Tangenti e tv: appalti per soldi e assunzioni. Blitz in Rai, Mediaset, La7 e Infront: 44 indagati, l’accusa: corruzione

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Regali per i figli, un pianoforte, un motorino e persino un container. E, oltre ai soldi in contanti, molti contratti di lavoro per parenti di vario grado. Era adattato alla contemporaneità il milionario il sistema di pagamenti messo in piedi da David Biancifiori, detto Scarface, titolare della società Di and Di Lighting and Truck Srl che si occupa di “service” video (ovvero di fornire tutti i macchinari necessari alle riprese televisive), accusato di aver messo insieme un meccanismo di pagamenti in cambio di commesse del valore di almeno 40 milioni di euro, solo per stare alle sovrafatturazioni riscontrate per gli anni 2010 e 2011. Mercoledì sono stati perquisiti 44 tra dipendenti dei canali televisivi e dipendenti della presidenza del Consiglio accusati a vario titolo di corruzione (per Rai e Palazzo Chigi) appropriazione indebita (per le testate private) o turbativa d’asta. Roberto Gasparotti e Giovanni Mastropietro, rispettivamente curatore dell’immagine e direttore della fotografia di Berlusconi, avrebbero favorito Biancifiori negli anni del Cavaliere su commesse di diverso importo. In cambio Gasparotti ha voluto «la consegna di un container e di un ciclomotore per la figlia»; Mastropietro l’assunzione presso società del gruppo Biancifiori di ben quattro nipoti, oltre al fratello e alla figlia. Stando a quello che hanno ricostruito quelli delle Iene, che seguono da tempo la storia di Biancifiori, in totale Scarface avrebbe pagato più di un milione in tangenti pur di ottenere l’appalto per il servizio audio tv di Palazzo Chigi bandito nel 2009 e durato fino al 2013 del valore di 10 milioni. Come confermano i decreti di perquisizione, le somme più consistenti sarebbero state pagate ad Antonio Ragusa, capo del Dipartimento risorse strumentali, che avrebbe ricevuto anche biglietti aerei e vacanze presso resort di lusso. E a Maurizio Papitto, responsabile del servizio informatico. Il titolare dell’ufficio del cerimoniale Massimo Schettini, invece, oltre ai contanti avrebbe chiesto e ottenuto un pianoforte da 6mila euro, buoni benzina, un ipad e telefoni cellulari nonché un impianto elettrico per la casa. Alla “competizione” sono state invitate solo le società indicate da Biancifiori a Schettini e Papitto sarebbe stato addirittura nella sede della società di Biancifiori per preparare il capitolato di gara insieme ad una sua dipendente. Ragusa, poi, avrebbe garantito l’approvazione costante di «fatture gonfiate negli importi o addirittura facenti riferimento a servizi mai espletati». Brutto affare anche quello che ha toccato la Rai e relativo all’appalto da 400mila euro per il festival di Sanremo 2013, quello condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Maurizio Ciarnò, vicedirettore, è accusato di turbativa d’asta ma per alcuni dipendenti Rai il pagamento è stato a dir poco variegato: Ivan Pierri oltre ai soldi ha ottenuto l’assunzione della moglie, Dario Savoretti un contratto per due figli, mentre il responsabile della supervisione di Sanremo si è accontentato dei pagamenti in contanti. I dipendenti Mediaset e La7 sovrafatturavano e poi si spartivano «l’illecito surplus» con le società di Biancifiori. (Sara Menafra – Il Mattino)

Regali per i figli, un pianoforte, un motorino e persino un container. E, oltre ai soldi in contanti, molti contratti di lavoro per parenti di vario grado. Era adattato alla contemporaneità il milionario il sistema di pagamenti messo in piedi da David Biancifiori, detto Scarface, titolare della società Di and Di Lighting and Truck Srl che si occupa di “service” video (ovvero di fornire tutti i macchinari necessari alle riprese televisive), accusato di aver messo insieme un meccanismo di pagamenti in cambio di commesse del valore di almeno 40 milioni di euro, solo per stare alle sovrafatturazioni riscontrate per gli anni 2010 e 2011. Mercoledì sono stati perquisiti 44 tra dipendenti dei canali televisivi e dipendenti della presidenza del Consiglio accusati a vario titolo di corruzione (per Rai e Palazzo Chigi) appropriazione indebita (per le testate private) o turbativa d’asta. Roberto Gasparotti e Giovanni Mastropietro, rispettivamente curatore dell’immagine e direttore della fotografia di Berlusconi, avrebbero favorito Biancifiori negli anni del Cavaliere su commesse di diverso importo. In cambio Gasparotti ha voluto «la consegna di un container e di un ciclomotore per la figlia»; Mastropietro l'assunzione presso società del gruppo Biancifiori di ben quattro nipoti, oltre al fratello e alla figlia. Stando a quello che hanno ricostruito quelli delle Iene, che seguono da tempo la storia di Biancifiori, in totale Scarface avrebbe pagato più di un milione in tangenti pur di ottenere l'appalto per il servizio audio tv di Palazzo Chigi bandito nel 2009 e durato fino al 2013 del valore di 10 milioni. Come confermano i decreti di perquisizione, le somme più consistenti sarebbero state pagate ad Antonio Ragusa, capo del Dipartimento risorse strumentali, che avrebbe ricevuto anche biglietti aerei e vacanze presso resort di lusso. E a Maurizio Papitto, responsabile del servizio informatico. Il titolare dell'ufficio del cerimoniale Massimo Schettini, invece, oltre ai contanti avrebbe chiesto e ottenuto un pianoforte da 6mila euro, buoni benzina, un ipad e telefoni cellulari nonché un impianto elettrico per la casa. Alla “competizione” sono state invitate solo le società indicate da Biancifiori a Schettini e Papitto sarebbe stato addirittura nella sede della società di Biancifiori per preparare il capitolato di gara insieme ad una sua dipendente. Ragusa, poi, avrebbe garantito l'approvazione costante di «fatture gonfiate negli importi o addirittura facenti riferimento a servizi mai espletati». Brutto affare anche quello che ha toccato la Rai e relativo all’appalto da 400mila euro per il festival di Sanremo 2013, quello condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Maurizio Ciarnò, vicedirettore, è accusato di turbativa d'asta ma per alcuni dipendenti Rai il pagamento è stato a dir poco variegato: Ivan Pierri oltre ai soldi ha ottenuto l'assunzione della moglie, Dario Savoretti un contratto per due figli, mentre il responsabile della supervisione di Sanremo si è accontentato dei pagamenti in contanti. I dipendenti Mediaset e La7 sovrafatturavano e poi si spartivano «l'illecito surplus» con le società di Biancifiori. (Sara Menafra – Il Mattino)