sakineh il mondo si mobilita per salvarla dalla lapidazione e per quelle morali che avvengono qui?

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Carla Bruni è stata definita ‘immorale’ e ‘prostituta’ per averla difesa, ma la comunità internazionale continua a mobilitarsi per salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana 43enne condannata a morte, alla lapidazione, per adulterio. Anche l’Italia si anima con manifestazioni di solidarietà nei confronti della donna, nel tentativo di salvarle la vita. Bisogna “mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile” si legge sul sito del Dipartimento delle Pari Opportunità: “per questa ragione, insieme, abbiamo voluto dare un segno di attenzione – anche visibile – alla storia di Sakineh, convinti come siamo che la sua vita possa e debba essere risparmiata. Da oggi, e fino a quando Sakineh non sarà salva e libera, il suo volto sarà sempre visibile” Ma quante sakineh anche in Italia ricevono una lapidazione anche solo morale per voler vivere una storia d’amore? Le donne sono ancora soggetti deboli e non tutte hanno la forza di affrontare le contrarietà di una società che non accetta i sentimenti o chi vive le emozioni e preferisce reprimerle in maniera subdola e indiretta, ancora più difficile da contrastare. E ciò avviene in Italia, in particolar modo al Sud, e anche quindi in Campania e in costiera amalfitana e penisola sorrentina. Le lapidazioni vengono da una cultura maschilista e retrograda e non è frutto diretto di una religione, anche l’ebraesimo aveva questa abitudine, ma di una mentalità domninante che oggi è ancora sopravvissuta, le parole si sostituiscono alle pietre, ma la vergogna, della sopraffazione sulla donna, continua ancora oggi. E avviene anche qui, magari dietro l’angolo di casa nostra.

INTERVISTA AL FIGLIO DI SAKINEH