Al tenore Vittorio Grigolo va il Premio Caruso 2015

0

La trasmissione sarà in onda il 4 luglio

 

Sorrento –  I caldi e tragici fuochi dell’ISIS hanno fatto rimandare l’appuntamento estivo con la trasmissione della serata intitolata ad Enrico Caruso che si svolge annualmente nell’ameno borgo di Marina Grande a Sorrento.

Una serata calda in riva all’azzurro mare della costiera sorrentina che sotto ad una splendente luna apre la kermesse 2015 del ‘Premio Caruso – Una notte per Caruso’, nella quale sono stati protagonisti molti artisti che hanno eseguito canzoni sul tema della pace, della solidarietà e dell’amicizia. L’affiata coppia conduttrice per il secondo anno consecutivo, formata da Elisa Isoardi e da Flavio Montrucchio ha introdotto questo percorso storico-musicale con brani di tutti i tempi. Una terra, quella delle sirene da cui partirono per la Grande Guerra tanti uomini che poi dal fronte mandavano le lettere sia alle loro amate che alle loro famiglie. ‘O surdato ‘nnammurato’, scritta dal sorrentino Aniello Califano, che è proprio uno degli inni di quei soldati che sul fronte dovevano “far fronte al nemico una barriera”, è stata cantata da Manuela Villa con la proiezione delle lettere originali di quei soldati. Uomini che non sapevano parlare l’italiano ma solo il loro dialetto e che per motivi più grandi di loro si ritrovarono insieme, facendo per forza di cose amicizia e condividendo gioie e dolori, di una guerra che ebbe come canzone contro di essa ‘Le rose rosse’. La cui coreografia ad inizio della serata, e poi anche nel suo corso, è stata accompagnata dai solisti della Mvula Sungani Physical Dance e dalla stella internazionale Emanuela Bianchini, con la partecipazioni dei primi ballerini del Teatro dell’Opera di Tirana, Enada Hoxha e Gerd Vaso, che hanno vestito i costumi di Giuseppe Tramontano.

Il mare che si infrange sulla battigia lento e silenzioso è come se non volesse disturbare lo svolgere di una serata in cui è protagonista anche l’amicizia decantata in molte canzoni mondiali. Ed è come volesse indurre ad un clima di serenità come in quel meraviglioso inno alla distensione riconoscibile nella poesia scritta da Eduardo De Filippo nel 1948: ‘Io vulesse truva’ pace’, letta con maestria da Enzo De Caro. Mentre un’emozionata Suor Cristina, che faceva il suo debutto assoluto sull’incantevole  palcoscenico della marina resa famosa da Sofia Loren, si inerpicava in ‘L’essenziale’ ed in ‘Beatiful That Way’. Tanti artisti che hanno dato il loro contributo ed in special modo Tullio De Piscopo che insieme a Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Elisabetta Serio e Rosario Iermano, hanno regalato un tributo a Pino Daniele, cantando due sue famose canzoni con sullo sfondo le foto dei vicoli di Napoli dove egli è cresciuto. Il convenuto folto pubblico, insieme alle tante autorità presenti, sia amministrative che militari, veniva anch’esso trascinato abbandonandosi a calorosi applausi, sia per l’esecuzione degli artisti che per le canzoni. Un’escalation che con il passare del tempo si è elettrizzata anche con canzoni come ‘Torna a Surriento’, cantata da Serena Rossi,‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, sulle cui note sono state lette le parole del discorso ‘I have dream’ di Martin Luter King, da ‘Girotondo intorno al mondo’ ad ‘Un mondo d’amore’(cantato dal duo Enzo De Caro-Gloria Guida). Per passare con le canzoni dell’inedita coppia Enzo Gragnaniello-Serena Rossi che si sono esibiti in ‘Donna’ e ‘Cu’ mme’, e di Patty Pravo che con le sue ‘Un senso’ e poi in ‘Les etrangers’, ha rinverdito in molti i ricordi delle canzoni degli anni ’60 e ‘70. Finalmente dopo tanti anni, diciamo così, che la canzone scritta da E.A. Mario (Giovanni Ermete Gaeta) ‘La leggenda del Piave’, un brano considerato Inno nazionale in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, ha ricevuto il giusto riconoscimento. Sul palco a ricevere il giusto ‘riconoscimento’ c’erano la figlia del compositore insieme alla nipote, che le è stato consegnato da Mario Lavezzi, presidente SIAE della Sezione Musica.

La statuetta del Premio Caruso è stata consegnata dal sindaco Giuseppe Cuomo ad un emozionato tenore Vittorio Grigolo che si è esibito sia in ‘Una furtiva lacrima’ che in ‘Caruso’. Ma il ricordo dell’indimenticabile cantautore e chitarrista nato nel Quartiere Porto, a Napoli, non poteva che chiudere la serata in riva al mare di Marina Grande che sarà trasmessa il 4 luglio dalla RAI.   

                                    Galleria fotografica di Rosario Criscuolo

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

     

   

   

 

GIUSEPPE SPASIANO

 

La trasmissione sarà in onda il 4 luglio

 

Sorrento –  I caldi e tragici fuochi dell’ISIS hanno fatto rimandare l’appuntamento estivo con la trasmissione della serata intitolata ad Enrico Caruso che si svolge annualmente nell’ameno borgo di Marina Grande a Sorrento.

Una serata calda in riva all’azzurro mare della costiera sorrentina che sotto ad una splendente luna apre la kermesse 2015 del ‘Premio Caruso – Una notte per Caruso’, nella quale sono stati protagonisti molti artisti che hanno eseguito canzoni sul tema della pace, della solidarietà e dell’amicizia. L’affiata coppia conduttrice per il secondo anno consecutivo, formata da Elisa Isoardi e da Flavio Montrucchio ha introdotto questo percorso storico-musicale con brani di tutti i tempi. Una terra, quella delle sirene da cui partirono per la Grande Guerra tanti uomini che poi dal fronte mandavano le lettere sia alle loro amate che alle loro famiglie. ‘O surdato ‘nnammurato’, scritta dal sorrentino Aniello Califano, che è proprio uno degli inni di quei soldati che sul fronte dovevano “far fronte al nemico una barriera”, è stata cantata da Manuela Villa con la proiezione delle lettere originali di quei soldati. Uomini che non sapevano parlare l’italiano ma solo il loro dialetto e che per motivi più grandi di loro si ritrovarono insieme, facendo per forza di cose amicizia e condividendo gioie e dolori, di una guerra che ebbe come canzone contro di essa ‘Le rose rosse’. La cui coreografia ad inizio della serata, e poi anche nel suo corso, è stata accompagnata dai solisti della Mvula Sungani Physical Dance e dalla stella internazionale Emanuela Bianchini, con la partecipazioni dei primi ballerini del Teatro dell’Opera di Tirana, Enada Hoxha e Gerd Vaso, che hanno vestito i costumi di Giuseppe Tramontano.

Il mare che si infrange sulla battigia lento e silenzioso è come se non volesse disturbare lo svolgere di una serata in cui è protagonista anche l’amicizia decantata in molte canzoni mondiali. Ed è come volesse indurre ad un clima di serenità come in quel meraviglioso inno alla distensione riconoscibile nella poesia scritta da Eduardo De Filippo nel 1948: ‘Io vulesse truva’ pace’, letta con maestria da Enzo De Caro. Mentre un’emozionata Suor Cristina, che faceva il suo debutto assoluto sull’incantevole  palcoscenico della marina resa famosa da Sofia Loren, si inerpicava in ‘L’essenziale’ ed in ‘Beatiful That Way’. Tanti artisti che hanno dato il loro contributo ed in special modo Tullio De Piscopo che insieme a Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Elisabetta Serio e Rosario Iermano, hanno regalato un tributo a Pino Daniele, cantando due sue famose canzoni con sullo sfondo le foto dei vicoli di Napoli dove egli è cresciuto. Il convenuto folto pubblico, insieme alle tante autorità presenti, sia amministrative che militari, veniva anch’esso trascinato abbandonandosi a calorosi applausi, sia per l’esecuzione degli artisti che per le canzoni. Un’escalation che con il passare del tempo si è elettrizzata anche con canzoni come ‘Torna a Surriento’, cantata da Serena Rossi,‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, sulle cui note sono state lette le parole del discorso ‘I have dream’ di Martin Luter King, da ‘Girotondo intorno al mondo’ ad ‘Un mondo d’amore’(cantato dal duo Enzo De Caro-Gloria Guida). Per passare con le canzoni dell’inedita coppia Enzo Gragnaniello-Serena Rossi che si sono esibiti in ‘Donna’ e ‘Cu’ mme’, e di Patty Pravo che con le sue ‘Un senso’ e poi in ‘Les etrangers’, ha rinverdito in molti i ricordi delle canzoni degli anni ’60 e ‘70. Finalmente dopo tanti anni, diciamo così, che la canzone scritta da E.A. Mario (Giovanni Ermete Gaeta) ‘La leggenda del Piave’, un brano considerato Inno nazionale in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, ha ricevuto il giusto riconoscimento. Sul palco a ricevere il giusto ‘riconoscimento’ c’erano la figlia del compositore insieme alla nipote, che le è stato consegnato da Mario Lavezzi, presidente SIAE della Sezione Musica.

La statuetta del Premio Caruso è stata consegnata dal sindaco Giuseppe Cuomo ad un emozionato tenore Vittorio Grigolo che si è esibito sia in ‘Una furtiva lacrima’ che in ‘Caruso’. Ma il ricordo dell’indimenticabile cantautore e chitarrista nato nel Quartiere Porto, a Napoli, non poteva che chiudere la serata in riva al mare di Marina Grande che sarà trasmessa il 4 luglio dalla RAI.   

                                    Galleria fotografica di Rosario Criscuolo

   

   

   

   

   

   

   

   

   

   

     

   

   

 

GIUSEPPE SPASIANO