Napoli. Biglietterie Anm, automatiche ma senza resto o il ticket giusto. Turisti disorientati e utenti esasperati

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Napoli. Utenti esasperati, turisti sballottati, portoghesi sempre pronti a cogliere l’attimo. Per andare in metropolitana a Napoli munito di regolare biglietto devi essere più intelligente dei tedeschi, meno aggressivo degli inglesi, più paziente di chi taglia corto e viaggia gratis. Macchinette che non danno il resto, che non hanno il biglietto giusto, tabaccai esasperati: insomma il caos. E così puoi viaggiare sulla Linea 1 della metro da Garibaldi a Piscinola, cambiare fermata, cercare testardamente un biglietto per ore. A guardare bene quanto succede nella metropolitana di Napoli si ha la sensazione che alla consueta sciatteria che talvolta contraddistingue i servizi pubblici cittadini si è sommata una voglia matta di complicare la vita. Il tutto accade dopo le 21, quando in strada i rivenditori sono chiusi e i tabaccai delle stazioni della Linea 1 abbassano le serrande. In bella vista i giganti gialli o blu con le loro lucine colorate ed i pulsanti consumati sono pronti a vendere automaticamente il biglietto. Ma non quello che serve per viaggiare sulla tratta Garibaldi-Piscinola, ovvero il biglietto «Corsa singola» emesso dall’Anm al costo di un solo euro. No, quel biglietto nelle macchinette situate nella maggior parte delle stazioni non c’è. È possibile trovarlo solo in alcune stazioni, quelle aperte recentemente, come Garibaldi, Municipio, Toledo e Dante con l’unica eccezione di Rione Alto. Ma se da Museo, o da Frullone piuttosto che da Montedonzelli si vuol raggiungere la centralissima Piazza Municipio alle nove di sera trovare un biglietto è impossibile. In particolare a Museo, la stazione dove è possibile l’interscambio con la linea 2 della metropolitana gestita da Trenitalia (dove il biglietto corsa singola Anm da un euro non vale ma occorre procurarsi quello da 1 euro e 20 centesimi), ci sono due macchinette erogatrici. La prima in cui ci si imbatte appena finite le scale è fuori servizio. La seconda invece funziona. Ma il biglietto giusto, quello da 1 euro, non c’è. Quindi, l’unico modo per accedere alla metropolitana è acquistare il biglietto del consorzio unico, il «Tic» da un 1 euro e 50 centesimi che consente di salire a bordo anche di altri mezzi. Ma non si può acquistare con una moneta da 2 euro. E nemmeno con delle banconote. Un cartello affisso sull’apparecchio spiega che bisogna inserire l’importo preciso, che bisogna premere due volte il tasto «ok» e che inoltre la macchinetta erogatrice non dà resto, così se avete inserito due monete da 1 euro avrete pagato un biglietto da 1.50 (che non vi serve) 2 euro. Questo vale da Piscinola fino a Dante con le eccezioni delle nuove stazioni dove è stata installata una macchinetta di ultima generazione che eroga i biglietti giusti. «C’è molta confusione e gli utenti non capiscono ancora quale biglietto chiedere. Si rivolgono a noi comunicandoci la meta» dice Veronica Giusti, che insieme ai suoi fratelli gestisce la tabaccheria di famiglia nella stazione di Piscinola, il capolinea della metro gialla da cui è poi possibile accedere ai comuni dell’area a nord di Napoli. «Spesso chi scende qui deve recarsi ad Aversa o a Giugliano – spiega Veronica – qui le persone arrivano con il biglietto di 1 euro, poi si recano ai varchi ma bloccati dai controllori vengono a comprare il biglietto giusto. Il punto è che con un euro fanno 15 fermate e poi per fare appena due fermate o tre devono ricomprare un ticket da 1 euro e 50 centesimi o da 2 euro». In effetti si tratta di altre fasce previste dal biglietto integrato che consentono di viaggiare sulla metro e su altri treni. «Anm fa il biglietto» come recita lo slogan dell’azienda, ma l’utenza è costretta a tornare indietro, prendere un taxi o essere fortunata da avere in tasca proprio la cifra giusta. (Maria Elefante – Il Mattino)

Napoli. Utenti esasperati, turisti sballottati, portoghesi sempre pronti a cogliere l’attimo. Per andare in metropolitana a Napoli munito di regolare biglietto devi essere più intelligente dei tedeschi, meno aggressivo degli inglesi, più paziente di chi taglia corto e viaggia gratis. Macchinette che non danno il resto, che non hanno il biglietto giusto, tabaccai esasperati: insomma il caos. E così puoi viaggiare sulla Linea 1 della metro da Garibaldi a Piscinola, cambiare fermata, cercare testardamente un biglietto per ore. A guardare bene quanto succede nella metropolitana di Napoli si ha la sensazione che alla consueta sciatteria che talvolta contraddistingue i servizi pubblici cittadini si è sommata una voglia matta di complicare la vita. Il tutto accade dopo le 21, quando in strada i rivenditori sono chiusi e i tabaccai delle stazioni della Linea 1 abbassano le serrande. In bella vista i giganti gialli o blu con le loro lucine colorate ed i pulsanti consumati sono pronti a vendere automaticamente il biglietto. Ma non quello che serve per viaggiare sulla tratta Garibaldi-Piscinola, ovvero il biglietto «Corsa singola» emesso dall’Anm al costo di un solo euro. No, quel biglietto nelle macchinette situate nella maggior parte delle stazioni non c’è. È possibile trovarlo solo in alcune stazioni, quelle aperte recentemente, come Garibaldi, Municipio, Toledo e Dante con l’unica eccezione di Rione Alto. Ma se da Museo, o da Frullone piuttosto che da Montedonzelli si vuol raggiungere la centralissima Piazza Municipio alle nove di sera trovare un biglietto è impossibile. In particolare a Museo, la stazione dove è possibile l’interscambio con la linea 2 della metropolitana gestita da Trenitalia (dove il biglietto corsa singola Anm da un euro non vale ma occorre procurarsi quello da 1 euro e 20 centesimi), ci sono due macchinette erogatrici. La prima in cui ci si imbatte appena finite le scale è fuori servizio. La seconda invece funziona. Ma il biglietto giusto, quello da 1 euro, non c’è. Quindi, l’unico modo per accedere alla metropolitana è acquistare il biglietto del consorzio unico, il «Tic» da un 1 euro e 50 centesimi che consente di salire a bordo anche di altri mezzi. Ma non si può acquistare con una moneta da 2 euro. E nemmeno con delle banconote. Un cartello affisso sull’apparecchio spiega che bisogna inserire l’importo preciso, che bisogna premere due volte il tasto «ok» e che inoltre la macchinetta erogatrice non dà resto, così se avete inserito due monete da 1 euro avrete pagato un biglietto da 1.50 (che non vi serve) 2 euro. Questo vale da Piscinola fino a Dante con le eccezioni delle nuove stazioni dove è stata installata una macchinetta di ultima generazione che eroga i biglietti giusti. «C’è molta confusione e gli utenti non capiscono ancora quale biglietto chiedere. Si rivolgono a noi comunicandoci la meta» dice Veronica Giusti, che insieme ai suoi fratelli gestisce la tabaccheria di famiglia nella stazione di Piscinola, il capolinea della metro gialla da cui è poi possibile accedere ai comuni dell’area a nord di Napoli. «Spesso chi scende qui deve recarsi ad Aversa o a Giugliano – spiega Veronica – qui le persone arrivano con il biglietto di 1 euro, poi si recano ai varchi ma bloccati dai controllori vengono a comprare il biglietto giusto. Il punto è che con un euro fanno 15 fermate e poi per fare appena due fermate o tre devono ricomprare un ticket da 1 euro e 50 centesimi o da 2 euro». In effetti si tratta di altre fasce previste dal biglietto integrato che consentono di viaggiare sulla metro e su altri treni. «Anm fa il biglietto» come recita lo slogan dell’azienda, ma l’utenza è costretta a tornare indietro, prendere un taxi o essere fortunata da avere in tasca proprio la cifra giusta. (Maria Elefante – Il Mattino)