fu Omero per primo a parlare dell’amore del dio del mare nei confronti di Pasitea, ma da un’altra parte esso richiama il Medioevo con la fondazione del toponimo Positano e dei suoi primi insediamenti medievali, storicamente accertati.
Leggendo alcuni autori della nostra storiografia, si nota che a Positano esiste un monumento “posidoniate”. Esso è il bassorilievo murato sulla porta d’ingresso del campanile, che raffigura una pistrice, circondata da sette pesci e da una volpe. La pistrice era un animale mitologico, un incrocio tra un drago ed un pesce o tra una volpe ed un serpente marino, ed era un elemento posidionate, perché era sempre presente nei cortei mitologici di Poseidone e perché rappresentava la fuga dei pestani verso Positano. Ma la fuga da chi? La risposta ci è data dalla coda a spirale della stessa pistrice. Essa simboleggia la paura dell’ignoto, rappresentato da un vortice che risucchia tutto e tutti nei gorghi del mare. La pistrice raffigura, soprattutto, la paura verso chi o cosa proviene dal mare; nel nostro caso la pistrice è riferita ai Saraceni, che distrussero Paestum.
Abbiamo già parlato, in qualche articolo fa, dei rapporti di “odi et amo” che intercorrevano fra i Positanesi ed i Saraceni. Che le public relations fra mondo cristiano e mondo islamico non fossero dei migliori già lo sapevamo, ma le razzie ed i saccheggi nel corso del Medioevo da parte dei diavoli del mare divennero continui, perché i rapporti già pessimi tra le due culture furono inaspriti dal movimento delle Crociate. Ma esse erano falsamente giustificate proprio a causa dei Saraceni, non tanto dagli Arabi, perché con quest’ultimo termine onnicomprensivo si intendevano i discendenti di Maometto. I Saraceni o Agareni o Ismaeliti erano per i cristiani una stirpe maledetta sin dai tempi di Abramo (vedi Genesi capp. 16 – 21). I Saraceni erano i discendenti di Ismaele, figlio di Agar, schiava di Abramo, e dello stesso Patriarca ebraico. Inizialmente sembrava che Sara non potesse avere figli ed allora fu lei stessa ad offrire Agar ad Abramo. In seguito, però, dall’unione di Sara con Abramo nacque Isacco. Un giorno Sara, vedendo Ismaele scherzare con Isacco, fu colta da una profonda gelosia nei confronti di Agar. Abramo, secondo il racconto coranico (quindi non solo il racconto biblico), fu costretto ad allontanare Agar e suo figlio Ismaele. E da lì nacque una sorta di giustificata discriminazione, se vogliamo, dei primi ebrei e, successivamente, dei primi cristiani verso quella che definivano, anche a causa della loro pericolosità nei secoli bui, come un “popolo” da evitare e, quindi, discriminare. Nel prossimo articolo parleremo su come riuscimmo, o meglio, provammo a difenderci dai Saraceni e da altri pirati.
Il video “I Saraceni” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on July 6, Discovering tries to explain who they were the Saracens for us, but before doing it, wants to remember something to his readers. In the article about the advent of the refugees of Paestum in Positano of 8 June, we said that these settlers of the Abbey of Saint Vito have left not only some names (Pestella, Nocella, Positano), but also something of more concrete . As for all the cities of this world, there is a foundation myth and Positano also has it and has lasted, we can say, until someone in the twentieth century did not create the doubt: “But how is it possible that …” and from here we have lost all the magic of the myth, thanks to the scientificity of historiographic criticism. This argument can be made also for the legend of the Assumption, because who does not create the doubt or is a faithful Christian or an eternal Peter Pan. After all one has to believe in something.
So, Positano, according to tradition, was founded by Poseidon (allegory for Pestani) that entitled Positano, from Pasitea , the name of a nymph loved by him (allegory of the territory of Positano). This myth on one side recalls the classical tradition, because Homer was the first to speak about the love of the sea god towards Pasitea, but on another side it recalls the Middle Ages with the foundation of the toponym Positano and its first settlements medieval, historically ascertained.
Reading some authors of our historiography, we note that there is a “posidoniate” monument in Positano. It is the low relief walled on the front door of the bell tower, which depicts a pistrice, surrounded by seven fish and a fox. The pistrice was a mythological animal, a cross between a dragon and a fish or between a fox and a sea serpent, and it was a posidoniate element , because it was always present in the mythological parades of Poseidon and because it represented the flight of pestani towards Positano. But the escape from whom? The answer is given by the spiral tail of the same pistrice. It symbolizes the fear of the unknown, represented by a vortex that sucks everything and everyone in the eddies of the sea. The pistrice represents, especially the fear towards who or what comes from the sea; in our case the pistrice is related to the Saracens, that destroyed Paestum.
We have already spoken, in some article ago, about the relations of “odi et amo” that were between Positano and the Saracens. That the public relations between Christian world and Islamic world were not of the finest we already knew, but the raids and looting during the Middle Ages by the devils of the sea became continuous, because the already bad relations between the two cultures were exacerbated by the movement of the Crusades. But they were falsely justified precisely because of the Saracens, not so much by the Arabs, because with the latter encompassing term were meant the descendants of Muhammad. The Saracens or Agareni or Ishmaelites were for Christians a damned breed since the times of Abraham (see Genesis chaps. 16-21). The Saracens were the descendants of Ishmael, son of Hagar, Abraham’s servant, and of the same Hebrew patriarch. Initially it seemed that Sarah could not have children, and then she was to offer Hagar to Abraham. Later, however, from the union of Sara with Abraham Isaac was born. One day Sarah seeing Ishmael joking with Isaac, was caught by a deep jealousy toward Hagar. Abraham, according to the story of the Koran (not only the Biblical story), was forced to expel Hagar and her son Ishmael. And from there arose a sort of justified discrimination, if you will, of the first Jews and, later, of the early Christians toward what they called, also because of their dangerousness in the dark ages, as a “people” to be avoided and, therefore, discriminate . In the next article we will talk about how we succeeded, or rather, tried to defend ourselves from the Saracens and other pirates.
Video “I Saraceni” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.