Attentato in Francia, esplosione in un sito industriale. Un decapitato e la bandiera Isis

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Attacco di probabile matrice islamica in un impianto di gas industriale nell’Isère, a 30 chilometri da Lione, in Francia, nella regione del Rodano-Alpi. Una vittima e due feriti il bilancio, confermato dal presidente francese, François Hollande in conferenza stampa a Bruxelles, a seguito dell’attacco di venerdì mattina alla fabbrica di Saint-Quentin-Fallavier, una trentina di chilometri da Lione. Sull’attentato, che Hollande ha definito «di natura terroristica», ha avviato un’indagine la sezione antiterrorismo della procura di Parigi, che ha aperto un’inchiesta per «omicidio, tentato omicidio in associazione organizzata in relazione a un atto terroristico».Arestato un uomo, già considerato dai servizi di sicurezza francesi come un possibile militante islamico radicale. Le forze dell’ordine hanno fermato anche un sospetto complice. Il presidente francese sta rientrando a Parigi da Bruxelles, dove ha convocato una riunione all’Eliseo alle 15.30. Il presidente francese ha guardato le immagini dell’attentato con Angela Merkel. Il suo entourage lo ha definito «scioccato». «Purtroppo è avvenuto un nuovo attacco terroristico» ha detto il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian. Il primo ministro Manuel Valls interromperà il suo viaggio in Colombia per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda. I premier di tutto il mondo hanno espresso condoglianze alla Francia. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al presidente francese François Holland, un messaggio nel quale esprime «lo sdegno e la condanna per il barbaro attacco omicida avvenuto a Saint-Quentin-Fallavier» e invia «al popolo francese, già duramente colpito dall’attentato terroristico del 7 gennaio scorso, il cordoglio e la solidarietà dell’Italia intera»Secondo le ricostruzioni, venerdì mattina due uomini a bordo di un’auto, hanno fatto irruzione nell’impianto, l’Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, lanciandosi contro delle bombole di gas e provocando un’esplosione. «Non abbiamo dubbi che volessero far saltare l’intero complesso industriale», ha dichiarato Hollande. Nei pressi dell’ingresso dell’azienda Air Products è stato ritrovato un corpo decapitato. La testa si trovava a diverse decine di metri dal corpo, appesa alla recinzione lungo la statale Rd311, avvolta in una bandiera con scritte islamiche. Non è chiaro in quali circostanze la vittima sia stata decapitata. Secondo fonti francesi si tratterebbe di un camionista della zona che si trovava nel sito per una consegna. Altre due persone sono rimaste ferite nell’esplosione, dicono le autorità francesi. Uno dei due presunti autori dell’attacco, che avevano con loro una bandiera bianca con iscrizioni in arabo, è stato arrestato e «identificato». L’uomo, Yassin Sahli, classe 1980, spostato con tre figli, era già noto al Dgsi, i servizi di sicurezza interni francesi, senza precedenti penali. Nel 2006 era stato inserito dall’intelligence francese nella blacklist delle persone a rischio, da cui venne però rimosso nel 2008. Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha anche precisato che a bloccare il terrorista è stato un pompiere dell’Sdis, il Servizio dipartimentale per gli incendi e il soccorso. «Il sangue freddo di un pompiere ha permesso l’arresto del criminale», ha dichiarato in conferenza stampa Cazeneuve.L’uomo è residente nella zona di Lione e anche la moglie, secondo la stampa francese, sarebbe in stato di fermo. Arrestato anche un secondo uomo, fermato dalla polizia dopo che era stato visto passare più volte di fronte all’ingresso dell’impianto di gas a bordo di una Ford Fusion poco prima dell’attacco, auto che avrebbe speronato i serbatoi di gas dell’impianto nel tentativo di farlo saltare in aria. L’uomo è stato bloccato nella sua abitazione a Saint-Quentin-Fallavier e sono in corso perquisizioni. Secondo il ministro di Isère l’auto utilizzata per l’attentato era dotata di un permesso per accedere allo stabilimento e gli investigatori sospettano che possa essere stata rubata a un dipendente. Il ministro dell’Interno ha aggiunto che diverse persone vengono ascoltate in queste ore. Nella regione dell’Isère è stata rafforzata la sicurezza, così come la protezione di altri siti industriali nel Paese. L’azienda si trova in un posto isolato. Il primo ministro Manuel Valls, accorso sul posto, ha ordinato una vigilanza rinforzata su tutti i siti sensibili nella regione. Sul luogo dell’attentato, in arrivo anche il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve e quello degli Esteri, Laurent Fabius. Già presente il prefetto del dipartimento d’Isère. I dipendenti dell’impianto, sotto choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino. In un comunicato l’ex presidente Nicolas Sarkozy, annota: «Hanno dichiarato guerra alla nostra civiltà. Attraverso il suo messaggio, la messa in scena macabra e sanguinolenta, l’autore o gli autori di questo attentato hanno dichiarato guerra alla Repubblica, alla democrazia, alla civiltà». In Rete, sugli account affiliati ai gruppi jihadisti, sono subito apparsi messaggi di festeggiamento. Il premier Matteo Renzi- presente a Bruxelles per i lavori del Consiglio Ue — ha espresso le proprie condoglianze e la solidarietà dell’Italia al presidente francese. L’attentato potrebbe avere anche ulteriori conseguenze. L’impianto – di proprietà di una multinazionale americana di gas industriale e medico fondata nel 1940 – è infatti clasificato in base alla “direttiva Seveso”. Ovvero la norma che impone di identificare i siti industriali che contengono esplosivi o prodotti chimici, considerati pericolosi. Il livello di rischio era comunque ritenuto basso. (Corriere della Sera)

Attacco di probabile matrice islamica in un impianto di gas industriale nell’Isère, a 30 chilometri da Lione, in Francia, nella regione del Rodano-Alpi. Una vittima e due feriti il bilancio, confermato dal presidente francese, François Hollande in conferenza stampa a Bruxelles, a seguito dell’attacco di venerdì mattina alla fabbrica di Saint-Quentin-Fallavier, una trentina di chilometri da Lione. Sull’attentato, che Hollande ha definito «di natura terroristica», ha avviato un’indagine la sezione antiterrorismo della procura di Parigi, che ha aperto un’inchiesta per «omicidio, tentato omicidio in associazione organizzata in relazione a un atto terroristico».Arestato un uomo, già considerato dai servizi di sicurezza francesi come un possibile militante islamico radicale. Le forze dell’ordine hanno fermato anche un sospetto complice. Il presidente francese sta rientrando a Parigi da Bruxelles, dove ha convocato una riunione all’Eliseo alle 15.30. Il presidente francese ha guardato le immagini dell’attentato con Angela Merkel. Il suo entourage lo ha definito «scioccato». «Purtroppo è avvenuto un nuovo attacco terroristico» ha detto il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian. Il primo ministro Manuel Valls interromperà il suo viaggio in Colombia per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda. I premier di tutto il mondo hanno espresso condoglianze alla Francia. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al presidente francese François Holland, un messaggio nel quale esprime «lo sdegno e la condanna per il barbaro attacco omicida avvenuto a Saint-Quentin-Fallavier» e invia «al popolo francese, già duramente colpito dall’attentato terroristico del 7 gennaio scorso, il cordoglio e la solidarietà dell’Italia intera»Secondo le ricostruzioni, venerdì mattina due uomini a bordo di un’auto, hanno fatto irruzione nell’impianto, l’Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, lanciandosi contro delle bombole di gas e provocando un’esplosione. «Non abbiamo dubbi che volessero far saltare l’intero complesso industriale», ha dichiarato Hollande. Nei pressi dell’ingresso dell’azienda Air Products è stato ritrovato un corpo decapitato. La testa si trovava a diverse decine di metri dal corpo, appesa alla recinzione lungo la statale Rd311, avvolta in una bandiera con scritte islamiche. Non è chiaro in quali circostanze la vittima sia stata decapitata. Secondo fonti francesi si tratterebbe di un camionista della zona che si trovava nel sito per una consegna. Altre due persone sono rimaste ferite nell’esplosione, dicono le autorità francesi. Uno dei due presunti autori dell’attacco, che avevano con loro una bandiera bianca con iscrizioni in arabo, è stato arrestato e «identificato». L’uomo, Yassin Sahli, classe 1980, spostato con tre figli, era già noto al Dgsi, i servizi di sicurezza interni francesi, senza precedenti penali. Nel 2006 era stato inserito dall’intelligence francese nella blacklist delle persone a rischio, da cui venne però rimosso nel 2008. Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha anche precisato che a bloccare il terrorista è stato un pompiere dell’Sdis, il Servizio dipartimentale per gli incendi e il soccorso. «Il sangue freddo di un pompiere ha permesso l’arresto del criminale», ha dichiarato in conferenza stampa Cazeneuve.L’uomo è residente nella zona di Lione e anche la moglie, secondo la stampa francese, sarebbe in stato di fermo. Arrestato anche un secondo uomo, fermato dalla polizia dopo che era stato visto passare più volte di fronte all’ingresso dell’impianto di gas a bordo di una Ford Fusion poco prima dell’attacco, auto che avrebbe speronato i serbatoi di gas dell’impianto nel tentativo di farlo saltare in aria. L’uomo è stato bloccato nella sua abitazione a Saint-Quentin-Fallavier e sono in corso perquisizioni. Secondo il ministro di Isère l’auto utilizzata per l’attentato era dotata di un permesso per accedere allo stabilimento e gli investigatori sospettano che possa essere stata rubata a un dipendente. Il ministro dell’Interno ha aggiunto che diverse persone vengono ascoltate in queste ore. Nella regione dell’Isère è stata rafforzata la sicurezza, così come la protezione di altri siti industriali nel Paese. L’azienda si trova in un posto isolato. Il primo ministro Manuel Valls, accorso sul posto, ha ordinato una vigilanza rinforzata su tutti i siti sensibili nella regione. Sul luogo dell’attentato, in arrivo anche il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve e quello degli Esteri, Laurent Fabius. Già presente il prefetto del dipartimento d’Isère. I dipendenti dell’impianto, sotto choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino. In un comunicato l’ex presidente Nicolas Sarkozy, annota: «Hanno dichiarato guerra alla nostra civiltà. Attraverso il suo messaggio, la messa in scena macabra e sanguinolenta, l’autore o gli autori di questo attentato hanno dichiarato guerra alla Repubblica, alla democrazia, alla civiltà». In Rete, sugli account affiliati ai gruppi jihadisti, sono subito apparsi messaggi di festeggiamento. Il premier Matteo Renzi- presente a Bruxelles per i lavori del Consiglio Ue — ha espresso le proprie condoglianze e la solidarietà dell’Italia al presidente francese. L’attentato potrebbe avere anche ulteriori conseguenze. L’impianto – di proprietà di una multinazionale americana di gas industriale e medico fondata nel 1940 – è infatti clasificato in base alla "direttiva Seveso". Ovvero la norma che impone di identificare i siti industriali che contengono esplosivi o prodotti chimici, considerati pericolosi. Il livello di rischio era comunque ritenuto basso. (Corriere della Sera)