Tribunale fissa in 1,4 milioni l’assegno mensile alla Lario per il divorzio da Berlusconi. Lei aveva chiesto il doppio

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È gennaio 2007 quando Veronica Lario, ex first lady nell’ombra, chiede a Silvio Berlusconi le pubbliche scuse per alcuni comportamenti ritenuti oltre il limite della galanteria. Due anni dopo annuncia la sua separazione: «Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale». Oggi il Tribunale di Monza, nelle 18 pagine di provvedimento in cui fissa a un milione e 400 mila euro l’assegno mensile della signora Lario, si rifà proprio a quella lettera nella quale l’allora moglie dell’ex premier esprime sgomento per la sua vita matrimoniale: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni». Noemi, le veline candidate alle europee, il «ciarpame senza pudore», le «vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo», il divertimento dell’«imperatore». Questo scriveva Veronica Lario ed è ciò di cui i magistrati hanno tenuto conto nella sentenza di divorzio per valorizzare le cause che hanno condotto alla rottura: «I lunghi e perpetrati comportamenti del coniuge non sono stati irrilevanti sulla decisione della signora». In realtà, l’ex moglie del Cavaliere aveva denunciato in più lettere, anche pubblicate dalla stampa, il suo disappunto per i comportamenti del marito. Trentacinque anni dopo il colpo di fulmine (si conobbero nel 1980 e si sposarono con rito civile il 15 dicembre 1990) Silvio Berlusconi e Veronica Lario mettono il macigno del divorzio sulla loro vita insieme. Un addio al quale è seguita un’aspra battaglia in tribunale, con le due parti sempre lontane da un possibile accordo. Così, alla fine, il verdetto è toccato alla sezione famiglia presieduta dal giudice Anna Maria di Oreste. Su un piatto della bilancia i giudici hanno messo il patrimonio del fondatore di Forza Italia, sull’altro il tenore di vita che deve essere garantito all’ex moglie: il risultato è un appannaggio mensile di 1,4 milioni di euro, ritenuto dal collegio coerente benché soggetto a una distorsione per effetto dell’imposizione fiscale. Berlusconi infatti può dedurre la cifra dal suo imponibile, mentre su quel denaro Veronica Lario paga le tasse e vede così assottigliarsi gli alimenti reali a 800mila euro al mese. Ma poiché il compito dei giudici non è quello di compensare il fisco, la sezione famiglia si è limitata a segnalare la questione nel provvedimento. Sottolineando inoltre come la signora, basandosi esclusivamente sulle proprie risorse finanziarie, non può mantenere lo stesso stile di vita condotto in venticinque anni di matrimonio. La moglie dell’ex premier, attraverso la società Il Poggio, possiede appartamenti a Olbia, Londra e Bologna, un palazzo a Milano e due a Segrate (Palazzo Borromini e Canova),ma gli immobili sfitti e gli elevati costi di gestione hanno mandato in rosso il bilancio (539 mila euro la perdita del 2013). Il bilanciamento tra le «insufficienti risorse di lei e le sufficienti disponibilità di lui» hanno fatto sì che i giudici confermassero la cifra stabilita nell’udienza presidenziale, quando fallì l’accordo sulla mega liquidazione da mezzo miliardo di euro e la richiesta di Veronica fu di oltre 3 milioni di euro al mese. In sede di separazione la signora ottenne 36 milioni l’anno, pari a 100.000 euro al giorno, e ora l’ex Cavaliere è riuscito a dimezzare di oltre la metà l’esborso mensile a cui è tenuto. Veronica Lario ricorrerà in appello? La “Guerra dei Roses” continua. (Claudia Guasco – Il Mattino) 

È gennaio 2007 quando Veronica Lario, ex first lady nell'ombra, chiede a Silvio Berlusconi le pubbliche scuse per alcuni comportamenti ritenuti oltre il limite della galanteria. Due anni dopo annuncia la sua separazione: «Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale». Oggi il Tribunale di Monza, nelle 18 pagine di provvedimento in cui fissa a un milione e 400 mila euro l'assegno mensile della signora Lario, si rifà proprio a quella lettera nella quale l'allora moglie dell'ex premier esprime sgomento per la sua vita matrimoniale: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni». Noemi, le veline candidate alle europee, il «ciarpame senza pudore», le «vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo», il divertimento dell'«imperatore». Questo scriveva Veronica Lario ed è ciò di cui i magistrati hanno tenuto conto nella sentenza di divorzio per valorizzare le cause che hanno condotto alla rottura: «I lunghi e perpetrati comportamenti del coniuge non sono stati irrilevanti sulla decisione della signora». In realtà, l’ex moglie del Cavaliere aveva denunciato in più lettere, anche pubblicate dalla stampa, il suo disappunto per i comportamenti del marito. Trentacinque anni dopo il colpo di fulmine (si conobbero nel 1980 e si sposarono con rito civile il 15 dicembre 1990) Silvio Berlusconi e Veronica Lario mettono il macigno del divorzio sulla loro vita insieme. Un addio al quale è seguita un'aspra battaglia in tribunale, con le due parti sempre lontane da un possibile accordo. Così, alla fine, il verdetto è toccato alla sezione famiglia presieduta dal giudice Anna Maria di Oreste. Su un piatto della bilancia i giudici hanno messo il patrimonio del fondatore di Forza Italia, sull'altro il tenore di vita che deve essere garantito all'ex moglie: il risultato è un appannaggio mensile di 1,4 milioni di euro, ritenuto dal collegio coerente benché soggetto a una distorsione per effetto dell'imposizione fiscale. Berlusconi infatti può dedurre la cifra dal suo imponibile, mentre su quel denaro Veronica Lario paga le tasse e vede così assottigliarsi gli alimenti reali a 800mila euro al mese. Ma poiché il compito dei giudici non è quello di compensare il fisco, la sezione famiglia si è limitata a segnalare la questione nel provvedimento. Sottolineando inoltre come la signora, basandosi esclusivamente sulle proprie risorse finanziarie, non può mantenere lo stesso stile di vita condotto in venticinque anni di matrimonio. La moglie dell'ex premier, attraverso la società Il Poggio, possiede appartamenti a Olbia, Londra e Bologna, un palazzo a Milano e due a Segrate (Palazzo Borromini e Canova),ma gli immobili sfitti e gli elevati costi di gestione hanno mandato in rosso il bilancio (539 mila euro la perdita del 2013). Il bilanciamento tra le «insufficienti risorse di lei e le sufficienti disponibilità di lui» hanno fatto sì che i giudici confermassero la cifra stabilita nell'udienza presidenziale, quando fallì l'accordo sulla mega liquidazione da mezzo miliardo di euro e la richiesta di Veronica fu di oltre 3 milioni di euro al mese. In sede di separazione la signora ottenne 36 milioni l'anno, pari a 100.000 euro al giorno, e ora l'ex Cavaliere è riuscito a dimezzare di oltre la metà l'esborso mensile a cui è tenuto. Veronica Lario ricorrerà in appello? La “Guerra dei Roses” continua. (Claudia Guasco – Il Mattino) 

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