Medjugorje per il Sant’Uffizio non vi è nulla di soprannaturale. La Chiesa vieta ai veggenti di partecipare ai raduni

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CITTÀ DEL VATICANO – Le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale. Divieto ai sei veggenti di partecipare ai raduni. Imposizione ai vescovi di non farli invitare né di accoglierli. Sono questi gli orientamenti più importanti emersi nella riunione di mercoledì scorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Gerhard Ludwig Mueller, in Vaticano. Un incontro molto atteso, soprattutto dopo la consegna da parte della Commissione di inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini, della documentazione raccolta e messa a disposizione del Papa.

Un anniversario amaro (il 34°) per le apparizioni al santuario nell’Erzegovina, visitato ogni anno da milioni di pellegrini. Nella riunione il luogo sacro non è stato messo in discussione, né tanto meno il rapporto tra i fedeli e il santuario. Il caso controverso riguarda semmai le visioni e i tour periodicamente compiuti dai sei veggenti. Dopo le parole critiche pronunciate da Papa Francesco sulla genuinità delle apparizioni il 6 giugno scorso sul volo da Sarajevo, l’altro ieri è stata la volta della plenaria all’ex Sant’Uffizio. Diversi i punti toccati. Secondo gli orientamenti emersi le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale e il loro messaggio verrebbe considerato addirittura come inconsistente sotto il profilo teologico. I sei veggenti hanno ora l’espresso divieto di partecipare a raduni e di divulgare messaggi che essi sostengono provenire dalla Madonna. Inoltre i vescovi sono invitati a non accoglierli per assemblee dei fedeli.

Ma quel che soprattutto ha colpito i membri della Congregazione è uno degli elementi forti dell’inchiesta guidata da Ruini. E cioè il consistente giro di denaro attorno al fenomeno Medjugorje. Il sospetto è che ci possano essere operazioni di lucro sui pellegrini che si riuniscono in grande numero nei raduni dei veggenti all’estero, ma anche forti interessi economici locali in gioco per hotel e agenzie di viaggio. Un dato che, arrivato alle orecchie di un Pontefice che predica la sobrietà come Jorge Bergoglio, non è sfuggito al nuovo corso in Vaticano.

FOCUS: Lo scetticismo di Bergoglio, la curiosità di Wojtyla

Alcune fonti vicine a Medjugorje parlano ora di “cordone sanitario eretto intorno ai veggenti”, ma invitano a distinguere la sacralità del luogo mariano dalle presunte apparizioni.

 

 

Quella di mercoledì scorso non sarà comunque l’ultima riunione dedicata al caso. Ce ne sarà infatti un’altra, probabilmente dopo l’estate. Dopodiché arriverà il pronunciamento del Papa. Ma il suo pensiero sul caso è già molto preciso.

CITTÀ DEL VATICANO – Le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale. Divieto ai sei veggenti di partecipare ai raduni. Imposizione ai vescovi di non farli invitare né di accoglierli. Sono questi gli orientamenti più importanti emersi nella riunione di mercoledì scorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dal cardinale Gerhard Ludwig Mueller, in Vaticano. Un incontro molto atteso, soprattutto dopo la consegna da parte della Commissione di inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini, della documentazione raccolta e messa a disposizione del Papa.

Un anniversario amaro (il 34°) per le apparizioni al santuario nell'Erzegovina, visitato ogni anno da milioni di pellegrini. Nella riunione il luogo sacro non è stato messo in discussione, né tanto meno il rapporto tra i fedeli e il santuario. Il caso controverso riguarda semmai le visioni e i tour periodicamente compiuti dai sei veggenti. Dopo le parole critiche pronunciate da Papa Francesco sulla genuinità delle apparizioni il 6 giugno scorso sul volo da Sarajevo, l'altro ieri è stata la volta della plenaria all'ex Sant'Uffizio. Diversi i punti toccati. Secondo gli orientamenti emersi le apparizioni di Medjugorje non avrebbero nulla di soprannaturale e il loro messaggio verrebbe considerato addirittura come inconsistente sotto il profilo teologico. I sei veggenti hanno ora l'espresso divieto di partecipare a raduni e di divulgare messaggi che essi sostengono provenire dalla Madonna. Inoltre i vescovi sono invitati a non accoglierli per assemblee dei fedeli.

Ma quel che soprattutto ha colpito i membri della Congregazione è uno degli elementi forti dell'inchiesta guidata da Ruini. E cioè il consistente giro di denaro attorno al fenomeno Medjugorje. Il sospetto è che ci possano essere operazioni di lucro sui pellegrini che si riuniscono in grande numero nei raduni dei veggenti all'estero, ma anche forti interessi economici locali in gioco per hotel e agenzie di viaggio. Un dato che, arrivato alle orecchie di un Pontefice che predica la sobrietà come Jorge Bergoglio, non è sfuggito al nuovo corso in Vaticano.

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Alcune fonti vicine a Medjugorje parlano ora di "cordone sanitario eretto intorno ai veggenti", ma invitano a distinguere la sacralità del luogo mariano dalle presunte apparizioni.

 

 

Quella di mercoledì scorso non sarà comunque l'ultima riunione dedicata al caso. Ce ne sarà infatti un'altra, probabilmente dopo l'estate. Dopodiché arriverà il pronunciamento del Papa. Ma il suo pensiero sul caso è già molto preciso.

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