Torre del Greco. L’Asl sposta il Dipartimento di salute mentale al Maresca. Pazienti e operatori protestano

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Torre del Greco. L’Asl vuole spostare il Dipartimento di salute mentale (Dsm) dalla sede storica del Bottazzi per insediare gli uffici nell’Ospedale Maresca: è protesta. Stato di agitazione tra personale medico, operatori e pazienti del Dsm del Bottazzi dopo la comunicazione da parte della dirigenza dell’Asl Na3 Sud di voler spostare la storica sede nei locali dell’Ospedale Maresca per questioni logistico-amministrative. La sede del dipartimento ha radici storiche, addirittura il primo ambulatorio fu insediato nel 1979 appena dopo l’uscita della Legge Basaglia (la 180 del 13 maggio 1978) che decretava la chiusura dei manicomi. Negli ultimi anni, soprattutto grazie al lavoro del Centro Diurno, diretto dallo psichiatra Maurilio Giuseppe Tavormina, molte sono le attività terapeutiche e per i pazienti, molto spesso soli e non automuniti, la sede è diventata una casa, oltre che un luogo più facilmente raggiungibile a piedi rispetto al nosocomio maggiormente decentrato. «La decisione dell’Asl di delocalizzare il dipartimento – ha detto Eugenio Nemoianni, direttore del Dsm – ci preoccupa molto, temiamo una diminuzione notevole dell’utenza». La decisione è presa, bisogna solo individuare i locali nell’ospedale Maresca in via Montedoro. La comunicazione di “sfratto” al dipartimento è arrivata agli inizi di giugno e al dirigente Nemoianni è stato affidato il compito di individuare i nuovi locali al Maresca. Cosa che lo psichiatra ha puntualmente è stato: fatto ma per motivi organizzativi la ricerca non è andata a buon fine e i locali non sono stati ancora trovati. «Per i nostri pazienti – ha detto lo psichiatra Maurilio Giuseppe Tavormina – è necessario ritrovarsi in un ambiente idoneo a contribuire alla loro tranquillità, non in cui possano sorgere atri disguidi e disagi, come quello della distanza. Da anni combattiamo affinché essi raggiungano sicurezza in se stessi, autonomia e fiducia, con le nostre attività terapeutiche, e questo spostamento potrebbe rappresentare uno smacco, una destabilizzazione. Non contestiamo l’esigenza dell’Asl di utilizzare questi locali ma, almeno, speriamo in una collocazione più idonea e che non intacchi la salute dei pazienti». A sostenere la protesta anche l’associazione “Il Piennolo”, nata per dare sostegno alle famiglie dei pazienti, alla guida dell’avvocato Graziella Silvetti, vice presidente il dottor Maurilio Tavormina, comitato scientifico le dottoresse Daniela Amato e Romina Taormina. L’associazione ieri ha protocollato una seconda lettera al commissario straordinario dell’Asl Na3, Salvatore Panaro, in cui si spiegano le motivazioni del danno che potrebbe arrecare lo spostamento, visto che la prima è stata disattesa. «Il centro di Salute Mentale del “Bottazzi”, che assiste un’utenza di circa 1600 pazienti, rappresenta la sede storica di un servizio conosciuto e apprezzato dai cittadini – si legge nella lettera – da noi familiari dei pazienti e dalle istituzioni tutte. I pazienti che arrivano ogni giorno al Centro si avvalgono di cure ambulatoriali, di trattamenti in Day Hospital e di specifici trattamenti nel Centro Diurno secondo programmi terapeutico-riabilitativi personalizzati. L’eventuale trasferimento del Centro Salute Mentale presso l’ospedale “Maresca” creerebbe notevoli e indicibili disagi e sofferenze soprattutto a coloro,come i soggetti con disagi psichici, che richiedono tranquillità, serenità e accoglienza, proprio per le patologie di cui sono affetti». (Francesca Mari – Il Mattino) 

Torre del Greco. L'Asl vuole spostare il Dipartimento di salute mentale (Dsm) dalla sede storica del Bottazzi per insediare gli uffici nell’Ospedale Maresca: è protesta. Stato di agitazione tra personale medico, operatori e pazienti del Dsm del Bottazzi dopo la comunicazione da parte della dirigenza dell'Asl Na3 Sud di voler spostare la storica sede nei locali dell'Ospedale Maresca per questioni logistico-amministrative. La sede del dipartimento ha radici storiche, addirittura il primo ambulatorio fu insediato nel 1979 appena dopo l'uscita della Legge Basaglia (la 180 del 13 maggio 1978) che decretava la chiusura dei manicomi. Negli ultimi anni, soprattutto grazie al lavoro del Centro Diurno, diretto dallo psichiatra Maurilio Giuseppe Tavormina, molte sono le attività terapeutiche e per i pazienti, molto spesso soli e non automuniti, la sede è diventata una casa, oltre che un luogo più facilmente raggiungibile a piedi rispetto al nosocomio maggiormente decentrato. «La decisione dell'Asl di delocalizzare il dipartimento – ha detto Eugenio Nemoianni, direttore del Dsm – ci preoccupa molto, temiamo una diminuzione notevole dell'utenza». La decisione è presa, bisogna solo individuare i locali nell’ospedale Maresca in via Montedoro. La comunicazione di “sfratto” al dipartimento è arrivata agli inizi di giugno e al dirigente Nemoianni è stato affidato il compito di individuare i nuovi locali al Maresca. Cosa che lo psichiatra ha puntualmente è stato: fatto ma per motivi organizzativi la ricerca non è andata a buon fine e i locali non sono stati ancora trovati. «Per i nostri pazienti – ha detto lo psichiatra Maurilio Giuseppe Tavormina – è necessario ritrovarsi in un ambiente idoneo a contribuire alla loro tranquillità, non in cui possano sorgere atri disguidi e disagi, come quello della distanza. Da anni combattiamo affinché essi raggiungano sicurezza in se stessi, autonomia e fiducia, con le nostre attività terapeutiche, e questo spostamento potrebbe rappresentare uno smacco, una destabilizzazione. Non contestiamo l’esigenza dell’Asl di utilizzare questi locali ma, almeno, speriamo in una collocazione più idonea e che non intacchi la salute dei pazienti». A sostenere la protesta anche l'associazione “Il Piennolo”, nata per dare sostegno alle famiglie dei pazienti, alla guida dell'avvocato Graziella Silvetti, vice presidente il dottor Maurilio Tavormina, comitato scientifico le dottoresse Daniela Amato e Romina Taormina. L'associazione ieri ha protocollato una seconda lettera al commissario straordinario dell'Asl Na3, Salvatore Panaro, in cui si spiegano le motivazioni del danno che potrebbe arrecare lo spostamento, visto che la prima è stata disattesa. «Il centro di Salute Mentale del “Bottazzi”, che assiste un’utenza di circa 1600 pazienti, rappresenta la sede storica di un servizio conosciuto e apprezzato dai cittadini – si legge nella lettera – da noi familiari dei pazienti e dalle istituzioni tutte. I pazienti che arrivano ogni giorno al Centro si avvalgono di cure ambulatoriali, di trattamenti in Day Hospital e di specifici trattamenti nel Centro Diurno secondo programmi terapeutico-riabilitativi personalizzati. L’eventuale trasferimento del Centro Salute Mentale presso l’ospedale “Maresca” creerebbe notevoli e indicibili disagi e sofferenze soprattutto a coloro,come i soggetti con disagi psichici, che richiedono tranquillità, serenità e accoglienza, proprio per le patologie di cui sono affetti». (Francesca Mari – Il Mattino)