GIUSEPPE GAMBI, A RAI UNO il 30 GIUGNO “ITALIA PATRIA MIA”

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giulia nardone/ positanonews NAPOLI, 29 GIU – Il tenore Giuseppe Gambi sarà ospite a Rai uno mattina “Effetto Estate” il  30 giugno prossimo dalle ore 10.00. Sarà di nuovo presentato L’Inno degli Italiani  nel Mondo ITALIA PATRIA MIA con una breve intervista del progetto.

   Presenta la giornalista esperta delle emigrazioni italiane Tiziana Grassi. Il programma sarà presentato Benedetta Rinaldi e Alessandro Greco.

L’INNO DEGLI ITALIANI NEL MONDO “ITALIA PATRIA MIA”

Testo di Giuseppe Gambi e della giornalista, studiosa di Emigrazione italiana nel mondo Tiziana Grassi

Scritto e interpretato dal Tenore Giuseppe Gambi 

Musica di Luigi Polge

Arrangiamento di Armando De Simone

“Italia Patria mia”, questo il titolo dell’Inno degli Italiani nel Mondo che sarà lanciato 

in anteprima assoluta mondiale al “Caffè” di Uno Mattina – programma televisivo che apre 

la programmazione quotidiana della RAI.

Un Inno che celebra la storia di 27 milioni di italiani partiti oltreconfine tra Otto e Novecento e 

che oggi si riverbera in 80 milioni di oriundi sparsi nel mondo. Un’altra Italia che attende segnali 

di attenzione da parte della madre-patria e a cui il Tenore napoletano Giuseppe Gambi, con la 

coautrice Tiziana Grassi, nota studiosa di Emigrazione italiana nel mondo e per 10 anni autrice di 

programmi di servizio per gli italiani all’estero a RAI INTERNATIONAL (oggi RAI ITALIA), 

hanno voluto dedicare un testo di particolare pregnanza emozionale nel segno dell’identità, dei 

legami tra le ‘due Italie’ e dell’appartenenza.

“Una storia – sottolinea la co-autrice dell’Inno degli Italiani nel Mondo, Tiziana Grassi – fatta 

di coraggio, orgoglio, sogni e conquiste, e che ben conosco per il mio lungo e appassionato lavoro di 

autrice a Rai International. Un’esperienza straordinaria, perché è lì che ho potuto conoscere da 

vicino, direttamente, quotidianamente, il vissuto dei nostri connazionali nel mondo, è lì che ho 

potuto dare loro risposte a bisogni espressi ed inespressi. Tutto questo con il Tenore Giuseppe 

Gambi, è l’humus generativo di questo testo, e sono lieta di poterlo esprimere non solo attraverso 

un’opera scientifica di approfondimento che ho recentemente diretto quale è il “Dizionario 

Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER ItaliAteneo con Fondazione 

Migrantes della CEI), ma anche attraverso le parole e la musica, linguaggio universale per eccellenza, 

in profonda empatia con i nostri numerosi e meravigliosi connazionali all’estero che ho appena 

avuto modo di salutare personalmente in un mio recente viaggio in Argentina, a Mar del Plata e 

Buenos Aires, dove ho presentato il Dizionario presso l’Istituto Italiano di Cultura. E’ lì, all’estero, 

che trovo particolarmente sentito e toccante il senso dell’italianità, delle radici, dei legami, 

dell’orgoglio. E’ all’estero che ho visto persone commuoversi soltanto al sentire il suono della 

propria lingua-madre, come già mi accadeva quando noi dalla redazione di Saxa Rubra chiamavamo i 

nostri telespettatori e con grande partecipazione porgevamo loro tutta la nostra disponibilità e 

professionalità nel risolvere i loro problemi pratici e burocratici. Un lavoro prezioso, quello che 

faceva e fa Rai Italia in una dimensione di servizio, una televisione vicina alle persone, alle loro 

istanze, a loro ‘universo’ valoriale. Questo Inno è dedicato a tutti loro, a tutti gli italiani che, ieri 

come oggi – perché sappiamo che il fenomeno migratorio dall’Italia è ripreso a causa della mancanza 

di lavoro – partono, emigrano alla ricerca di una vita migliore, lasciando tre madri: la propria madre 

naturale, la madre-terra e la madre-lingua”, ha concluso la giornalista Tiziana Grassi.

“Di fronte a tanta autentica e travolgente passione di Tiziana Grassi – aggiunge il Tenore Giuseppe 

Gambi rispetto a questo sodalizio professionale – non potevo non mettermi immediatamente al 

lavoro, e con altrettanta passione ho partecipato alla stesura del testo di questo Inno per e degli 

Italiani nel Mondo, coinvolgendo il compositore M° Luigi Polge, persona di straordinaria 

sensibilità ed umanità – elementi fondamentali per ‘sentire’ nel profondo l’Emigrazione – ed un altro 

grande professionista, un apprezzatissimo maestro degli arrangiamenti quale è Armando De 

Simone, autore di numerose colonne sonore. A loro mi legano, oltre che affinità elettive e le comuni 

origini napoletane, un certo modo, empatico, di partecipare al vissuto migratorio, che trovo sia un 

valore aggiunto quando si affrontano temi così delicati quale è il distacco dalle persone care verso 

luoghi sconosciuti e spesso ostili, dove riconfigurare ex novo le proprie mappe interiori. 

Un’esperienza di distacco che ho vissuto sulla mia pelle, in quanto la mia famiglia, come credo molte 

famiglie italiane, ha avuto una storia di emigrazione. Sin da piccolo ho sentito le lacrime di mia 

nonna per la lontananza di un figlio emigrato da Napoli per gli Stati Uniti – il ‘sogno americano’ – 

dove faticosamente ha percorso tutte le tappe di una vita nuova. E quindi conosco da vicino la 

sofferenza vissuta sia da chi era (ed è) costretto a partire, sia da chi restava, come ‘orfano’. Tiziana 

Grassi giustamente parla di coraggio, orgoglio, sogni e conquiste dei nostri connazionali che si 

sono fatti strada nel mondo a costo di immensi sacrifici fino a diventare, talvolta, protagonisti 

all’estero. Queste parole credo siano quelle che meglio condensano il portato di questa pagina 

fondativa della nostra Storia, una storia talvolta un po’ trascurata. Ma sono parole incise sulla pelle 

dei nostri connazionali, e forse anche dei loro figli e nipoti, perché le ferite si riflettono anche 

attraverso le generazioni, nella storia di famiglia. Parole che ho ritrovato poi, incise anche sul 

basamento di un Monumento all’Emigrante, ad Adelaide, in Australia, posto nelle Settlement 

Square, presso il Migration Museum in Tintore Avenue, un luogo-simbolo della nostra epopea 

migratoria, dove un tempo gli europei che arrivavano si radunavano per cercare un lavoro, 

Monumento bronzeo che ha una copia gemella qui in Italia, ad Asiago. Parole che sia Tiziana Grassi 

sia io abbiamo ritenuto dovessero essere assolutamente presenti in questo Inno affinché gli italiani 

all’estero potessero ri-trovarsi in pagine di vissuto doloroso ma anche di grande forza morale. E’ a 

tutti loro che lo dedico, interpretandolo con le emozioni che mi hanno accompagnato sin da 

bambino, quando mia nonna e mia madre mi raccontavano della partenza di mio zio dal porto di 

Genova, un porto che per milioni di persone resta il punto di passaggio simbolico e fisico tra un 

prima e un dopo. Ma la Musica può, almeno così spero, ricomporre i pezzi, vivificare i legami e 

rendere il dovuto omaggio a chi, stando lontano solo geograficamente, non ha mai smesso di amare 

la propria terra di origine. Il mio sogno – conclude Giuseppe Gambi – è di poterlo cantare da loro e 

con loro, in giro per il mondo, anche per sollecitare questa Italia dentro i confini sulla nostra 

Memoria e Identità che sono parte costitutiva di noi, ad ogni latitudine. Ringrazio “Il Caffé” di 

Uno Mattina per avermi dato la possibilità di ‘battezzare’ questo Inno in occasione della Festa 

della Repubblica, con l’augurio che possa essere cantato dai nostri connazionali, lontani eppure 

così a noi vicini”

*Giuseppe Gambi, 33 anni, è un Tenore lirico napoletano diplomato in Canto presso il 

Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Considerato il ‘nuovo Pavarotti”, ha 

partecipato, con grandi consensi – vincitore di numerosi premi – ad eventi nazionali e 

internazionali quali il “Premio Città di Partenope”, “Giornata Mondiale contro l’atassia”, 

“Premio Euro-Mediterraneo”, “Festival Internazionale del Cinema”, a programmi TV Rai – 

“Domenica In”, “I raccomandati”, “Italia’s Got Talent” – ecc. E’ accompagnato dalla 

pianista e soprano Lauren. Nel 2014, in occasione del 7° anniversario della scomparsa del 

grande Tenore Luciano Pavarotti, ha partecipato a Modena al Tributo a Pavarotti, condotto 

da Milly Carlucci. E’ stato ospite, tra le altre, della trasmissione “Nostra Madre Terra” su 

RAI UNO. Prossimamente il nuovo disco. Come giovane talento, fa parte della Fondazione 

“Luciano Pavarotti”.

giulia nardone/ positanonews NAPOLI, 29 GIU – Il tenore Giuseppe Gambi sarà ospite a Rai uno mattina “Effetto Estate” il  30 giugno prossimo dalle ore 10.00. Sarà di nuovo presentato L’Inno degli Italiani  nel Mondo ITALIA PATRIA MIA con una breve intervista del progetto.

   Presenta la giornalista esperta delle emigrazioni italiane Tiziana Grassi. Il programma sarà presentato Benedetta Rinaldi e Alessandro Greco.

L’INNO DEGLI ITALIANI NEL MONDO “ITALIA PATRIA MIA”

Testo di Giuseppe Gambi e della giornalista, studiosa di Emigrazione italiana nel mondo Tiziana Grassi

Scritto e interpretato dal Tenore Giuseppe Gambi 

Musica di Luigi Polge

Arrangiamento di Armando De Simone

“Italia Patria mia”, questo il titolo dell’Inno degli Italiani nel Mondo che sarà lanciato 

in anteprima assoluta mondiale al “Caffè” di Uno Mattina – programma televisivo che apre 

la programmazione quotidiana della RAI.

Un Inno che celebra la storia di 27 milioni di italiani partiti oltreconfine tra Otto e Novecento e 

che oggi si riverbera in 80 milioni di oriundi sparsi nel mondo. Un’altra Italia che attende segnali 

di attenzione da parte della madre-patria e a cui il Tenore napoletano Giuseppe Gambi, con la 

coautrice Tiziana Grassi, nota studiosa di Emigrazione italiana nel mondo e per 10 anni autrice di 

programmi di servizio per gli italiani all’estero a RAI INTERNATIONAL (oggi RAI ITALIA), 

hanno voluto dedicare un testo di particolare pregnanza emozionale nel segno dell’identità, dei 

legami tra le ‘due Italie’ e dell’appartenenza.

“Una storia – sottolinea la co-autrice dell’Inno degli Italiani nel Mondo, Tiziana Grassi – fatta 

di coraggio, orgoglio, sogni e conquiste, e che ben conosco per il mio lungo e appassionato lavoro di 

autrice a Rai International. Un’esperienza straordinaria, perché è lì che ho potuto conoscere da 

vicino, direttamente, quotidianamente, il vissuto dei nostri connazionali nel mondo, è lì che ho 

potuto dare loro risposte a bisogni espressi ed inespressi. Tutto questo con il Tenore Giuseppe 

Gambi, è l’humus generativo di questo testo, e sono lieta di poterlo esprimere non solo attraverso 

un’opera scientifica di approfondimento che ho recentemente diretto quale è il “Dizionario 

Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER ItaliAteneo con Fondazione 

Migrantes della CEI), ma anche attraverso le parole e la musica, linguaggio universale per eccellenza, 

in profonda empatia con i nostri numerosi e meravigliosi connazionali all’estero che ho appena 

avuto modo di salutare personalmente in un mio recente viaggio in Argentina, a Mar del Plata e 

Buenos Aires, dove ho presentato il Dizionario presso l’Istituto Italiano di Cultura. E’ lì, all’estero, 

che trovo particolarmente sentito e toccante il senso dell’italianità, delle radici, dei legami, 

dell’orgoglio. E’ all’estero che ho visto persone commuoversi soltanto al sentire il suono della 

propria lingua-madre, come già mi accadeva quando noi dalla redazione di Saxa Rubra chiamavamo i 

nostri telespettatori e con grande partecipazione porgevamo loro tutta la nostra disponibilità e 

professionalità nel risolvere i loro problemi pratici e burocratici. Un lavoro prezioso, quello che 

faceva e fa Rai Italia in una dimensione di servizio, una televisione vicina alle persone, alle loro 

istanze, a loro ‘universo’ valoriale. Questo Inno è dedicato a tutti loro, a tutti gli italiani che, ieri 

come oggi – perché sappiamo che il fenomeno migratorio dall’Italia è ripreso a causa della mancanza 

di lavoro – partono, emigrano alla ricerca di una vita migliore, lasciando tre madri: la propria madre 

naturale, la madre-terra e la madre-lingua”, ha concluso la giornalista Tiziana Grassi.

“Di fronte a tanta autentica e travolgente passione di Tiziana Grassi – aggiunge il Tenore Giuseppe 

Gambi rispetto a questo sodalizio professionale – non potevo non mettermi immediatamente al 

lavoro, e con altrettanta passione ho partecipato alla stesura del testo di questo Inno per e degli 

Italiani nel Mondo, coinvolgendo il compositore M° Luigi Polge, persona di straordinaria 

sensibilità ed umanità – elementi fondamentali per ‘sentire’ nel profondo l’Emigrazione – ed un altro 

grande professionista, un apprezzatissimo maestro degli arrangiamenti quale è Armando De 

Simone, autore di numerose colonne sonore. A loro mi legano, oltre che affinità elettive e le comuni 

origini napoletane, un certo modo, empatico, di partecipare al vissuto migratorio, che trovo sia un 

valore aggiunto quando si affrontano temi così delicati quale è il distacco dalle persone care verso 

luoghi sconosciuti e spesso ostili, dove riconfigurare ex novo le proprie mappe interiori. 

Un’esperienza di distacco che ho vissuto sulla mia pelle, in quanto la mia famiglia, come credo molte 

famiglie italiane, ha avuto una storia di emigrazione. Sin da piccolo ho sentito le lacrime di mia 

nonna per la lontananza di un figlio emigrato da Napoli per gli Stati Uniti – il ‘sogno americano’ – 

dove faticosamente ha percorso tutte le tappe di una vita nuova. E quindi conosco da vicino la 

sofferenza vissuta sia da chi era (ed è) costretto a partire, sia da chi restava, come ‘orfano’. Tiziana 

Grassi giustamente parla di coraggio, orgoglio, sogni e conquiste dei nostri connazionali che si 

sono fatti strada nel mondo a costo di immensi sacrifici fino a diventare, talvolta, protagonisti 

all’estero. Queste parole credo siano quelle che meglio condensano il portato di questa pagina 

fondativa della nostra Storia, una storia talvolta un po’ trascurata. Ma sono parole incise sulla pelle 

dei nostri connazionali, e forse anche dei loro figli e nipoti, perché le ferite si riflettono anche 

attraverso le generazioni, nella storia di famiglia. Parole che ho ritrovato poi, incise anche sul 

basamento di un Monumento all’Emigrante, ad Adelaide, in Australia, posto nelle Settlement 

Square, presso il Migration Museum in Tintore Avenue, un luogo-simbolo della nostra epopea 

migratoria, dove un tempo gli europei che arrivavano si radunavano per cercare un lavoro, 

Monumento bronzeo che ha una copia gemella qui in Italia, ad Asiago. Parole che sia Tiziana Grassi 

sia io abbiamo ritenuto dovessero essere assolutamente presenti in questo Inno affinché gli italiani 

all’estero potessero ri-trovarsi in pagine di vissuto doloroso ma anche di grande forza morale. E’ a 

tutti loro che lo dedico, interpretandolo con le emozioni che mi hanno accompagnato sin da 

bambino, quando mia nonna e mia madre mi raccontavano della partenza di mio zio dal porto di 

Genova, un porto che per milioni di persone resta il punto di passaggio simbolico e fisico tra un 

prima e un dopo. Ma la Musica può, almeno così spero, ricomporre i pezzi, vivificare i legami e 

rendere il dovuto omaggio a chi, stando lontano solo geograficamente, non ha mai smesso di amare 

la propria terra di origine. Il mio sogno – conclude Giuseppe Gambi – è di poterlo cantare da loro e 

con loro, in giro per il mondo, anche per sollecitare questa Italia dentro i confini sulla nostra 

Memoria e Identità che sono parte costitutiva di noi, ad ogni latitudine. Ringrazio “Il Caffé” di 

Uno Mattina per avermi dato la possibilità di ‘battezzare’ questo Inno in occasione della Festa 

della Repubblica, con l’augurio che possa essere cantato dai nostri connazionali, lontani eppure 

così a noi vicini”

*Giuseppe Gambi, 33 anni, è un Tenore lirico napoletano diplomato in Canto presso il 

Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Considerato il ‘nuovo Pavarotti”, ha 

partecipato, con grandi consensi – vincitore di numerosi premi – ad eventi nazionali e 

internazionali quali il “Premio Città di Partenope”, “Giornata Mondiale contro l’atassia”, 

“Premio Euro-Mediterraneo”, “Festival Internazionale del Cinema”, a programmi TV Rai – 

“Domenica In”, “I raccomandati”, “Italia’s Got Talent” – ecc. E’ accompagnato dalla 

pianista e soprano Lauren. Nel 2014, in occasione del 7° anniversario della scomparsa del 

grande Tenore Luciano Pavarotti, ha partecipato a Modena al Tributo a Pavarotti, condotto 

da Milly Carlucci. E’ stato ospite, tra le altre, della trasmissione “Nostra Madre Terra” su 

RAI UNO. Prossimamente il nuovo disco. Come giovane talento, fa parte della Fondazione 

“Luciano Pavarotti”.

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