Per il Napoli taglio di 18 milioni agli ingaggi, i primi a partire Gargano e Michu. In lista di sbarco c’è anche Zuniga

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Un bel primo luglio, non c’è che dire: da ieri sul bilancio del Napoli non pesa più l’ingaggio di Michu (quasi 3,3 milioni, tasse incluse), lo spagnolo che lo Swansea ha ripreso in carico ma che non ha neppure convocato per il raduno estivo iniziato due giorni fa. Non è finita: perché va via anche Gargano che vola in Messico in direzione Monterrey. Anche qui una bella sforbiciata al monte ingaggi: l’uruguaiano, che in ogni caso in questa stagione ha tolto un bel po’ di castagne dal fuoco, ha il contratto in scadenza nel giugno del 2016 (1,7 netti a stagione). Dunque, il Napoli da ieri risparmia circa 6,8 milioni sul budget-stipendi. E non è poco. Il nuovo Napoli senza Champions per il secondo anno consecutivo volta pagina sotto tutti i punti di vista. Sarà una rivoluzione tecnica (da Benitez a Sarri), ma anche economica. Le mosse del patron De Laurentiis sono ispirate proprio da questa doppia esigenza. Da una parte il presidente del Napoli insiste perché la squadra in campo abbia sempre una vocazione offensiva. Ma allo stesso tempo il rosso in bilancio comporta un leggero ridimensionamento dei costi. Perciò ogni acquisto va ponderato per bene. E soprattutto va accompagnato da taglio di spesa. Il Napoli ha deciso di tenersi Higuain e di puntare tutto sulla stella argentina. Ma per la prima volta dal ritorno in serie A esiste una questione economica e ciò determinerà fatali selezioni. Non un grande divario rispetto allo scorso anno, ma dai 78 milioni attuali di ingaggi bisognerà scendere a 60-62 milioni. Partono Michu e Gargano e arrivano Valdifiori (900mila euro) e soprattutto Reina che ha spalmato il suo ingaggio ma in ogni caso percepirà 2 milioni netti. C’è una corsa a tre anche sul fronte dei portieri per il ruolo di vice-Reina. Difficile che Rafael e Sepe partano per Dimaro assieme (Andujar è infortunato e in ogni caso sarà pronto per fine luglio). E allora sono giorni decisivi: il brasiliano insiste per essere ceduto a titolo definitivo, Sepe non viene ritenuto maturo per giocare con la maglia della squadra in cui è cresciuto. Resterà Andujar? Difficile, anche perché De Laurentiis non è rimasto soddisfatto dalle sue prove. Sia chiaro, il Napoli resta un club in salute, visto che ha in bilancio riserve per oltre 60 milioni anche se parte di queste serviranno per il restyling del San Paolo. Ma quali saranno i criteri dei tagli? Tecnici, ancor prima che economici. Mertens e Callejon sono tentati da una nuova avventura all’estero. Il belga ha ricevuto un’offerta anche dall’Everton, dopo quella dell’Inter accompagnata da una proposta irricevibile. Callejon attende l’Atletico Madrid, ma la sua potrebbe essere un’attesa vana: il club di Simeone è lontano dai 15-18 milioni che il Napoli chiede per l’esterno ex Real. E allora tentenna, in attesa che sia Quilon a muovere i primi passi con De Laurentiis. I due potrebbero andare via, ma se non arriva la proposta indecente il Napoli li terrà. In rosa ci sono adesso 28 giocatori, tenendo conto dei ritorni di Sepe ed El Kaddouri. E l’intenzione è che ci sia un dimagrimento di almeno 3 unità. O il rimpiazzo con giovani meno costosi. Di sicuro qualcuno dei big dovrà fare delle rinunce per non essere messo in discussione. Gli esempi più clamorosi? Quelli di Zuniga e De Guzman. Il colombiano e l’olandese hanno rispettivamente un ingaggio da 3,2 milioni di euro netti sino al 2017 (al lordo sono 5,7) e 1,5 fino al 2018. Un po’ troppo per due che al momento sono dei rincalzi ed è logico che il Napoli stia cercando di venderli. Ghoulam è ai titoli di coda: lo vuole l’Arsenal che porterebbe in dote 8,5 milioni di dollari. Discorso diverso per Albiol: il Valencia insiste ma il Napoli non può darlo via finché non trova almeno un altro centrale. Lo cerca giovane e italiano. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Un bel primo luglio, non c’è che dire: da ieri sul bilancio del Napoli non pesa più l’ingaggio di Michu (quasi 3,3 milioni, tasse incluse), lo spagnolo che lo Swansea ha ripreso in carico ma che non ha neppure convocato per il raduno estivo iniziato due giorni fa. Non è finita: perché va via anche Gargano che vola in Messico in direzione Monterrey. Anche qui una bella sforbiciata al monte ingaggi: l’uruguaiano, che in ogni caso in questa stagione ha tolto un bel po’ di castagne dal fuoco, ha il contratto in scadenza nel giugno del 2016 (1,7 netti a stagione). Dunque, il Napoli da ieri risparmia circa 6,8 milioni sul budget-stipendi. E non è poco. Il nuovo Napoli senza Champions per il secondo anno consecutivo volta pagina sotto tutti i punti di vista. Sarà una rivoluzione tecnica (da Benitez a Sarri), ma anche economica. Le mosse del patron De Laurentiis sono ispirate proprio da questa doppia esigenza. Da una parte il presidente del Napoli insiste perché la squadra in campo abbia sempre una vocazione offensiva. Ma allo stesso tempo il rosso in bilancio comporta un leggero ridimensionamento dei costi. Perciò ogni acquisto va ponderato per bene. E soprattutto va accompagnato da taglio di spesa. Il Napoli ha deciso di tenersi Higuain e di puntare tutto sulla stella argentina. Ma per la prima volta dal ritorno in serie A esiste una questione economica e ciò determinerà fatali selezioni. Non un grande divario rispetto allo scorso anno, ma dai 78 milioni attuali di ingaggi bisognerà scendere a 60-62 milioni. Partono Michu e Gargano e arrivano Valdifiori (900mila euro) e soprattutto Reina che ha spalmato il suo ingaggio ma in ogni caso percepirà 2 milioni netti. C’è una corsa a tre anche sul fronte dei portieri per il ruolo di vice-Reina. Difficile che Rafael e Sepe partano per Dimaro assieme (Andujar è infortunato e in ogni caso sarà pronto per fine luglio). E allora sono giorni decisivi: il brasiliano insiste per essere ceduto a titolo definitivo, Sepe non viene ritenuto maturo per giocare con la maglia della squadra in cui è cresciuto. Resterà Andujar? Difficile, anche perché De Laurentiis non è rimasto soddisfatto dalle sue prove. Sia chiaro, il Napoli resta un club in salute, visto che ha in bilancio riserve per oltre 60 milioni anche se parte di queste serviranno per il restyling del San Paolo. Ma quali saranno i criteri dei tagli? Tecnici, ancor prima che economici. Mertens e Callejon sono tentati da una nuova avventura all’estero. Il belga ha ricevuto un’offerta anche dall’Everton, dopo quella dell’Inter accompagnata da una proposta irricevibile. Callejon attende l’Atletico Madrid, ma la sua potrebbe essere un’attesa vana: il club di Simeone è lontano dai 15-18 milioni che il Napoli chiede per l’esterno ex Real. E allora tentenna, in attesa che sia Quilon a muovere i primi passi con De Laurentiis. I due potrebbero andare via, ma se non arriva la proposta indecente il Napoli li terrà. In rosa ci sono adesso 28 giocatori, tenendo conto dei ritorni di Sepe ed El Kaddouri. E l’intenzione è che ci sia un dimagrimento di almeno 3 unità. O il rimpiazzo con giovani meno costosi. Di sicuro qualcuno dei big dovrà fare delle rinunce per non essere messo in discussione. Gli esempi più clamorosi? Quelli di Zuniga e De Guzman. Il colombiano e l’olandese hanno rispettivamente un ingaggio da 3,2 milioni di euro netti sino al 2017 (al lordo sono 5,7) e 1,5 fino al 2018. Un po' troppo per due che al momento sono dei rincalzi ed è logico che il Napoli stia cercando di venderli. Ghoulam è ai titoli di coda: lo vuole l’Arsenal che porterebbe in dote 8,5 milioni di dollari. Discorso diverso per Albiol: il Valencia insiste ma il Napoli non può darlo via finché non trova almeno un altro centrale. Lo cerca giovane e italiano. (Pino Taormina – Il Mattino) 

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