Mazzarri: E´ il mio Napoli, chi veste la maglia azzurra darà l´anima

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E’ il mio Napoli, chi è in questa rosa suderà la maglia e darà l’anima”. Walter Mazzarri parla a 360 gradi dopo la chiusura del mercato. Una conferenza dettagliata, affrontata con la consueta grinta ma anche snocciolata con una dovizia di particolari e meticolosa analisi di ciò che il tecnico desidera e chiede alla squadra per questa nuova stagione.

Mister, come giudica il mercato?

“La Società ha svolto un buon lavoro, difficile ed importante. Per me il progetto vero comincia da quest’anno, ovvero da quando ho potuto gestire il gruppo sin dall’estate e gettato le basi programmatiche della mia gestione. Da quest’anno si può dare un solido indirizzo al progetto futuro, senza ovviamente poter prescindere da certi aspetti sviluppatisi in passato. Io ho un programma ben definito, Bigon lo conosce bene ed ha fatto di tutto per mettere a disposizione dello staff tecnico la squadra più simile per conformazione tattica alla mia idea di calcio. La Società si è mossa molto bene ed è un passo fondamentale della nostra crescita”.

Sente il Napoli ancora più suo?

“Sì, lo sento mio, ma lo sentivo mio sin da quando ho preso la squadra ad ottobre scorso. A me interessa che i calciatori traducano in campo ciò che prepariamo in settimana e ciò che ci diciamo nelle nostre stanze. Il mio Napoli è quello che non molla mai, che ha un’anima e che persegue il concetto di squadra. Così si andrà avanti ed i tifosi lo hanno capito, perché noi incarniamo lo stesso spirito che anima la loro passione”.

Come si è sviluppata la questione Quagliarella?

“Sin da quando sono arrivato abbiamo lavorato per riportarlo al top della condizione. I risultati si sono visti sia nel Napoli, sia per lui che ha riconquistato la Nazionale ed ha disputato i Mondiali. Lui è stato sempre apprezzato da tutti e coccolato dalla Società. I fatti dicono che Quagliarella con me ha giocato quasi sempre. Ricordo solo due partite in cui è partito in panchina, nonostante non fosse sempre stato al massimo della forma. E la migliore risposta l’ha data lui stesso quando è andato via ringraziando la Società e l’ambiente per la sua esperienza. Io credo che quello sia il pensiero fedele sulla vicenda. Poi il calcio è così.  Probabilmente era stimolato da una nuova avventura. Di certo anche in questo inizio di stagione l’ho schierato titolare e consideravo l’arrivo di Cavani un arricchimento della rosa per far crescere all’interno della squadra una sana competizione. E così sarà da ora in poi, perché voglio che qui si acquisisca la mentalità dei grandi Club. Per me il singolo vale relativamente, a me interessano le logiche del gruppo e lo spirito di squadra. Chi ha scelto di andar via lo ha fatto in piena coscienza. Ma io non tratterrò mai nel mio spogliatoio qualche giocatore che esprime la volontà di cambiare squadra. Io ho sempre detto: chi ha partecipato alla grande cavalcata dello scorso anno, non si tocca. E’ legittimo, comunque, che ci possa essere il desiderio di cambiare. Però chi viene e resta in questa rosa deve sputare l’anima per questa maglia ed essere assolutamente entusiasta di abbracciare il progetto. Nel calcio moderno le motivazioni sono fondamentali. Qui conta solo il Napoli. E questo messaggio esisterà sempre per tutti almeno finché ci sarà Mazzarri allenatore”.

Come giudica i nuovi acquisti?

“Allora, ve le posso spiegare le nostre scelte. Cavani l’ho chiesto e fortemente voluto io. Prima di acquistarlo ho anche sentito Gargano. Poi ho parlato con Edi al telefono e non ho avuto più dubbi. E questo al di là del suo valore. Sapete perchè? Perché l’ho sentito entusiasta del nostro progetto ed ha subito risposto con gioia, nonostante potesse giovarsi di altre richieste importanti. Anche per Lucarelli sono valse le motivazioni forti. Lui è un combattente, orgoglioso e ama le sfide. Quando ho visto che voleva rimettersi in gioco, ho pensato che poteva fare il caso nostro. Guardate che si tratta di un attaccante che ha segnato quasi 120 gol in carriera e l’anno passato, nonostante il non bel campionato del Livorno, ne ha messi dentro una decina. E’ uno che la porta la vede. Cribari è un giocatore di esperienza che ho sempre apprezzato ed ha la maturità internazionale. Sosa è un giocatore di talento che può darci alternative in attacco perché ha caratteristiche offensive. Yebda lo conosco per le immagini e spero di averlo presto a disposizione e Dumitru è un ragazzo di grandi prospettive. Ma considerate che io ritengo nuovi acquisti anche Dossena e Santacroce che l’anno scorso hanno avuto problemi fisici. In assoluto credo che numericamente e tecnicamente abbiamo un numero adeguato di uomini per affrontare le tre competizioni”.

Un primo bilancio di inizio stagione…

“Mi è piaciuta la squadra per come ha affrontato il preliminare di Europa League, con grande forza e concentrazione. A Firenze potevamo chiudere la partita e devo dire che siamo stati troppo leziosi per certi versi. Ma è anche vero che avevamo qualche tossina del giovedì precedente per la gara in Svezia. Adesso abbiamo la sosta per ripartire. Di sicuro avremo due mesi di assoluto toru de force tra campionato e coppa. Un calendario impressionante in cui cercheremo di recuperare di volta in volta tutte le energie e mettere in campo la migliore squadra e gli uomini che danno maggiori garanzie in quel momento”. 

                         MICHELE DE LUCIA       

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