Discovering Positano. L’evoluzione di Positano in un borgo marinaro e mercantile. VIDEO

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Oggi, 22 giugno, Discovering parla di una Positano, o meglio di una Costiera Amalfitana di altri tempi, dove ancor prima del turismo, le attività economiche principali erano la pesca ed il commercio, più importanti dello stesso settore primario, agricoltura ed allevamento.
Abbiamo una fonte illustre. Giovanni Boccaccio, testimone oculare del suo tempo, narra nel suo Decameron (IV novella, II giornata): «Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane (piccola precisazione: le tecniche di irrigazione ed, appunto, il gusto per il bello, come i giardini e le fontane sono caratteristiche tipiche del mondo arabo) e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri». Sin dai primi secoli, storicamente attestati, della novella Positano – parliamo di un arco temporale che va dall’ XI al XIV secolo – il nostro paese commerciava con le altre genti del Mediterraneo, perché le nostre abilità marinare ci spingevano ovunque. Positano, alla stessa stregua di Amalfi, crebbe in importanza, non solo a causa del monastero benedettino di San Vito, bensì dal momento che anche nella perla della Costiera Amalfitana fu creata una marineria mercantile, assortita di tutte le tipologie di imbarcazioni. Non bisogna dimenticare che ai tempi del Ducato di Amalfi l’importanza di Positano era determinante: Positano era il centro di una vera e propria scuola nautica! I Positanesi, quindi, sin da giovani imparavano le arti nautiche, secondo l’esperienza dei capitani e dei marinai, ed erano implicite le ragioni del commercio e la conoscenza delle lingue straniere (latino, greco, arabo, catalano, provenzale ed i vari volgari, queste erano le lingue parlate nei porti più noti del Mediterraneo).
Positano era la marineria del Ducato di Amalfi e del successivo Regno di Napoli (Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, ecc.). Si costruivano imbarcazioni quali: galee, galeoni, vascelli, teridi, vacchette, carracchie, fuste, sagizzie, caravelle, gozzi, cocche, enteche ed emiolii. Si potrebbe dire “di tutto, di più”. Nel prossimo articolo parleremo delle rivalità sui mari fra Positano ed Amalfi.
Il video “La testimonianza di Boccaccio” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on June 22, Discovering talks about a Positano, or better about an Amalfi Coast of other times, where even before the tourism, the main economic activities were fishing and trade, more important than the same primary sector, agriculture and breeding.
We have an illustrious source. Giovanni Boccaccio, an eyewitness of his time, tells in his Decameron (IV novella, II day): «Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri».
Since the early centuries, historically attested, of the novella Positano – we talk about a time span ranging from XI to XIV century – our country traded with other Mediterranean peoples, because our marinate ability pushed us everywhere. Positano, the same way as Amalfi, grew in importance, not only because of the Benedictine monastery of Saint Vito, but since that too in the pearl of the Amalfi Coast it was created a merchant navy, assorted of all types of boats. We must not forget that at the time of the Duchy of Amalfi the importance of Positano was decisive: Positano was the center of a real nautical school! The Positanesi, then, from an early age learned the nautical arts , according to the experience of the captains and sailors, and were implicit the reason of the trade and the knowledge of foreign languages (Latin, greek, Arabic, Catalan, Provençal and various vulgars , these were the languages spoken in the most famous ports of the Mediterranean).
Positano was the navy of the Duchy of Amalfi and of the subsequent Kingdom of Naples (Normans, Swabians, Angevins, Aragonesi, etc.). They built boats such as: galee, galeoni, vascelli, teridi, vacchette, carracchie, fuste, sagizzie, caravelle, gozzi, cocche, enteche ed emiolii. You could say “of everything, of more.” In the next article we will discuss the rivalry on the seas between Positano and Amalfi.
Video “La testimonianza di Boccaccio” is on Youtube channel Positanones tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi, 22 giugno, Discovering parla di una Positano, o meglio di una Costiera Amalfitana di altri tempi, dove ancor prima del turismo, le attività economiche principali erano la pesca ed il commercio, più importanti dello stesso settore primario, agricoltura ed allevamento.
Abbiamo una fonte illustre. Giovanni Boccaccio, testimone oculare del suo tempo, narra nel suo Decameron (IV novella, II giornata): «Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane (piccola precisazione: le tecniche di irrigazione ed, appunto, il gusto per il bello, come i giardini e le fontane sono caratteristiche tipiche del mondo arabo) e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri». Sin dai primi secoli, storicamente attestati, della novella Positano – parliamo di un arco temporale che va dall’ XI al XIV secolo – il nostro paese commerciava con le altre genti del Mediterraneo, perché le nostre abilità marinare ci spingevano ovunque. Positano, alla stessa stregua di Amalfi, crebbe in importanza, non solo a causa del monastero benedettino di San Vito, bensì dal momento che anche nella perla della Costiera Amalfitana fu creata una marineria mercantile, assortita di tutte le tipologie di imbarcazioni. Non bisogna dimenticare che ai tempi del Ducato di Amalfi l’importanza di Positano era determinante: Positano era il centro di una vera e propria scuola nautica! I Positanesi, quindi, sin da giovani imparavano le arti nautiche, secondo l’esperienza dei capitani e dei marinai, ed erano implicite le ragioni del commercio e la conoscenza delle lingue straniere (latino, greco, arabo, catalano, provenzale ed i vari volgari, queste erano le lingue parlate nei porti più noti del Mediterraneo).
Positano era la marineria del Ducato di Amalfi e del successivo Regno di Napoli (Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, ecc.). Si costruivano imbarcazioni quali: galee, galeoni, vascelli, teridi, vacchette, carracchie, fuste, sagizzie, caravelle, gozzi, cocche, enteche ed emiolii. Si potrebbe dire “di tutto, di più”. Nel prossimo articolo parleremo delle rivalità sui mari fra Positano ed Amalfi.
Il video “La testimonianza di Boccaccio” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on June 22, Discovering talks about a Positano, or better about an Amalfi Coast of other times, where even before the tourism, the main economic activities were fishing and trade, more important than the same primary sector, agriculture and breeding.
We have an illustrious source. Giovanni Boccaccio, an eyewitness of his time, tells in his Decameron (IV novella, II day): «Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri».
Since the early centuries, historically attested, of the novella Positano – we talk about a time span ranging from XI to XIV century – our country traded with other Mediterranean peoples, because our marinate ability pushed us everywhere. Positano, the same way as Amalfi, grew in importance, not only because of the Benedictine monastery of Saint Vito, but since that too in the pearl of the Amalfi Coast it was created a merchant navy, assorted of all types of boats. We must not forget that at the time of the Duchy of Amalfi the importance of Positano was decisive: Positano was the center of a real nautical school! The Positanesi, then, from an early age learned the nautical arts , according to the experience of the captains and sailors, and were implicit the reason of the trade and the knowledge of foreign languages (Latin, greek, Arabic, Catalan, Provençal and various vulgars , these were the languages spoken in the most famous ports of the Mediterranean).
Positano was the navy of the Duchy of Amalfi and of the subsequent Kingdom of Naples (Normans, Swabians, Angevins, Aragonesi, etc.). They built boats such as: galee, galeoni, vascelli, teridi, vacchette, carracchie, fuste, sagizzie, caravelle, gozzi, cocche, enteche ed emiolii. You could say “of everything, of more.” In the next article we will discuss the rivalry on the seas between Positano and Amalfi.
Video “La testimonianza di Boccaccio” is on Youtube channel Positanones tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.